Roberto Donadoni (ansa) BOLOGNA – L’Empoli al Dall’Ara? Donadoni sa quanto conti la sfida di domenica pomeriggio alle 15 al Dall’Ara. Ma non cambia lo spartito. “Mettere le due punte? Mi sembrerebbe di togliere qualcosa, noi giochiamo sempre con tre attaccanti”. Il problema, ha detto ai cronisti a Casteldebole, è dare tutto sul campo senza caricare la gara di eccessive tensioni. “Che potrebbero ripercuotersi contro di noi. Sappiamo quanto è importante, ma lo è ancora di più per i nostri avversari che in classifica stanno peggio”. Il Bologna ha 16 punti, l’Empoli, che ha segnato la metà dei gol rossoblù, ne ha 10.
“I ragazzi si allenano bene, ma a volte in campo manca quella convinzione, quell’aggressività che fanno la differenza, parliamo di dettagli, una mancata chiusura, una giocata di maggior personalità. Resto convinto che il potenziale c’è e non è inferiore a tante squadre, ma è altrettanto vero che ci sono tanti aspetti diciamo caratteriali sui quali bisogna crescere. A volte i risultati non vengono per un’inezia, ma di sicuro qualche limite l’abbiamo palaesato, questo è pacifico, serve un’autocritica onesta. Bisogna migliorare, però è anche vero che la squadra è cambiata molto, ci sono diversi giovani. Faccio un esempio: certe situazoioni vissute dal Chievo, faccio per dire, sarebbero state gestite diversamente, perché loro hanno più malizia, un maggior chilometraggio a questi livelli, ci sono cose che i nostri giovani devono ancora capire”.
L’esperienza non si acquisisce in pochi mesi. Dzemaili, per esempio, è il centrocampista col maggior rodaggio, ma il presidente Saputo ha ufficializzato quanto poi in realtà si era capito da un pezzo, vale a dire che la prossima stagione la giocherà con gli Impact a Montreal. Una notizia che, soprattutto per la tempistica, ha un po’ turbato Casteldebole. “Di ufficiale non c’è nulla – ha tentato di dire il tecnico – io mi auguro di chiudere quest’annata nel modo migliore e che lui sia ancora protagonista anche per l’anno prossimo, poi vedremo, ora non penso a questo. Il mio pensiero è cercare di farlo rendere al massimo adesso. E poi a volte la lontananza – riferendosi alle parole del presidente ndr – fa venire fuori le cose in modo differente, ma a me sposta poco. Adesso Blerim deve solo pensare a fare bene”.
Il futuro non sarà qui per lo svizzero, forse anche per Donadoni nonostante un contratto sino al 2018. Ma a chi gli chiedeva se sia ancora soddisfatto di allenare i rossoblù, una considerazione quest’ultima che molti tifosi si stanno ponendo, il tecnico ha risposto così: “Non fossi contento sarei il primo a dire arrivederci e grazie, ho sempre fatto così, per rispetto verso chi mi paga e per una questione di dignità. Io poi non spreco parole a vanvera, se devo dire qualcosa lo dico se no sto zitto, sapete come vengono indirizzate le coscienze, non solo nel calcio, anche in politica, vedi il recente referendum, se ne sentono sempre di tutti i colori, siamo vaccinati a tutto, ma in merito a impegno e desiderio di stare qui non c’è ombra di dubbio, è la cosa migliore per me in questo momento”.
Il cammino, almeno a breve, è delineato: “Dobbiamo cercare di uscire da situazione che non è semplicissima ma nemmeno complicatissima, il resto è fiato sprecato, e io non voglio sprecare energie”.
Il tecnico: “Non fosse così me ne sarei già andato”. Saputo annuncia Dzemaili a giugno a Montreal. “Adesso conta che faccia bene qui…”
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Fonte: Repubblica



