Real-Atletico, non bastano 120′: si va ai rigori

REAL MADRID-ATLETICO MADRID 1-1 
15′ Ramos (RM), 79′ Carrasco (AM)

A due anni di distanza dalla Finale di Lisbona in cui i Colchoneros videro sfumare il sogno ai supplementari, il derby di Madrid torna di scena nell’atto finale della Champions, questa volta a Milano. 

E’ un Atletico ancora più consapevole della propria forza, quello di Simeone, che nel frattempo ha fondato il cholismo diventando il “comandante Cholo”. Al Meazza, nello stadio in cui 15 anni fa si giocava la Finale di Champions tra Bayern e Valencia (all’epoca Zidane e Simeone giocavano in Serie A, rispettivamente per Juve e Lazio), si incontrano protagonisti e tifosi della capitale del calcio europea. 
Simeone affronta il suo ventesimo derby di Madrid (ne ha vinti 7, persi 7 e pareggiati 5) con l’undici iniziale migliore a sua disposizione: a centrocampo sceglie di affiancare a Gabi un suo pupillo, Augusto Fernandez, preferito a Carrasco. Le fasce sono affidate a Saul e Koke e l’attacco al tandem Torres-Griezmann. Per Zidane pochi dubbi: la BBC è ispirata da un centrocampo di quantità e qualità, composto da Casemiro, Kroos e Modric. Difesa diretta da colui che portò a Madrid la Décima, Sergio Ramos.

All’arbitro inglese Clattenburg il compito di dare il via al match, dopo l’infallibile performance di Bocelli che ormai ci ha preso gusto: dopo aver onorato la festa del Leicester di Ranieri, non poteva mancare ad un appuntamento del genere.  
La partita inizia con un ritmo alto, come ci si aspettava. Ma forse non ci si sarebbe aspettati la prima grande occasione da rete già dopo 5’30” dal calcio d’inizio. Nel corso del 6′ giro di orologio è Oblak a negare il gol a Benzema (conclusione ravvicinata, saranno stati 4 metri), con un miracolo di istinto. E’ il Real che impone il ritmo: al 9′ Kroos con un tiro da poco fuori area deviato da Savic spaventa nuovamente i Colchoneros. Che non producono azioni offensive e al quarto d’ora incassano: il cronometro segna 14’31 quando Sergio Ramos – sì, proprio lui – sugli sviluppi di un calcio di punizione calciato da Kroos e spizzato da Bale, beffa Oblak che questa volta non riesce a salvare, la sfiora soltanto. La palla varca la linea di porta e il guardalinee non segnala nulla a Clattenburg, ma la posizione del capitano del Real sull’assist di Bale è sospetta, sembrerebbe in fuorigioco. 

Il Real sulle ali dell’entusiasmo accelera, il vantaggio spegne i Colchoneros che stranamente si abbattono. Al 35′ Griezmann impegna Keylor Navas con un bel sinistro al volo che però nasce da posizione irregolare, il risultato non cambia e arriva la pausa. Al rientro delle squadre in campo, però, Pepe smuove le acque. Intervento maldestro su Torres in area, Clattenburg non ha dubbi. E’ rigore e se ne occupa Griezmann. Il francese, che era stato il più pericoloso tra i Colchoneros nel corso del primo tempo, colpisce la traversa e lascia attoniti i tifosi. 
Cinque minuti più tardi, al 50′, Carvajal è costretto ad abbandonare il campo, esce in lacrime ed entra Danilo. 
L’Atletico è sotto ma non c’è tempo per demoralizzarsi. Gli uomini del Cholo lottano e Savic al 54′ manda fuori un tiro ravvicinato. Poco dopo una bella girata di Saul esce di un soffio a lato. Il pareggio è più che un’ipotesi e il Real la vuole spegnere. Ma Oblak è decisivo a tenere in vita i suoi: al 70′, un suo miracolo su Benzema dà la carica ai Colchoneros, che si salvano anche al 78′: fermato CR7 e poi murato Bale con un’azione difensiva corale.
Il cuore dell’Atletico viene fuori a dieci minuti dal 90′. Dal piede di Juanfran arriva l’occasione per il neo-entrato Carrasco, che deve sbatterla dentro e non si fa pregare. Quinto gol stagionale per il belga, il primo in Champions. Ha scelto la Finale per farlo.

Il 23enne ex Monaco allunga la partita, si va ai supplementari. 

Fonte: Sky

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