Federico Bernardeschi (lapresse) FIRENZE – Questione di talento, ambizione e umiltà. Ma anche di costanza, di forza e di coraggio. Il 2016 calcistico è stato anche il suo anno: Federico Bernardeschi, 22 anni compiuti il 16 febbraio, sta splendendo sempre più col passare dei giorni e delle gare. Come l’ultima di questo anno solare, in casa contro il Napoli: rete su punizione, gioiello palla al piede in stile “Messi” e assist al bacio. Tre gol, tre firme. Sempre le stesse, autentiche. “Mi ricordo che ero alle medie – dichiara in un’intervista a Premium Sport – e dentro il diario scolastico c’era una frase celebre per ogni giorno dell’anno. Io per curiosità andai a vedere il giorno del mio compleanno e vidi la frase di Valentino Rossi che diceva ‘Questo è il giorno dei fenomeni’. Mi misi a ridere e poi scoprì che anche lui era nato quel giorno. E’ una frase che mi è sempre rimasta impressa”. Il 16 febbraio, appunto: nel 1979 nacque Rossi, quindici anni dopo Bernardeschi. Generazione di fenomeni.
E adesso la Fiorentina pensa a blindare il suo talento, nato a Carrara ma prodotto del vivaio viola, con una clausola rescissoria da campione e un ritocco al contratto per chi, tra Italia e campionati esteri, ha tutti gli occhi addosso. “Credo che un calciatore debba pensare al campo. Poi quello che verrà non è un problema mio. Devo lavorare per migliorare sempre di più e poi vedremo cosa succederà”.
L’EUROPEO, ANTOGNONI, SOUSA – Un anno da ricordare, concluso al meglio ma non del tutto positivo. Ci può stare: “Penso sia stato un anno molto positivo – dichiara il numero dieci -Abbiamo fatto vedere chi siamo, attraverso il nostro gioco, le nostre qualità e le nostre idee. Il punto più in alto è stato quando alla fine del girone d’andata dello scorso anno eravamo in testa alla classifica. Il punto più critico è stato quando provavamo a esprimere il nostro gioco ma non venivano i risultati. E poi subentrano una serie di cose all’interno della squadra che demoralizzano un po’ il gruppo”. E personalmente? “Per me è stato l’anno dell’Europeo. E’ stata un’emozione fantastica far parte di un gruppo del genere e prendere parte a un Europeo a 22 anni”.
C’è chi paragona Federico a miti come Baggio e Antognoni: “Quando vieni paragonato a campioni di quel calibro è una soddisfazione enorme. Bisogna meritarselo ogni giorno, lavorando, facendo sacrifici, restando concentrato e umile: bisogna sempre stare sul pezzo”. Una crescita avvenuta anche per mezzo di Paulo Sousa: l’esplosione però quando il tecnico ha alleggerito i suoi compiti in fase difensiva e spalancato la porta avversaria: “Con il mister ho un bellissimo rapporto, sia umano che da professionisti. Mi ha dato tanto fin da subito. Mi stupì molto quando tornai dall’europeo con l’under 21 in cui mi disse che credeva in me nonostante l’infortunio. Ha subito avuto un impatto forte su di me e da quel momento è andato tutto liscio e sono molto contento”.
“NEL 2017? MI ACCONTENTEREI DI UNA COPPA” – L’obiettivo è quello di conquistare un piazzamento in Europa League, anche perché lassù ci sono squadre più attrezzate. Ma il desiderio per il 2017, in realtà, è un altro: “Mi accontenterei di una coppa”, sorride Bernardeschi. Già, un trofeo che non è mai arrivato nella gestione dei fratelli Della Valle. I viola sono in corsa in Europa League (sedicesimi contro Borussia Mönchengladbach) e coppa Italia dove a gennaio incontreranno il Chievo agli ottavi. Anche perché in campionato è tutta un’altra storia: “La Juve è di un’altra categoria, sia come giocatori che come società perché non è facile ripetersi per molti anni di seguito”. Lui comunque continua a giocare, divertirsi e crescere. Dieci reti in stagione, tre doppiette messe a segno in campionato e idolo di una Firenze che torna a sorridere insieme al suo gioiellino: “Non è che si alza la mano e si decide di essere leader, è uno status che ti devi conquistare piano piano, lavorando duramente e facendo vedere ai compagni che sei sempre il primo a dare tutto”. Fiorentina
- Protagonisti:
- federico bernardeschi
Fonte: Repubblica
