Inter e quell’offerta di Etihad da 25 milioni all’anno: era un tentativo di truffa

Il Corriere della Sera svela un tentativo di truffa ai danni del club nerazzurro, raggirato da due presunti intermediari della ricca compagnia aerea di Abu Dhabi, che sembrava pronta a diventare il nuovo sponsor tecnico al posto di Pirelli. Tutto falso, altro che 25 milioni di euro a stagione per 5 anni. Un problema per l’Inter, ora alla ricerca di un main sponsor

Inter truffata. A svelarlo sono i colleghi del Corriere della Sera. Ma facciamo un passo indietro, e riavvolgiamo il nastro allo scorso ottobre quando un’indiscrezione lanciata da alcuni organi di stampa che preannunciavano un accordo imminente tra il club nerazzurro e Etihad Airways, ricca compagnia aerea di Abu Dhabi, già sponsor tra l’altro del Manchester City. Si parlò addirittura di 25 milioni a stagione, per 5 anni. Tutto smentito dalla stessa compagnia araba.

Tre mesi dopo, circa, emerge la sconcertante verità. L’Inter ha rischiato di essere truffata. Ma cos’è successo? Sul Corriere della Sera, infatti, si legge come due intermediari presentati dall’ex collaboratore interista (e noto volto televisivo) Adriano Bacconi (il rapporto, forse non casualmente, ora è stato interrotto) si fossero presentati all’Inter come rappresentati della compagnia aerea interessata a sponsorizzare il club meneghino.

Tutto parte da una truffa a un albergatore diRoma

Il primo, Valerio Lattanzio, che in precedenza si era reso protagonista di una truffa a un albergatore di Roma non pagando il conto in quanto sarebbe stato tutto saldato dall’Inter, società per cui lui stava lavorando da consulente in quel periodo. L’albergatore però si insospettisce, e poco dopo si rivolge ai Carabinieri sollevando il vaso di Pandora.

La coppia ottiene la fiducia dell’Inter

Lattanzio e il socio (che si dichiara intimo della famiglia reale degli Emirati) producono nel corso dei mesi una serie di email che sembrano certificare (una addirittura da un presunto governo degli Emirati) il tutto. Lattanzio fissa la propria commissione (pari al 2,5% per la sponsorizzazione e all’8% per gli affari successivi), ottiene l’autorizzazione a trattare per conto del club: e qui torniamo alla truffa dell’albergatore di cui sopra. Lattanzio, inoltre, presenta anche una presunta lettera di James Hogan (presidente di Etihad) con tanto di offerta ufficiale. Una mossa che ha ripercussioni per l’Inter in quel periodo in trattativa con l’attuale main sponsor, Pirelli, per un eventuale prolungamento.

Non arrivano conferme, strani sceicchi e i servizi segreti: l’Inter si insospettisce

A ottobre i giornali escono con la notizia, circolano già le prime maglie per la stagione 2017/18, ma il 18 ottobre arriva la smentita ufficiale di Etihad. Lattanzio e il socio (avvocato) rassicurano tutti spiegando che si tratta di una mossa convenzionale per una questione di riservatezza, ma l’Inter si insospettisce quando chiede di parlare direttamente con Hogan ma i due prendono sempre tempo. Arriva così un’altra mail finta, di un presunto sceicco proprietario della compagnia che si assume tutte le responsabilità del caso, ma poco tempo dopo il club milanese riceve la mail dell’albergatore di Roma truffato in precedenza da Lattanzio. Panico. L’Inter indaga sui due, riceve una risposta piccata e assurda (sulla vicenda starebbero infatti indagando i servizi segreti arabi) che induce Bolingbroke a contattare i vertici mondiali di Etihad che ovviamente smentiscono tutto e di non conoscere assolutamente il duo. Mega truffa sventata, ma a quale prezzo?La trattativa con Pirelli infatti si è arenata, mentre l’ultima indiscrezione parla di una possibile offerta da 22 milioni di euro a stagione per tre anni da parte di Hainan Airlines, la più grande compagnia aerea privata della Cina. Ma, visti i precedenti, il condizionale è più che d’obbligo.

A Roma anche nel nome di Roberto Baggio

Da registrare anche come Lattanzio stesse portando avanti anche un’altra truffa legata al mondo del calcio, proprio quando si era fatto ospitare dall’albergatore di Roma come intermediario dell’Inter proponeva di trovare un grande immobile per costruire l’Università del calcio diretta da Roberto Baggio nel tentativo di incassare una percentuale nella compravendita.

eurosport.com

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