L’unica certezza al momento è il ritorno di Dries Mertens dal primo minuto. Numeri alla mano, il miglior attaccante del Napoli perché alla vigilia del ciclo verità Maurizio Sarri dovrà innanzitutto gestire, dosare e sfruttare la rosa nel miglior modo possibile. Come un rebus da risolvere in 11 giorni.
Quattro partite, la prima con l’Atalanta con tanti dubbi di formazione e la certezza Mertens, mai in discussione, ci mancherebbe, se non nel post partita di Madrid, tirato in ballo dal presidente Aurelio De Laurentiis. A riposo contro il Chievo, ora di nuovo in campo. Bisognerà capire in quale posizione però: al centro dell’attacco, dove ha prodotto gran parte dei 16 gol realizzati fino a ora, o di nuovo sulla sinistra al posto di Lorenzo Insigne, in questo momento il giocatore più in forma del gruppo.
Un bel grattacapo verrebbe da dire, quasi una partita a scacchi per il Napoli di Sarri dove la prima mossa potrà determinare l’esito di una partita, questa volta lunga 360 minuti. Atalanta, Juventus, Roma e Real Madrid: la filastrocca che i tifosi hanno ormai imparato a memoria. Il futuro azzurro, almeno per questa stagione, in poco meno di due settimane ma comunque nella mani di Sarri. Sarà lui a fare la prima mossa, anzi le prime scelte non semplic,i pensando alla sorprendente Atalanta.
Il turn over è una necessità, non certo una filosofia di vita per l’allenatore che potrebbe prevedere almeno un cambio per reparto. In difesa, i dubbi sull’impiego di Kalidou Koulibaly, in diffida e quindi a rischio per la partita con la roma, a centrocampo il ballottaggio tra Piotr Zielinsky e Marko Rog, e in attacco la riflessione su Insigne: 22 partite di fila ma soprattutto decisivo come mai prima d’ora. Al suo posto forse Leonardo Pavoletti con Mertens nella versione ritorno all’antica, cioè a sinistra. Un bell’incastro, anzi una partita a scacchi, per Sarri, da giocare e vincere in quattro mosse.
Fonte: SkySport
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