Champions a rischio per il Napoli , il futuro in 270 minuti

Missione compiuta? Macché: è bastato un attimo di distrazione per rimettere in discussione il presente e il futuro degli azzurri, rimasti appesi pericolosamente a mezz’aria e riportati in alto da una impetuosa corrente ascensionale, che li ha bruscamente riallontanati dal traguardo. Il vantaggio in classifica sulla Roma s’è infatti più che dimezzato (da 5 a soli 2 punti), condannando la squadra di Sarri a iniziare suo malgrado un’altra volata di 270’: di per sé disseminata di insidie e da gestire in apnea, con le energie al lumicino e il cuore in gola.

Lo choc è stato bestiale, per il Napoli, passato in un istante dai preparativi per la festa alla paura di gettare al vento i sacrifici di una intera stagione. Il secondo posto è di nuovo in discussione e riattaccare subito la spina non sarà affatto facile, anche se Sarri è stato il primo a rialzare la testa negli spogliatoi dell’Olimpico e ha dato la carica ai suo giocatori: complimentandosi con loro per la buona prestazione contro la Roma. Gli azzurri sono stati condannati solo dal risultato, in effetti: dopo 89’ in cui avevano ampiamente meritato quanto meno il pareggio. E il tecnico toscano, che ha una fiducia incrollabile nella sua filosofia di calcio, è sicuro che quella del bel gioco sia la strada maestra per arrivare a braccia alte al traguardo: senza calcoli e cinismo. Ecco perché l’idea di difendere lo 0-0 nello scontro diretto coi giallorossi non l’ha minimamente sfiorato, lunedì pomeriggio. Nessun ripensamento sulle sostituzioni effettuate e nemmeno per la contromossa mancata dopo l’ingresso di Totti. La squadra ha una sua fisionomia chiara e non la cambierà di sicuro adesso, nonostante il rischio di perdere lo sprint Champions.

Sarri è fatto così: prendere o lasciare. Ma i giocatori sono tutti con lui, sapendo che è stato il suo integralismo a far spiccare il volo al Napoli, al di là della frenata delle ultime settimane. Ne è consapevole anche De Laurentiis, che finora si è sempre tenuto alla larga dalle questioni tecniche e al massimo ha sbuffato un poco per la gestione del turn over: a suo giudizio perfettibile. Anche all’Olimpico, però, il presidente si era presentato con ottimismo, fiducia e apparente serenità: convinto di poter condividere con i suoi numerosissimi ospiti (in precedenza ricevuti a pranzo) un pomeriggio festoso. Alla fine il numero uno azzurro ha dovuto invece mascherare a fatica la sua preoccupazione, per l’inatteso finale di stagione al cardiopalma.

Il Napoli sarà costretto a giocarsi la Champions negli ultimi 270’: contro Atalanta, Torino e Frosinone. Tre partite da vincere a tutti i costi, per non doversi preoccupare dei risultati che otterrà nel frattempo la Roma. Ci sono in gioco le ambizioni e il futuro ad alti livelli del club azzurro: strettamente legate alla pioggia di milioni garantiti dal secondo posto. Con il terzo non ci sarebbero più certezze, invece: a cominciare dalla conferma di Higuain, a cui il presidente non potrebbe chiedere un’altra annata di transizione.

Quando lo presentò trionfalmente al San Paolo, nell’estate del 2013, De Laurentiis promise al campione argentino un

Napoli da Champions: un obiettivo fallito nelle ultime due stagioni. Motivo in più per evitare un’altra beffa, nel finale da brivido di questo campionato. Nonostante l’importanza della posta in palio, però, il pressing del presidente su Sarri e la squadra sarà abbastanza morbido: per non aumentare ancora di più le tensioni. L’alleato degli azzurri può essere il calendario, con due gare su tre a Fuorigrotta. Decisivo l’aiuto dei tifosi.

repubblica
Segui il canale PianetAzzurro.it su WhatsApp, clicca qui