Napoli, black out di Reina e Higuain

NAPOLI – Sul più bello, quando il Napoli sembrava pronto a spiccare definitivamente il volo, sono riaffiorati all’improvviso due fantasmi del recente passato: il nervosismo di Higuain e soprattutto la fragilità difensiva, handicap pagato a caro prezzo durante la precedente gestione di Benitez. Per 87 minuti, durante la deludente partita contro il Bologna, è andato in onda un film già visto e dalla trama tutt’altro che gradevole: per i 10 mila tifosi al seguito degli azzurri. Poi si è almeno scosso dal suo malumore il Pipita, segnando in extremis una doppietta che non ha evitato la sconfitta ai suoi compagni, ma almeno ha restituito un po’ di mordente al capocannoniere del campionato: fino a quel momento coinvolto nel disastro generale. L’attaccante argentino, teso come una corda di violino, aveva passeggiato per tutta la gara per il campo: pallida controfigura del campione ammirato finora. Non si aspettava il brusco passo indietro della squadra di Sarri e ha finito per deprimersi: sbagliando anche una palla gol elementare all’inizio della ripresa. Ma è stata una giornata negativa pure per l’altro leader del gruppo: Reina, colpevole in occasione della rete di Destro che ha chiuso i conti, nel secondo tempo.

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Il portiere spagnolo è il simbolo dei due volti mostrati dal Napoli negli ultimi 180′. La sua parata prodigiosa su Miranda aveva regalato agli azzurri la vittoria contro l’Inter e il primato solitario in classifica. Il suo insolito errore a Bologna ha invece fatto affondare in maniera definitiva il reparto arretrato di Sarri: che non aveva mai subito tre gol in una sola partita e fino a domenica era stato il migliore della serie A. Nulla faceva presagire il black-out allo stadio Dall’Ara: dove la difesa ha tremato pericolosamente fin dai minuti iniziali, tradita soprattutto da Hysaj e Albiol. Ma è mancata anche l’abituale protezione dei mediani, con Allan e Jorginho che hanno dato degli evidenti segnali di stanchezza.

 Il Napoli dei titolarissimi non perdeva dal 23 agosto ed era stato protagonista di una rimonta straordinaria, che però ha comportato giocoforza uno stress. Per Sarri si tratta di un calo mentale, non fisico. Ma la sostanza non cambia. Forse è arrivato il momento di aumentare un po’ le rotazioni in campo. Giocatori come Chiriches, Strinic, Valdifiori, Mertens e Gabbiadini (vicino al recupero) non sembrano poi così inferiori ai compagni e meritano la loro chance anche in campionato: dopo l’ottimo contributo dato in Europa League. L’allenatore ne parlerà subito nello spogliatoio: esaminando gli errori compiuti con il Bologna. Per gli azzurri è già tempo di voltare pagina: giovedì sera arriva il Legia Varsavia e domenica c’è la super sfida al San Paolo con la Roma, prova d’appello sotto gli occhi dei 55 mila tifosi annunciati a Fuorigrotta. Higuain ha dato l’esempio, rialzando la testa con la doppietta finale al Dall’Ara. Tocca a lui e a Reina risollevare la ex capolista. Un passo falso, dopo tre mesi e mezzo, può capitare a tutti e non compromette un grande avvio di stagione.

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serie A
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Protagonisti:
gonzalo higuain
Maurizio Sarri

Fonte: Repubblica

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