Milan, si lavora a un ingresso dei soci cinesi in più tappe

Milan, si lavora a un ingresso dei soci cinesi in più tappe(ansa) MILANO – Potrebbero allungarsi ben oltre il prossimo 3 marzo i tempi per la vendita del Milan ai nuovi proprietari cinesi. Persino slittare alla prossima stagione sportiva. E il passaggio del pacchetto di maggioranza potrebbe addirittura avvenire in più fasi. Secondo fonti vicine alla trattativa, si tratta ancora di ipotesi, a cui si starebbe lavorando per tempo, nel caso in cui – fra tre mesi – non dovesse arrivare il saldo completo dei 320 milioni che ancora mancano all’appello per la cessione del club rossonero, secondo le richieste avanzate da di Fininvest.

Si sta trasformando sempre più in un giallo la cessione del Milan al fondo di investimento cinese Sino Europe,  anche dopo il versamento della seconda tranche che ha portato la caparra a complessivi 200 milioni. Tutti soldi che, secondo gli accordi, finirebbero nelle tasche di Silvio Berlusconi se non dovesse  arrivare anche il saldo definitivo.

Più di un tifoso ha avanzato dubbi sulla consistenza finanziaria della cordata che fa capo al finanziere Yonghong Li e al suo socio Han Li. Non avendo rispettato la cadenza prevista per il 13 dicembre, il sospetto è che non abbiano trovato abbastanza soci per coprire tutta la somma pattuita. Secondo il portavoce della cordata, invece,  si tratterebbe semplicemente di un ritardo nell’ottenere l’autorizzazione per l’espatrio dei fondi destinati l’acquisto del Milan. Ritardi dovuti all’introduzione di regole più severe da parte delle autorità di Pechino dopo l’estate, nel tentativo di difendere la moneta da movimenti speculativi.

I 100 milioni versati l’altro giorno come ulteriore caparra sarebbero arrivati a Fininvest da una banca dell’estremo oriente (da Macao, seconda una fonte che ha chiesto diventate non essere rivelata), la quale avrebbe avuto come garanzie la presenza dei fondi su una banca cinese in attesa delle autorizzazione. Proprio per non avere problemi con le autorità di Pechino, sempre secondo fonti vicine all’operazione, Sino Europa continua a mantenere il totale riserbo sugli investitori che hanno fornito la somma richiesta da Fininvest. Ma se non dovessero arrivare i fondi anche il 3 marzo o arrivarne solo una parte? L’ipotesi è quindi un ingresso in più fasi per iniziare. la collaborazione tra vecchia e nuova proprietà e l’inserimento di una parte di nuvi amministratori nel cda di nomina cinese.

Tutto questo significa che ancora per parecchio tempo, il Milan sarà amministrato dal duo Adriano Galliani per la parte sportiva e da Barbara Berlusconi per quella commerciale. La mancanza di nuovi fondi, costringerà la società a un mercato di riparazione invernale tutto autofinanziato: si compra soltanto se viene venduto qualcuno.

Ma ad avere mercato è soltanto Luiz Adriano, mentre Bacca e Honda dovrebbero lasciare l’Italia soltanto in estate. Di sicuro, continuando a comandare Silvio Berlusconi, proseguirà l’esperimento di un Milan giovane e tutto italiano: per cui gli eventuali obiettivi di mercato non potranno che essere completamente autarchici. I gioiellini dell’Atalanta su tutti a partire da Conti, Caldara e Gagliardini, con Gabbiani del Napoli come possibile sorpresa, soprattutto se Pavoletti dovesse trasferirsi dal Genoa all’arte di Sarri e De Laurentis.

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Fonte: Repubblica

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