Milan: nuovo allenatore, metodo Mihajlovic. E’ sempre 4-3-3

Milan: nuovo allenatore, metodo Mihajlovic. E' sempre 4-3-3Honda e Luiz Adriano (agf) MILANO – C’è un paradosso nel futuro ancora incerto del Milan. Tutti gli allenatori in lizza per il dopo-Mihajlovic stanno giocando con il 4-3-3, lo stesso modulo di riferimento di Mihajlovic quando è arrivato a Milanello la scorsa estate: era con quel sistema che aveva guidato la Sampdoria verso un’esaltante galoppata in campionato. Il serbo però ha dovuto cambiare in corso d’opera. Prima a favore del 4-3-1-2, più nel Dna della recente storia rossonera, ovvero più in sintonia con l’idea calcistica di Berlusconi che preme sempre per avere due attaccanti in campo. E successivamente per un più equilibrato 4-4-2 che ha permesso di trovare una collocazione migliore a Honda, spaesato come trequartista molto più a suo agio come esterno destro di centrocampo, una zona dove ha più spazio per la sua creatività e riesce anche a dare una consistente mano ad Abate in copertura.
 
GLI ALTRI GIOCANO COSI’ – Il 4-3-3 invece è il marchio di fabbrica del papabile numero 1 alla successione di Mihajlovic: Di Francesco ha fatto fortuna con questo sistema di gioco a Sassuolo. E non sembra prendere in considerazione molte opzioni alternative. Pratica lo stesso sistema anche Donadoni a Bologna, ma l’allenatore bergamasco è decisamente più malleabile: in carriera ha giocato con vari moduli. Molto più defilato Sarri che resterà a Napoli se De Laurentiis eserciterà il suo diritto di prolungare per un altro anno. Anche l’ex Empoli ha virato sul 4-3-3 dopo essersi segnalato con il 4-3-1-2 alla guida dei toscani. Ma le caratteristiche dei giocatori della rosa partenopea – in particolare quelle di Insigne – lo hanno spinto verso il tridente.
 
RIPARTIRE DALLA SCORSA ESTATE – Così paradossalmente il Milan 2016-17 dovrà ripartire dalle idee di Mihajlovic nell’estate 2015 (anche se ovviamente ogni allenatore interpreta un modulo a modo suo e quindi ogni 4-3-3 è tendenzialmente diverso in alcuni particolari rispetto agli altri). Sempre che il Milan non riesca a vincere la finale di Coppa Italia, indicata come Berlusconi due giorni fa come possibile grimaldello per la permanenza di Mihajlovic. Anche se la frase dell’ex premier può essere stata dettata soprattutto da esigenze elettorali. Al momento sembra davvero difficile immaginare un altro anno di coabitazione tra l’ex Cavaliere e Sinisa.
 
FURTO A CASA BACCA – Brutta notizia intanto per l’attaccante che potrebbe essere schierato al centro del futuro 4-3-3 del prossimo allenatore milanista, a meno che non vada in porto il corteggiamento di alcune big europee come Bayern e Arsenal: Carlos Bacca. Il giocatore colombiano,  impegnato in Sud America con la sua Nazionale per le qualificazioni ai Mondiali 2018 (ha segnato uno dei tre gol nella vittoria dei Cafeteros sulla Bolivia), ha subito un furto nella sua villa a Trezzano sul Naviglio alle porte di Milano. La notte scorsa i ladri hanno usato la Mini Cooper dell’ex Siviglia per sfondare il cancello della villa dalla quale hanno portato via gioielli e una Porsche Cayenne. 
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Fonte: Repubblica

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