Da Napoli allo Stadium: è un’altra Inter

Anche nelle sconfitte si percepiscono il cambio di marcia e l’evoluzione della squadra di Pioli. La disfatta del San Paolo è ormai un lontano ricordo e la gara contro la Juve lo ha confermato. Da sistemare, però, ci sono ancora quei dettagli sui quali Pioli insiste. E, in questo, il mercato del futuro potrà aiutare

Non sono solo le sette vittorie consecutive in campionato a raccontare come e quanto l’Inter sia cambiata. Anche le sconfitte, in questo senso, possono rendere l’idea della crescita dei nerazzurri, da quando Pioli ha preso in mano le redini della squadra. ‘Dal 3-0 di Napoli allo Stadium’ è il nuovo alfabeto che racconta la trasformazione di un gruppo che ora, sì, se la può “giocare con tutte le migliori”. Come ammesso da Pioli stesso, contro la Juventus lo ha fatto “alla pari”, nonostante l’1-0 finale, viziato anche da un paio di scelte molto discusse dell’arbitro Rizzoli. Per restare stabilmente in alto, ora, all’Inter serve aggiustare quei dettagli sui quali lo stesso ex allenatore della Lazio insiste. E il mercato del futuro, in questo, potrà dare certamente una mano.

“Siamo squadra” – Il primo indizio della trasformazione dell’Inter sta proprio nel concetto di squadra. Concetto che, dal 3-0 di Napoli in poi, è stato applicato in campo progressivamente sempre di più. Nello specifico, il reinserimento di giocatori ormai dati per persi, come Brozovic e Kondogbia, nelle rotazioni nerazzurre ha dato solidità e integrità al gruppo, prima considerato solo un insieme di individualità. E, in questo, a sguazzarci è stato soprattutto Mauro Icardi, più partecipe e attivo nel gioco dei suoi. Fatto che ha comportato anche una minore responsabilità in zona-gol e un’inevitabile maggiore disponibilità a servire i compagni: non è un caso che, nei due mesi di sole vittorie dell’Inter, abbia messo a segno più assist (4) che reti (3). Dati ribaltati rispetto alla prima parte di stagione.

Elasticità e continuità – Le sette vittorie consecutive – interrotte dal ko dello Stadium, che ha dato comunque segnali confortanti – hanno avuto una costante chiara: la capacità di adattamento della squadra ai moduli decisi da Pioli. Più volte la difesa è passata – a seconda delle esigenze – da quattro a tre, anche durante una stessa partita (come successo, appunto, contro la Juventus). Atteggiamento camaleontico di cui non ha mai sofferto il centrocampo, prima spina nel fianco e ora grande certezza dell’Inter. L’arrivo di Gagliardini, poi, ha dato ancora più equilibrio all’intero reparto e il ruolo di Joao Mario è diventato fondamentale: è lui che guida la transizione e fa da collante tra i reparti. Prestazioni, quelle del portoghese, che finalmente danno ragione alla società dell’ingente spesa estiva.

Il futuro sta nei “dettagli” – Ogni previsione su questa Inter non può che essere estremamente ottimistica. La sconfitta dello Stadium ha messo a nudo le diverse mancanze – quegli “accorgimenti” di cui ha parlato Pioli nel post – della squadra, che potranno essere tamponate già in estate con un mercato mirato e intelligente. Gagliardini è già oggi un colpo decisivo, visto l’ottimo rendimento delle primissime partite in nerazzurro. Inevitabile sarà riuscire a trovare un ripiego per l’esterno: nonostante D’Ambrosio si sia notevolmente ripreso e Ansaldi dia garanzie, un top in quella posizione potrebbe ulteriormente giovare alla crescita dell’Inter. In questo senso, Ricardo Rodriguez del Wolfsburg potrebbe essere il giocatore perfetto: giovane ma con esperienza internazionale, è già stato individuato come nome forte per la prossima campagna acquisti. Se la proprietà cinese continuerà a dare garanzie economiche, poi, la lista potrebbe arricchirsi. Il grande sogno si chiama Marco Verratti, per il quale la società nerazzurra ha già avuto contatti a gennaio. Il Psg sarà un osso durissimo, si sa, ma è chiaro che il centrocampista ex Pescara potrebbe essere la pepita preziosa ideale per illuminare il gioco di Pioli. Rinnovato e ora ricco di ambizioni.

Fonte: SkySport

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