Inter, Medel per fermare Dybala. E Pioli aspetta i gol di Icardi

MILANO – Chiedere aiuto ai numeri può anche capitare, in vigilie simili. Andare a Torino sapendo che Mauro Icardi alla Juve fa spesso male, ad esempio, può aiutare gli interisti a viaggiare più leggeri. Otto incroci in campionato con la grande Juventus di questi anni, e Maurito le ha segnato 7 gol. Sette gol a Buffon, l’ultimo nell’Inter-Juventus di settembre, all’andata. Sette di cui tre allo Juventus Stadium, due con la maglia della Samp e uno con l’Inter, in un 1-1 del gennaio 2015 con Mancini in panchina, che si chiuse con una rissa negli spogliatoi tra lo stesso Mancini e Osvaldo. Oppure, a molti interisti scapperà una risatina al pensiero che l’Inter è la squadra da cui la Juventus ha perso più partite nella storia del campionato (79) e da cui ha incassato più gol in assoluto (241), sono soddisfazioni in fondo. Poi ci sono anche numeri che mettono meno tranquilli, come quelli che riguardano Samir Handanovic: ha incontrato 22 volte la Juventus, tra Rimini, Udinese e Inter, e l’ha battuta solo 6 volte, e addirittura con l’Inter non ha preso gol solo in una partita, del resto Handanovic non è mai stato uno che ha preso pochi gol. Ma lasciamo andare. Persino l’unico precedente positivo allo Juventus Stadium, a ben guardare, è il simbolo di una stagione disgraziata: è vero che il 3 novembre 2012 l’Inter di Stramaccioni violò la fortezza juventina, che quella sera cadde per la prima volta sotto i colpi di Milito e Palacio (3-1 finale), ma alla fine del campionato l’Inter si piazzò nona, peggior risultato sportivo degli ultimi quarant’anni.
 
Insomma, al bando ai numeri, che dicono tutto e il contrario di tutto, e meglio concentrarsi sulla partita in sé, che sarà interessantissima e vibrante per tutti gli incroci e le alchimie tattiche che proporrà. Logicamente il nuovo 4-2-3-1 di Allegri costringe l’Inter a rivedere qualcosa nel cuore del centrocampo, perché la zona in cui si muoverà Dybala, proprio al centro della trequarti nerazzurra, dovrà essere ben presidiata. Nelle ultime partite Pioli ha optato per le coppie Gagliardini-Brozovic o Gagliardini-Kondogbia davanti alla difesa, ma è probabile che nessuna delle due, per caratteristiche tecniche e atletiche dei protagonisti, possa essere sicura contro Dybala. Per questo Pioli medita l’inserimento di Medel, che ha passo rapido e più adatto alle sterzate dell’argentino, al fianco di Gagliardini, mentre Kondogbia andrebbe in panchina e Brozovic si giocherebbe il posto con Joao Mario per il ruolo di trequartista.

Pioli ha già indicato le linee guida da seguire allo Stadium contro la Juve: “Dovremo stare molto vicini tra noi, attentissimi a curare i particolari, vigili sulle seconde palle, ma soprattutto sarà necessario tenere bene le posizioni. Non sarà importante il singolo, ma la squadra. E avremo bisogno di intensità, ritmo, velocità, e di precisione tecnica, in fase di appoggio”. Ci vorrà insomma un’Inter perfetta. Finora lo è stata o quasi, visto che è reduce da sette vittorie consecutive. Secondo qualcuno ha affrontato finora avversari deboli, ed è senz’altro vero che prima del filotto di vittorie contro Genoa, Sassuolo, Lazio, Udinese, Chievo, Palermo e Pescara, l’Inter aveva perso di brutto a Napoli (0-3) e solo ora torna ad affrontare un’avversaria fortissima, anzi la più forte di tutte. Ma la serie di vittorie consecutive non arrivano per caso, men che meno in serie A, quindi l’Inter può a ben diritto guardare negli occhi la Juve, e pensare di poterla battere. Ma ci vorrà appunto una partita perfetta quasi, al netto di qualsiasi disattenzione difensiva. Ecco perché Medel serve. Ed ecco perché servirebbe anche Maurito Icardi, che alla Juve segna sempre ma intanto non segna da tre partite, anzi in trasferta non va in gol da settembre, 2-0 all’Empoli. 

Inter

serie A
Protagonisti:
mauro icardi
Stefano Pioli

Fonte: Repubblica

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