Inter, pronti via ed è crisi. La Juve è già Higuain, Napoli senza sorriso

Inter: cinese, olandese o italiana?
Lo scivolone dell’Inter ha dato alla prima giornata di campionato, già troppo ferragostana e vacanziera – ma come si fa a cominciare il 20 agosto mentre tutta Italia è al mare, solo per poter dire che in Europa fanno tutti così, o quasi? – il giusto brivido. Così possiamo sfamarci col più classico dei polpettoni nerazzurri, né più né meno come ai tempi di Moratti. Succede insomma che l’Inter dei cinesi di Suning e dell’olandese Frank De Boer si presenti a Verona, contro il Chievo, con una squadra allegramente rinnovata ma anche decisamente accroccata male dal nuovo allenatore. Che provenendo in linea diretta dalla schiatta dei Cruyff e dei Rinus Michels, ma precipitato in Italia come un alieno, la prima cosa che fa si allinea furbamente al mestiere dei Conte, degli Allegri e dei Mazzarri e ti schiera una squadra italianista. Lo stesso De Boer che intervistato alla vigilia del campionato aveva avvertito beffardamente i bianconeri autoproclamandosi, lui e l’Inter, anti-Juve n.1. Pronti via, però l’Inter si è già impantanata nonostante i Candreva e i Banega che hanno arricchito il suo mercato, mentre il baldo Maurito Icardi che ha riempito l’estate con i tweet minacciosi di Wanda Nara per avere più soldi e un nuovo contratto (a che titolo dunque?) è letteralmente sparito. Dei suoi gol non c’è traccia nemmeno su Instagram. Appetitoso polpettone estivo freddo.

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Juve: il teorema Higuain
Si può discutere se il gioco della Juve che va a caccia del sesto scudetto consecutivo e della Champions League piaccia o meno, ma è evidente che l’operazione “Juve – Pogba + Higuain= ? ” spaventi il mondo. In attesa di scoprire se davvero Higuain abbia intenzione di segnare per davvero altri 36 gol, non si può non constatare che l’argentino sia già stato tirato a lucido, rimesso in forma, e subito messo in condizione di far gol a ripetizione. Nè più né meno come con Sarri e il Napoli. Nel frattempo l’attaccante sembra che sia alla Juve da dieci anni, felice ed esultante come sotto la curva del San Paolo. La gelosia dunque scatenerà più di qualche polemica, ma di questo ne eravamo già sicuri. Se proprio vogliamo trovare la pagliuzza nell’ingranaggio si potrebbe riflettere su quel gol che la Fiorentina ha rifilato alla superdifesa bianconera dal prestigio ormai europeo – Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini -, invero non più giovanissima e dunque un po’ più instabile sotto molti punti di vista (infortuni, scadimenti di forma etc). La fine è (quasi) nota.

Napoli: a prescindere
Tralasciando, se è mai possibile, la questione di Higuain che tanto se ne è andato e non c’è più niente da fare e al limite cercando di scucire al presidente De Laurentiis – sempre a beneficio del Napoli, s’intende! – qualcuno dei 90 milioni intascati, c’è da capire cosa renda De Laurentiis, Sarri, qualche giocatore (Mertens, Insigne), insomma il Napoli per intero, così nervosi e “inc…zosi” (termine usato dall’allenatore stesso). Non che il pareggio di Pescara nasconda chissà quali problemi, anzi è proprio nel dna sarriano fare dei gran pasticci a inizio stagione, ma certi malumori, certe tensioni diffuse non sono buon segno. Non è Napoli la città del sorriso e del buonumore? E’ così angosciante giocare a Napoli? Pronti via e la squadra è già in silenzio stampa post partita. A prescindere, diceva Totò.
 
Roma: niente “musini”
Luciano Spalletti li ha chiamati “musini”. Sono quelli che hanno il muso lungo perché non giocano o che lui ruota secondo i suoi lucherini ragionamenti. Senza che debba sentirsi condizionato da riconoscenze, obblighi e lamenti vari. E dunque tempi duri per i “musini” tra cui cui c’era anche Perotti, protagonista con i due rigori alla prima giornata. E del resto Spalletti si è forgiato alla gestione della panchina di Totti, figuriamoci se può spaventarlo una squadra che ha parecchi galli nel pollaio. Anzi. La partenza è stata buona sia nel preliminare di Champions League che in campionato, la notizia migliore il recupero definitivo di Strootman, in attacco la qualità non manca (Salah, Perotti, El Shaarawy) e persino lo sprecone Dzeko sembra abbia ripreso fiducia fino a buttarne dentro qualcuna ogni tanto. Bruno Peres, Juan Jesus, Emerson, Alisson o Szczesny, la difesa è un po’ un terno al lotto, ma insomma lì il lavoro sarà lungo. Intanto però il lucido Spalletti non firma ancora il rinnovo di contratto. Che aspiri a una Roma più forte e fatta di grandissimi giocatori? Che abbia sentore di qualche superbig, magari in Inghilterra? Io credo, ch’ei credette ch’io credesse… Milan: la Berlusconeide
Nel Milan tutto accade quando ormai meno te lo aspetti. I cinesi sono entrati e usciti più volte di scena, Berlusconi ha già dato l’addio via Facebook almeno in un paio di occasioni, Montella sembrava già essere tristemente convinto di aver sbagliato squadra per la seconda volta consecutiva (prima la Samp di Ferrero, poi l’instabile Milan degli uscenti Berlusconi e Galliani). E invece a sorpresa si scopre che il Milan post berlusconiano e pre cinese ha risorse forse sottovalutate. Carlos Bacca era già stato venduto e consegnato al West Ham nonostante i 18 gol della stagione scorsa: è stato lui a rilanciare il Milan. Mentre Gianluigi Donnarumma potrebbe essere davvero, forse, il Buffon del futuro. Insomma magari non è tutto da buttare, forse Galliani ancora qualcosa l’azzecca. E come dice il capo: “attaccare!” serie A

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Fonte: Repubblica

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