Calcio a 5, il presidente Montemurro per il rilancio: “Presto tra gli sport più importanti”

ROMA – Il Calcio a 5 italiano è pronto a rilanciarsi. Dopo un ventennio di immobilismo il Futsal si è affidato a un volto giovane, ma allo stesso tempo d’esperienza. Andrea Montemurro è dal dicembre 2016 il nuovo Presidente della Divisione Calcio a 5. Eletto a 39 anni è il futuro del ‘calcio da sala’, ma non fatevi ingannare: già giovanissimo, nei primi anni duemila, ha condotto Genzano e la Lazio a successi importanti, e ora è pronto a ripetere il percorso nella Figc. “Ho trovato una disciplina narcotizzata, ma ci sono le potenzialità affinché cresca enormemente”, ha dichiarato il nuovo numero uno del movimento, che vanta numerose esperienze dirigenziali con società di Serie A di calcio a undici e volley. Rilanciare il movimento non sarà facile, ma l’ambizione non manca al giovane presidente: “Provo orgoglio e responsabilità. Fare bene qui come punto di partenza”.

Montemurro, il calcio a 5 gode di poca visibilità, ma ha un altissimo numero di praticanti.
“E’ quello su cui puntiamo. Si tratta dello sport più giocato in Italia e non è stato difficile farlo crescere nei pochi mesi di presidenza. Ho ereditato una disciplina dormiente, ed è bastato trovare accordi solidi con le televisioni per farla crescere del 500% in un breve lasso di tempo”.

Le Final Eight di Coppa Italia (dal 2 al 5 marzo) saranno trasmesse in televisione, un passo in avanti concreto.
“Le Final Eight di Serie A sono una parte importante del nostro movimento, perché  coinvolgono migliaia di persone. Finalmente riusciremo a dare visibilità all’evento e al nostro sport. Sia quelle di Serie A (su Fox Sports) che le altre categorie (Sportitalia) andranno in onda. Ma guardo oltre: l’obiettivo è quello di creare un grande evento nei prossimi anni, prendendo come spunto quello che ha fatto il basket quest’anno. Il sogno è quella di disputare la manifestazione al PalaEur, creando per l’occasione una vera e propria fiera del Calcio a 5.

Lei ha lavorato anche nel calcio professionistico e nella pallavolo. Cosa prenderebbe da questi sport?
“Dal calcio a 11 soldi e visibilità. Ma sono molto attento agli altri sport indoor, come pallacanestro e volley. Con il basket c’è un’affinità proprio dal punto di vista del gioco: mi piace la crescita che ha avuto nell’ambito dei social media, cosa a cui puntiamo. Della pallavolo, invece prenderei il settore giovanile.

Si spieghi.
“Il volley italiano vanta uno dei migliori settori giovanili al mondo. E parlo sia del maschile che del femminile. Il Futsal è molto apprezzato dalle donne. Le nostre praticanti sono di più di quelle del calcio a 11, uniformare i settori giovanili a livello Europeo potrà aiutare il movimento.

Ha parlato di questo col Presidente Uefa, Ceferin?
“Si. L’incontro è andato molto bene. A differenza della gestione Platini, lui è molto vicino al calcio a 5. Abbiamo trovato punti di contatto. Ad esempio non ci saranno più situazioni grottesche come quella legata alle categorie minori delle Nazionali. La nostra Under-17 ad esempio, si radunava, si allenava ma poi non aveva la possibilità di giocare contro selezioni di pari età, perché in altri paesi non esistevano corrispettivi. Un paradosso al quale si sta mettendo fine. E meno male, dato che il Calcio a 5 sarà alle Olimpiadi giovanili che si disputeranno in Argentina.

Il Sudamerica è una delle patrie del Futsal.
“Pensi che le fasi finali della Coppa del Mondo sono state trasmesse in chiaro in Argentina e hanno richiamato 8 milioni di telespettatori. Lì il calcio da sala ha un valore importante anche socialmente, cosa a cui miriamo”.

Quali sono i margini di crescita di questo sport?
“Nel giro di dieci anni sono convinto che il Futsal possa diventare, se non la seconda, una delle prime cinque discipline al mondo. In Spagna hanno appena concluso un progetto multimilionario per il nuovo stadio della Nazionale, in Germania hanno aderito alle regole europee dopo anni in cui si giocava a 6 e con le sponde, ma la novità è rappresentata dagli Usa. In America stanno lavorando a una Nba del calcio a 5, col sistema delle franchigie. Partirà dal 2018 ma stanno già contattando i miglior giocatori al mondo”.

Vede in Italia la stessa volontà?
“Si. Ho parlato al presidente del Coni Malagò, grande appassionato della disciplina, e ci ha dato tutto l’appoggio necessario affinché migliorino le infrastrutture, il grande problema del Futsal italiano. Anche Tavecchio è dalla parte del nostro sport, ma essendoci delle elezioni in corso bisognerà attendere”.

Cosa si prova ad essere il presidente più giovane della storia del Coni?
“E’ motivo di grandissimo orgoglio e responsabilità. Da parte mia credo di dover far bene, cercare quotidianamente di dare il massimo per dare il meglio a questo sport. Lo faccio con tutta la passione possibile, con l’intenzione di trasmettere il mio entusiasmo. Ma questo non è un punto d’arrivo, bensì di partenza”.

Fonte: Repubblica

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