Pioli: “Sarà Ital-Inter. Gabigol mi ricorda…”

Stefano Pioli, allenatore dell’Inter (Getty)

 Sei vittorie consecutive e una risalita nerazzurra davvero inaspettata fino a qualche settimana fa. “Come ho trovato l’Inter? Sono rimasto positivamente sorpreso: ho trovato una squadra molto disponibile, che aveva voglia di lavorare. Una squadra consapevole che non stava rendendo in linea con i valori che ha. E per questo, con grandissima disponibilità al lavoro, con la voglia di tirarsi su le maniche. Lavorando tutti insieme, un lavoro attento, di qualità, di precisione, curando tutti i minimi particolari, si può ancora cercare di trasformare una stagione che sembrava negativa in una positiva. Ho trovato molta disponibilità, una struttura societaria e organizzativa che dall’esterno sembrava non compatta, non unita. Invece ho trovato una proprietà ambiziosa, un management molto unito, mi sono trovato nelle condizioni ideali per lavorare”, parola di Stefano Pioli.

Sogno nerazzurro – L’allenatore dell’Inter affronta diversi temi nel corso di un’intervista rilasciata a Walter Veltroni per il Corriere dello Sport: “Pensavo di trovare più cose negative. Qua i valori ci sono, si  è potuto ripartire da una base importante di valori tecnici e, ho scoperto,  anche morali. Su quelli si può costruire qualcosa di buono per il nostro presente e soprattutto si può pensare ad un futuro importante per l’Inter. Allenare l’Inter è un’emozione e, allo stesso tempo, un’occasione. Un’occasione arrivata nel momento giusto: ho preso tanto da tutte le mie esperienze. Essere su questa panchina è una grande soddisfazione e allo stesso tempo una grande responsabilità perché alleno una grande squadra, la squadra che sognavo da bambino. L’Inter è il club che ho sfiorato da giocatore, perché dal Parma sembrava potessi passare in nerazzurro. Poi, nello stesso giorno, sono passato invece alla Juventus. Oggi ho un’occasione che sto cercando di sfruttare nel miglior modo possibile”.

Da Berardi a Bernardeschi – Pioli parla anche del mercato e non nasconde il desiderio di un’Inter sempre più giovane e italiana: “Allegri dice che serve un nucleo di giocatori italiani? Sì, credo che abbia ragione assolutamente e la dimostrazione  è nella Juventus, c’è stata con il Milan. Nel Milan di Sacchi tutti ricordano Gullit, Van Basten, Rijkaard ma si dimentica che lo zoccolo erano Baresi, Galli, Tassotti, Costacurta, Maldini, Donadoni, Evani. Credo che l’Inter sia consapevole di questo e credo che anche l’acquisto di Gagliardini vada in questa ottica. E potrebbero, dovrebbero esserci degli altri acquisti in futuro in questa direzione. E’ chiaro che gli italiani ci sono, è chiaro che siamo una grande squadra e quindi devono arrivare giocatori giovani italiani, ma giocatori giovani, italiani e forti. Credo che questo sia un obiettivo anche per le scelte future di mercato. In Italia stanno venendo fuori dei giovani molto interessanti e sicuramente Berardi è un giocatore di talento, come lo è  Bernardeschi. Gagliardini? E’ un centrocampista moderno. E’ un ragazzo giovane, che si sta completando, ma è un ragazzo già pronto che ci dà energia, fisicità ed efficacia. E’ stato un investimento importante e un acquisto importante per l’Inter. Gabigol? Per i giovani stranieri il primo anno di campionato non è mai semplice. E’ chiaro che è un ragazzo giovane, un ragazzo di talento, un ragazzo che però arriva da un paese molto lontano, con una mentalità, anche calcistica, molto diversa e quindi ha bisogno di tempo per inserirsi in una nuova cultura di lavoro, in una nuova mentalità, con nuovi compagni, con una nuova lingua. Mi fa pensare a Felipe Anderson che nella Lazio, il primo anno, ha avuto le sue difficoltà”.

Progetto cinese – “Nessuna squadra importante al mondo è stata costruita in due giorni. La Juve non ha vinto per tantissimi anni e poi nella ricostituzione dopo la serie B ha impiegato tanti anni per sistemare le cose, per costruire una squadra importante. Bisogna dare tempo alla nuova proprietà dell’Inter  di capire come ci si muove, di mettere delle basi solide sulle quali costruire una squadra importante. Ci vuole la pazienza necessaria: è chiaro che siamo una grande squadra, abbiamo avuto una grande storia e ci si aspetta sempre di vincere subito. Ma ci vuole il tempo necessario, per costruire il successo. La E’ un paese in grandissima espansione economica, culturale e sportiva ed è normale che sia diventata una potenza mondiale. I pregiudizi sui cinesi? Noi italiani siamo così, quelli che arrivano da fuori ci preoccupano, ci spaventano. Alle cose nuove ci vuole un po’ di tempo per abituarsi. Per quello che sto vivendo, per come li sto conoscendo, per la loro voglia di sostenermi, di investire, di fare, io vedo gente molto determinata, vedo gente che non è venuta per speculare, vedo gente che vuole costruire, che vuole fare le cose fatte bene. Vogliono investire con logica, vogliono migliorare la struttura. Io da questo punto di vista vedo solamente positività, al momento”.

Fonte: SkySport

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