Juventus, è allarme Barzagli: corsa contro il tempo per il Porto

TORINO – Cagliari, Palermo e Porto: tre impegni in dieci giorni per conquistare l’Italia “isole comprese”, parafrasando il vecchio spot di un noto mobilificio, e per fare la voce grossa anche in Europa. Allegri rischia però di  affrontare questo periodo che lui stesso ha bollato come “decisivo” senza Barzagli che dovrebbe essere fuori uso per circa 15 giorni. Il difensore toscano, uscito ammaccato da Crotone-Juve, ha infatti riportato un trauma distrattivo alla regione posteriore della coscia destra. Un problema “di modesta entità – informa la Juventus tramite il suo sito -, comunque meritevole di ulteriore monitoraggio tra alcuni giorni”. Tra dicembre e gennaio, per un guaio simile, Alex Sandro rimase fuori circa 15 giorni. Il club bianconero non ha comunicato la prognosi di Barzagli e corre contro il tempo per non perderlo in Champions.

MARCHISIO CERCA RESIDENZA NEL 4-2-3-1 – Allegri perde Barzagli ma ritrova Marchisio, desideroso di prendere la residenza nel 4-2-3-1. Il Principino potrebbe essere la grande novità per il porticipo di domenica a Cagliari. Sulla carta, non c’è partita. Il capoluogo sardo è terreno di caccia per i bianconeri, a punti dal 2009: tre pareggi e nove vittorie, con tre gol all’attivo di media a partita negli ultimi cinque incroci. La Juve dovrebbe schierare il migliore undici possibile, con il rilancio di cinque titolarissimi (Lichtsteiner, Chiellini, Alex Sandro, Pjanic e Cuadrado, tutti a riposo mercoledì scorso a Crotone) e con tutte le “cinque stelle” in campo dal primo minuto.

IN TRE PER UN POSTO A CENTROCAMPO – Davanti a Buffon ci saranno Bonucci e Chiellini, con Lichtsteiner e Alex Sandro in corsia. In arrivo dunque un turno di riposo per quel Dani Alves che oggi ha esternato un certo malcontento per i pesanti carichi ordinati da Allegri: “Possiamo fare quello che vogliamo perché lavoriamo tantissimo”, ha scritto l’ex Barça su Instagram, aggiungendo alla didascalia due italianissime imprecazioni e una faccina sicuramente più sorridente della sua. A centrocampo l’unica certezza sembra essere Pjanic. Per fare coppia con il bosniaco è sfida a tre fra Marchisio, Khedira e Rincon. Sulla trequarti, alle spalle di Higuain, agiranno invece Mandzukic, Dybala e Cuadrado, che ha proprio nei sardi il suo bersaglio preferito (3 gol rifilati negli ultimi 4 incroci).

PJACA FELICE: “ALLEGRI MI STIMA, MANDUZKIC MI AIUTA” – L’atteso debutto tra titolari, dopo 202 giorni tra infermeria e sala d’attesa, ha restituito Marko Pjaca alla Juventus. E viceversa. “E’ sempre difficile affrontare un infortunio, specialmente quando, come nel mio caso, sei appena arrivato in un nuovo club – ha detto l’esterno croato a Sky Sport -. Ogni calciatore vorrebbe giocare, ma arrivando da un periodo di inattività sapevo che non sarebbe stato facile. Sono felice che Allegri mi reputi un giocatore dal grande avvenire. Devo dimostrare, lavorando duro, di poter fare quello che mi chiede lui. In futuro spero di giocare di più. Dove? Sulla corsia sinistra”. Pjaca è in concorrenza con Cuadrado e, sulla sua fascia preferita, con il connazionale Mandzukic, uno dei cardini del nuovo 4-2-3-1 bianconero: “Io e Mario siamo amici, abbiamo un grande rapporto nato in Nazionale – conclude l’ex Dinamo Zagabria -. Lui mi ha aiutato tanto, sia in campo che nella vita di tutti i giorni. Mi dà consigli in partita e in allenamento, gli sono molto grato”.

AMARCORD BONUCCI: “CHAMPIONS 2015? PERSA PENSANDO DI VINCERLA” – Leonardo Bonucci, su Uefa.com, riapre la ferita della finale di Champions League persa (1-3) a Berlino nel giugno 2015 contro il Barcellona: “Non dimenticherò mai quel 6 giugno, eravamo arrivati davvero carichi alla finale. Sul campo abbiamo dimostrato di potercela giocare con il Barcellona. Nel momento in cui abbiamo trovato il pareggio e abbiamo pensato di poterla vincere però l’abbiamo persa, perché abbiamo concesso quegli spazi che nel primo tempo e all’inizio del secondo non avevamo lasciato al Barcellona. Peccato, quella sconfitta ci ha comunque insegnato a rimanere sempre dentro la partita in ogni situazione e a non dare mai nulla per scontato”.

“BISOGNA DARE SEMPRE IL 110 PER CENTO” – Poi, in merito alla supersfida tra due marziani come Messi e Cristiano Ronaldo, da lui sfidati proprio in quella stessa edizione della Champions League: “Sono due numeri uno, ognuno a modo suo – prosegue Bonucci -. Messi ha più talento, è più soprannaturale, mentre Ronaldo si è costruito di più, però sono sicuramente sono due fuoriclasse. Giocarci contro è stato veramente esaltante e stimolante, perché sei costretto a dare il tuo 110 per cento. Ecco, forse questa è proprio la cosa in cui devo migliorare di qui alla fine della mia carriera: bisogna dare il 110 per cento in ogni partita”. Anche domenica, contro un Cagliari apparentemente morbido come quel famoso tonno che si taglia con un grissino.

DOPO-BUFFON TRA DONNARUMMA E DE GEA – Secondo il tabloid inglese The Sun non c’è soltanto Donnarumma tra i candidati a rilevare la pesante eredità di Buffon. Nel caso in cui i bianconeri non dovessero arrivare al talento rossonero assistito da Raiola sarebbe pronto un piano B che risponde al nome di David de Gea. Sul portiere del Manchester United sono però puntati anche i riflettori del Real Madrid, interessato a riportare in patria il 26enne spagnolo. Dall’Inghilterra si registrano anche le parole di Antonio Conte, che assicura di aver assistito a Juve-Inter panni di ex giocatore e allenatore bianconero e non di manager di un Chelsea interessato a Dybala: “Sono andato allo Stadium soltanto per divertirmi e per rilassarmi dopo una settimana davvero impegnativa. Volevo vedere una bella partita in uno stadio che conosco molto bene”. 
 

Fonte: Repubblica

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