Ivan Juric (lapresse) GENOVA – Mister Juric, partiamo dalla formazione con la quale il Genoa a punteggio pieno e una partita, quella con la Fiorentina da giocare ancora per 62 minuti, affronterà la trasferta di Reggio Emilia col Sassuolo.
“Giocheranno gli undici che erano scesi in campo contro la Fiorentina. Gli uomini saranno gli stessi, ma avranno compiti diversi”.
Aver giocato l’ultima partita di campionato il 28 agosto può avere delle ripercussioni?
“Giuro, non ci avevo nemmeno pensato. Forse può farti perdere un po’ il ritmo, ma con la testa la spina non l’abbiamo mai staccata. C’eravamo preparati mentalmente e atleticamente per affrontare contro la Fiorentina e quello scampolo di partita l’avevamo giocato alla grande. Ecco, alla mia squadra chiedo proprio di ripartire da quei 28 minuti con la Fiorentina. L’attenzione e lo spirito della squadra devono gli stessi, tutte le partite del resto cerchiamo di interpretarle così. Alle volte ci riusciamo, altre no. E poi non dimentichiamo che c’è sempre l’avversario”.
Il Sassuolo arriva sull’onda lunga dei tre gol rifilati all’Athletic Bilbao.
“Quando metti sotto così la squadra quinta classificata nel campionato spagnolo significa che hai valori importanti. Sulla carta gli l’Athletic era superiore ma il Sassuolo non gli ha dato scampo. È una squadra tosta, ben allenata e quando riparte in attacco fa male. Ha il vantaggio di avere un sistema di gioco collaudato nel tempo e i calciatori vengono scelti unicamente se funzionali al modulo di De Francesco. Il Sassuolo, inteso come società e come squadra, è davvero “tanta roba”.
Ma il Genoa accetta la sfida.
“In settimana abbiamo lavorato bene, cercando di riproporre il più possibile certe situazioni di gioco che si potrebbero presentare sul campo proprio in base al sistema di gioco adottato da De Francesco. Lui ha un vantaggio, piccolo o grande fate voi: non ha bisogno di tempo. La squadra gioca lo stesso calcio da anni, noi invece delle volte copriamo il campo come voglio io e altre no. De Francesco poi conosce alla perfezione pregi e difetti di quasi tutti i suoi giocatori. Io, invece, sto scoprendo giorno dopo giorno le caratteristiche più intime dei miei ragazzi, quelle in base alle quali può decidere di affidare o meno certi compiti a determinati giocatori”.
Intanto preferirà nuovamente Gakpè a Ocampos.
“Sono tutti giocatori del Genoa, gioca chi sta meglio. Ocampos sta lavorando bene e sono contento di lui, ma è ancora in una fase apprendimento: fa due passi avanti e uno”
genoa
- Protagonisti:
- ivan juric
Fonte: Repubblica


