ERNESTO APUZZO, ex allenatore Primavera del Napoli: “Complimenti alla Fiorentina, ha fatto una grande partita con la Juve: l’ha presa a pallonate. Scudetto riaperto? Se il Napoli vince a Milano sì, non ho paura a dirlo né sono scaramantico. Il Napoli ha vinto due volte lo scudetto, è giusto essere scaramantici, ma credo che questa squadra giochi il più bel calcio d’Italia e vincendo contro il Milan dimostrerà di avere tutte le credenziali per arrivare fino in fondo. Lo penso anche in virtù delle prestazioni della Juve. Credo che questo sia l’ultimo anno di Allegri alla Juve, un allenatore sopravvalutato che, con tanti campioni, fa giocare in questo modo la sua squadra. In estate è arrivato Pjanic ed Allegri non è stato in grado di valorizzarlo, ad esempio. Non capisco come mai non s’è lamentato quando Giampaolo ha fatto riposare i suoi titolari risparmiandoli per il derby. La verità è che la partita della vita la fanno contro il Napoli, non contro la Juve. Forse qualcosa si sta muovendo, con la Fiorentina ho visto episodi diversi, errori contro la Juve e non a favore, come sempre capita. Notizia dell’anno, invece, il giallo a Bonucci con una sarcastica risata nei confronti dell’arbitro. Ora voglio vedere se il grande Allegri sarà sanzionato per quello che ha fatto nel finale e per la frase rivolta al quarto uomo “testa di…”. Sul Napoli dico che le difficoltà nei primi tempi siano attribuibili al lavoro speficifo post feste natalizie. Il Napoli di quest’anno è molto più maturo e completo in tutti i suoi reparti, specialmente a centrocampo e in attacco. Sarri non ci stupisce più, è un top in Italia ed anche in Europa. I gol subiti sono tutti fortuiti, non ci sono errori difensivi”.
FRANCESCO PRATALI, ex difensore dell’Empoli: “Tonelli ad Empoli ha fatto tantissimi gol, nonostante non sia altissimo da palla inattiva è fenomenale. Tonelli è un ragazzo che si mette a disposizione al cento per cento, ha sempre voglia di migliorare e sicuramente ha trovato grossi vantaggi con Sarri. L’ho conosciuto in un periodo della sua carriera quando, giovane, aveva perso un po’ di sicurezza, poi in un anno s’è trasformato ed ora ha caratteristiche rare in Italia: è veloce, cattivo, forte di testa. Ha il senso della “battaglia”, quando la partita si fa sporca è un giocatore che si fa notare più di altri. Sarri? Non ho mai conosciuto nel mondo del calcio uno maniacale come lui sulle palle inattive, ad Empoli ci perdeva anche due allenamenti per farlo. Hysaj? Ha debuttato accanto a me, proveniva dalla Primavera e ti dico che in partita si trasforma: è un animale, un agonista che rende più che in allenamento. In settimana faceva vedere grandi doti ma quando giocò per la prima volta siamo rimasti tutti stupidi, nonostante si trattasse di Serie B. In passato il Napoli vinceva le partite solo se faceva il suo bellissimo calcio, invece nelle ultime partite, pur non esprimento il solito gioco, ho visto una squadra con una cattiveria diversa in campo in grado di vincere ugualmente. Maksimovic? Quando impari il suo modo di intendere la difesa diventi anche più sicuro, ci vuole solo un po’ di pazienza. Per Sarri non fa differenza se un giocatore è stato pagato 25 milioni o 100 mila lire, non vuole che i suoi giocatori facciano brutte figure se non sono pronti. Vi dico che si cresce anche a 30 anni, io con Sarri ho cambiato modo di difendere a 33 anni. Prima di conoscerlo non avevo mai lavorato in quel modo per la fase difensiva”.
PEDRO PABLO PASCULLI, ex attaccante della nazionale argentina: “Ho avuto la fortuna di giocare con Maradona quando aveva vent’anni all’Argentinos Juniors. Vederlo col pallone tra i piedi era una delizia. Oggi, con tutto il rispetto per i campioni che ci sono, giocatori del valore di Diego sono pochissimi. Maradona e Pelè rappresentano il tetto del calcio mondiale perché hanno vinto tanto. Messi è un grandissimo campione, è il numero uno del momento, ma per dimostrare di essere grandissimo devi vincere un Mondiale, altrimenti resti uno forte, ma non il più forte. Vi ricordo che Maradona ha vinto ovunque, non solo in un club, come per Messi. Faccio molta fatica a credere che De Laurentiis e Maradona possano andare d’accordo, sarebbe straordinario se tornasse al Napoli ma rischierebbe di diventare prima donna e non so come la prenderebbe il presidente azzurro. Potrebbe diventare come Nedved alla Juve, un vicepresidente seduto in tribuna, sempre al fianco della squadra. Per i giocatori sarebbe uno stimolo in più, al fianco di Diego tutti si sentono più forti. La sua grandezza era quella di essere presuntuoso, si sentiva uno dei tanti e non il numero uno, riusciva ad essere leader senza far pesare agli altri questa sua importanza. Il Napoli ha bisogno di lui ma, ripeto, non so se possa coesistere con De Laurentiis. Col Real Madrid mi auguro che Diego sarà in tribuna al San Paolo, di sicuro lui vorrà esserci. Sarà una festa per tutti e lui merita di esserci. La sconfitta della Fiorentina sulla Juve ha riaperto la corsa scudetto ma ora tutto dipenderà dalle altre squadre. E’ questo il momento per approfittarne. Se il Napoli vuole vincere lo scudetto deve vincere ovunque, in casa e fuori, con le squadre forti e con le piccole”.
Fonte: Radio Punto Zero