Sotto 1-0 al termine del primo tempo a causa del gol di Callejon, la squadra di Allegri ribalta tutto nella ripresa con la doppietta di Dybala dal dischetto e il gol dell’ex Higuain. Grandi proteste dei giocatori di Sarri sul secondo rigore: l’intervento di Reina su Cuadrado era sulla palla. Il 5 aprile il ritorno al San Paolo
JUVENTUS-NAPOLI 3-1
36′ Callejon (N), 47′ rig. Dybala (J), 64′ Higuain (J), 69 rig. Dybala (J)
C’è voglia di correre e vincere nella serata dello Stadium. La Coppa Italia d’altronde è cosa seria e le intenzioni bellicose degli allenatori prendono forma attravero le scelte di formazione e lo spirito battagliero dei giocatori in campo. Allegri, forse per eliminare ogni dubbio su chi tener fuori tra Barzagli, Bonucci e Chiellini, li manda in campo tutti in una difesa a 3 che però priva i bianconeri della fantasia di Cuadrado. Il Napoli, nonostante la pressione creata dalla sconfitta contro l’Atalanta, non si snatura e prova a fare la gara col suo solito palleggio veloce e ragionato. In avanti c’è Milik insieme a Callejon e Insigne e proprio dal sinistro del polacco arriva il primo tiro in porta. La Juve risponde giocando in verticale, come quando Bonuci trova perfettamente Dybala e con un lancio di 50 metri lo mette davanti a Reina: sul più bello però l’argentino si fa recuperare (e sbilanciare) da Strinic che salva in angolo. Sul corner Mandzukic stacca sicuro di far centro, ma Reina non è d’accordo ed è bravissimo a deviare oltre la traversa. I toni agonistici della partita salgono, Valeri comincia a distribuire i primi cartellini gialli e il Napoli non si scompone dopo i primi attacchi bianconeri. Insigne scalda il destro al 23′, Hamsik tenta una conclusione da fuori dopo una bella discesa di Maggio e Allegri allora decide che dopo nemmeno mezzora è arrivato il tempo di tornare alla difesa a 4. Cinque minuti di urla dalla panchina e la squadra finalmente capisce come deve schierarsi in campo, con Barzagli e Asamoah terzini e Lichtsteiner alto a destra con Manzukic a sinistra e Dybala alle spalle di Higuian. Il Napoli non sembra curarsene troppo e continua a far girare la palla in attesa del varco giusto. Lo trova Insigne, al 36′, quando riesce a servire alla perfezione Callejon dopo aver scambiato con Milik: lo spagnolo, che aveva già segnato allo Stadium in campionato, sbuca alle spalle di Asamoah e col destro, da pochi passi, fa seccon Neto. E’ 0-1, palla al centro e Juve in avanti a testa bassa. C’è troppa foga però nei bianconeri in questo primo tempo: Higuain viene fermato per due volte al momento di entrare in area da due interventi perfetti ma molto decisi di Albiol e Koulibaly, ma l’occasione buona, anzi colossale, la Juventus la costruisce a un minuto dal 45′: Chiellini crossa, Mandzukic devia col piedone, Reina fa il miracolo e Lichsteiner a due passi dallo spagnolo non riesce a ribadire in rete. Tutti negli spogliatoi, allora. La Juve a cercare soluzioni, il Napoli per recuperare energie.
La ripresa della Juve comincia con un Cuadrado in più e un Lichtsteiner in meno, e soprattutto una tremenda voglia di trovare subito il pareggio. Bastano pochi secondi, e l’obiettivo è centrato. Il Napoli perde palla da una rimessa laterale, Dybala si infila in area e dopo averlo saltato con un sombrero viene toccato sul piede sinistro da Koulibaly. Per Valeri, ma non solo, è rigore e lo stesso argentino è freddissimo a spiazzare Reina dal dischetto. Il 4-2-3-1 della Juve ora è quello vero, con le 5 stelle tutte in campo e la squadra, come si riconoscesse nel vestito più comodo, comincia a giocare come non aveva fatto nel primo tempo. Le sovrapposizioni e i cross dalle fasce arrivano con molta più frequenza, anche se Higuain non riesce a trovare l’impatto con la palla su un’ottima assistenza di Asamoah. La Juve però ora è tutta un’altra squadra mentre il Pipita sembra un serpente che fa finta di dormire ma aspetta il momento buono per colpire, quello che arriva puntuale al 64′. Sugli sviluppi di un angolo la Juve muove la difesa del Napoli giocando la palla che dalla sinistra arriva in area: Reina esce malamente, va a vuoto e lascia la porta sguarnita per il destro di Higuain, che da posizione molto defilata riesce a trovare lo spiraglio giusto per infilare lo spagnolo del Napoli. Sarri aveva appena messo Mertens per Milik, tornando all’attacco leggero, e subito dopo aver subito il 2-1 i partenopei si riversano in attacco. Passano solo 4 minuti, però, e la partita prende un’altra svolta, rimanendo inevitabilmente sotterrata da una valanga di polemiche. Albiol cade nell’area bianconera e chiede un rigore ma il Napoli non fa nemmeno in tempo a protestate che sulla ripartenza della Juve Cuadrado si trova da solo davanti a Reina: il portiere spagnolo prende nettamente il pallone sul tentativo di dribbling del colombiano, ma Valeri non se ne accorge e fischia il secondo rigore a favore dei padroni di casa. Stessa scena di inizio ripresa: sinistro dell’argentino e gol della Juve. Siamo 3-1 ora, proprio come a Madrid, quando il Napoli era riuscito a passare in vantaggio per poi subire nella ripresa il ritorno della squadra di Zidane.
La ripresa della Juve comincia con un Cuadrado in più e un Lichtsteiner in meno, e soprattutto una tremenda voglia di trovare subito il pareggio. Bastano pochi secondi, e l’obiettivo è centrato. Il Napoli perde palla da una rimessa laterale, Dybala si infila in area e dopo averlo saltato con un sombrero viene toccato sul piede sinistro da Koulibaly. Per Valeri, ma non solo, è rigore e lo stesso argentino è freddissimo a spiazzare Reina dal dischetto. Il 4-2-3-1 della Juve ora è quello vero, con le 5 stelle tutte in campo e la squadra, come si riconoscesse nel vestito più comodo, comincia a giocare come non aveva fatto nel primo tempo. Le sovrapposizioni e i cross dalle fasce arrivano con molta più frequenza, anche se Higuain non riesce a trovare l’impatto con la palla su un’ottima assistenza di Asamoah. La Juve però ora è tutta un’altra squadra mentre il Pipita sembra un serpente che fa finta di dormire ma aspetta il momento buono per colpire, quello che arriva puntuale al 64′. Sugli sviluppi di un angolo la Juve muove la difesa del Napoli giocando la palla che dalla sinistra arriva in area: Reina esce malamente, va a vuoto e lascia la porta sguarnita per il destro di Higuain, che da posizione molto defilata riesce a trovare lo spiraglio giusto per infilare lo spagnolo del Napoli. Sarri aveva appena messo Mertens per Milik, tornando all’attacco leggero, e subito dopo aver subito il 2-1 i partenopei si riversano in attacco. Passano solo 4 minuti, però, e la partita prende un’altra svolta, rimanendo inevitabilmente sotterrata da una valanga di polemiche. Albiol cade nell’area bianconera e chiede un rigore ma il Napoli non fa nemmeno in tempo a protestate che sulla ripartenza della Juve Cuadrado si trova da solo davanti a Reina: il portiere spagnolo prende nettamente il pallone sul tentativo di dribbling del colombiano, ma Valeri non se ne accorge e fischia il secondo rigore a favore dei padroni di casa. Stessa scena di inizio ripresa: sinistro dell’argentino e gol della Juve. Siamo 3-1 ora, proprio come a Madrid, quando il Napoli era riuscito a passare in vantaggio per poi subire nella ripresa il ritorno della squadra di Zidane.
La ripresa della Juve comincia con un Cuadrado in più e un Lichtsteiner in meno, e soprattutto una tremenda voglia di trovare subito il pareggio. Bastano pochi secondi, e l’obiettivo è centrato. Il Napoli perde palla da una rimessa laterale, Dybala si infila in area e dopo averlo saltato con un sombrero viene toccato sul piede sinistro da Koulibaly. Per Valeri, ma non solo, è rigore e lo stesso argentino è freddissimo a spiazzare Reina dal dischetto. Il 4-2-3-1 della Juve ora è quello vero, con le 5 stelle tutte in campo e la squadra, come si riconoscesse nel vestito più comodo, comincia a giocare come non aveva fatto nel primo tempo. Le sovrapposizioni e i cross dalle fasce arrivano con molta più frequenza, anche se Higuain non riesce a trovare l’impatto con la palla su un’ottima assistenza di Asamoah. La Juve però ora è tutta un’altra squadra mentre il Pipita sembra un serpente che fa finta di dormire ma aspetta il momento buono per colpire, quello che arriva puntuale al 64′. Sugli sviluppi di un angolo la Juve muove la difesa del Napoli giocando la palla che dalla sinistra arriva in area: Reina esce malamente, va a vuoto e lascia la porta sguarnita per il destro di Higuain, che da posizione molto defilata riesce a trovare lo spiraglio giusto per infilare lo spagnolo del Napoli. Sarri aveva appena messo Mertens per Milik, tornando all’attacco leggero, e subito dopo aver subito il 2-1 i partenopei si riversano in attacco. Passano solo 4 minuti, però, e la partita prende un’altra svolta, rimanendo inevitabilmente sotterrata da una valanga di polemiche. Albiol cade nell’area bianconera e chiede un rigore ma il Napoli non fa nemmeno in tempo a protestate che sulla ripartenza della Juve Cuadrado si trova da solo davanti a Reina: il portiere spagnolo prende nettamente il pallone sul tentativo di dribbling del colombiano, ma Valeri non se ne accorge e fischia il secondo rigore a favore dei padroni di casa. Stessa scena di inizio ripresa: sinistro dell’argentino e gol della Juve. Siamo 3-1 ora, proprio come a Madrid, quando il Napoli era riuscito a passare in vantaggio per poi subire nella ripresa il ritorno della squadra di Zidane.
La ripresa della Juve comincia con un Cuadrado in più e un Lichtsteiner in meno, e soprattutto una tremenda voglia di trovare subito il pareggio. Bastano pochi secondi, e l’obiettivo è centrato. Il Napoli perde palla da una rimessa laterale, Dybala si infila in area e dopo averlo saltato con un sombrero viene toccato sul piede sinistro da Koulibaly. Per Valeri, ma non solo, è rigore e lo stesso argentino è freddissimo a spiazzare Reina dal dischetto. Il 4-2-3-1 della Juve ora è quello vero, con le 5 stelle tutte in campo e la squadra, come si riconoscesse nel vestito più comodo, comincia a giocare come non aveva fatto nel primo tempo. Le sovrapposizioni e i cross dalle fasce arrivano con molta più frequenza, anche se Higuain non riesce a trovare l’impatto con la palla su un’ottima assistenza di Asamoah. La Juve però ora è tutta un’altra squadra mentre il Pipita sembra un serpente che fa finta di dormire ma aspetta il momento buono per colpire, quello che arriva puntuale al 64′. Sugli sviluppi di un angolo la Juve muove la difesa del Napoli giocando la palla che dalla sinistra arriva in area: Reina esce malamente, va a vuoto e lascia la porta sguarnita per il destro di Higuain, che da posizione molto defilata riesce a trovare lo spiraglio giusto per infilare lo spagnolo del Napoli. Sarri aveva appena messo Mertens per Milik, tornando all’attacco leggero, e subito dopo aver subito il 2-1 i partenopei si riversano in attacco. Passano solo 4 minuti, però, e la partita prende un’altra svolta, rimanendo inevitabilmente sotterrata da una valanga di polemiche. Albiol cade nell’area bianconera e chiede un rigore ma il Napoli non fa nemmeno in tempo a protestate che sulla ripartenza della Juve Cuadrado si trova da solo davanti a Reina: il portiere spagnolo prende nettamente il pallone sul tentativo di dribbling del colombiano, ma Valeri non se ne accorge e fischia il secondo rigore a favore dei padroni di casa. Stessa scena di inizio ripresa: sinistro dell’argentino e gol della Juve. Siamo 3-1 ora, proprio come a Madrid, quando il Napoli era riuscito a passare in vantaggio per poi subire nella ripresa il ritorno della squadra di Zidane.
La ripresa della Juve comincia con un Cuadrado in più e un Lichtsteiner in meno, e soprattutto una tremenda voglia di trovare subito il pareggio. Bastano pochi secondi, e l’obiettivo è centrato. Il Napoli perde palla da una rimessa laterale, Dybala si infila in area e dopo averlo saltato con un sombrero viene toccato sul piede sinistro da Koulibaly. Per Valeri, ma non solo, è rigore e lo stesso argentino è freddissimo a spiazzare Reina dal dischetto. Il 4-2-3-1 della Juve ora è quello vero, con le 5 stelle tutte in campo e la squadra, come si riconoscesse nel vestito più comodo, comincia a giocare come non aveva fatto nel primo tempo. Le sovrapposizioni e i cross dalle fasce arrivano con molta più frequenza, anche se Higuain non riesce a trovare l’impatto con la palla su un’ottima assistenza di Asamoah. La Juve però ora è tutta un’altra squadra mentre il Pipita sembra un serpente che fa finta di dormire ma aspetta il momento buono per colpire, quello che arriva puntuale al 64′. Sugli sviluppi di un angolo la Juve muove la difesa del Napoli giocando la palla che dalla sinistra arriva in area: Reina esce malamente, va a vuoto e lascia la porta sguarnita per il destro di Higuain, che da posizione molto defilata riesce a trovare lo spiraglio giusto per infilare lo spagnolo del Napoli. Sarri aveva appena messo Mertens per Milik, tornando all’attacco leggero, e subito dopo aver subito il 2-1 i partenopei si riversano in attacco. Passano solo 4 minuti, però, e la partita prende un’altra svolta, rimanendo inevitabilmente sotterrata da una valanga di polemiche. Albiol cade nell’area bianconera e chiede un rigore ma il Napoli non fa nemmeno in tempo a protestate che sulla ripartenza della Juve Cuadrado si trova da solo davanti a Reina: il portiere spagnolo prende nettamente il pallone sul tentativo di dribbling del colombiano, ma Valeri non se ne accorge e fischia il secondo rigore a favore dei padroni di casa. Stessa scena di inizio ripresa: sinistro dell’argentino e gol della Juve. Siamo 3-1 ora, proprio come a Madrid, quando il Napoli era riuscito a passare in vantaggio per poi subire nella ripresa il ritorno della squadra di Zidane.
La ripresa della Juve comincia con un Cuadrado in più e un Lichtsteiner in meno, e soprattutto una tremenda voglia di trovare subito il pareggio. Bastano pochi secondi, e l’obiettivo è centrato. Il Napoli perde palla da una rimessa laterale, Dybala si infila in area e dopo averlo saltato con un sombrero viene toccato sul piede sinistro da Koulibaly. Per Valeri, ma non solo, è rigore e lo stesso argentino è freddissimo a spiazzare Reina dal dischetto. Il 4-2-3-1 della Juve ora è quello vero, con le 5 stelle tutte in campo e la squadra, come si riconoscesse nel vestito più comodo, comincia a giocare come non aveva fatto nel primo tempo. Le sovrapposizioni e i cross dalle fasce arrivano con molta più frequenza, anche se Higuain non riesce a trovare l’impatto con la palla su un’ottima assistenza di Asamoah. La Juve però ora è tutta un’altra squadra mentre il Pipita sembra un serpente che fa finta di dormire ma aspetta il momento buono per colpire, quello che arriva puntuale al 64′. Sugli sviluppi di un angolo la Juve muove la difesa del Napoli giocando la palla che dalla sinistra arriva in area: Reina esce malamente, va a vuoto e lascia la porta sguarnita per il destro di Higuain, che da posizione molto defilata riesce a trovare lo spiraglio giusto per infilare lo spagnolo del Napoli. Sarri aveva appena messo Mertens per Milik, tornando all’attacco leggero, e subito dopo aver subito il 2-1 i partenopei si riversano in attacco. Passano solo 4 minuti, però, e la partita prende un’altra svolta, rimanendo inevitabilmente sotterrata da una valanga di polemiche. Albiol cade nell’area bianconera e chiede un rigore ma il Napoli non fa nemmeno in tempo a protestate che sulla ripartenza della Juve Cuadrado si trova da solo davanti a Reina: il portiere spagnolo prende nettamente il pallone sul tentativo di dribbling del colombiano, ma Valeri non se ne accorge e fischia il secondo rigore a favore dei padroni di casa. Stessa scena di inizio ripresa: sinistro dell’argentino e gol della Juve. Siamo 3-1 ora, proprio come a Madrid, quando il Napoli era riuscito a passare in vantaggio per poi subire nella ripresa il ritorno della squadra di Zidane. Sarri prova a smuovere qualcosa buttando nella mischia Pavoletti al posto di Rog, ma le forze ora mancano e l’attacco partenopeo non riesce più a mettere in difficoltà la difesa della Juve. Si chiude qui: ancora Callejon, ancora Higuain e soprattutto ancora polemiche. Che di certo avranno il loro peso nel ritorno del San Paolo del 5 aprile. Dopo quella che la attende contro il Real Madrid, dunque, il Napoli sarà chiamato a un’altra grande prova per rimontare questo 3-1 dello Stadium. Che, dopo il ko contro l’Atalanta, pesa come un macigno sullo stomaco di Sarri. Per sua fortuna, però, questa volta De Laurentiis non potrà rimproverarlo. Almeno pubblicamente.
La ripresa della Juve comincia con un Cuadrado in più e un Lichtsteiner in meno, e soprattutto una tremenda voglia di trovare subito il pareggio. Bastano pochi secondi, e l’obiettivo è centrato. Il Napoli perde palla da una rimessa laterale, Dybala si infila in area e dopo averlo saltato con un sombrero viene toccato sul piede sinistro da Koulibaly. Per Valeri, ma non solo, è rigore e lo stesso argentino è freddissimo a spiazzare Reina dal dischetto. Il 4-2-3-1 della Juve ora è quello vero, con le 5 stelle tutte in campo e la squadra, come si riconoscesse nel vestito più comodo, comincia a giocare come non aveva fatto nel primo tempo. Le sovrapposizioni e i cross dalle fasce arrivano con molta più frequenza, anche se Higuain non riesce a trovare l’impatto con la palla su un’ottima assistenza di Asamoah. La Juve però ora è tutta un’altra squadra mentre il Pipita sembra un serpente che fa finta di dormire ma aspetta il momento buono per colpire, quello che arriva puntuale al 64′. Sugli sviluppi di un angolo la Juve muove la difesa del Napoli giocando la palla che dalla sinistra arriva in area: Reina esce malamente, va a vuoto e lascia la porta sguarnita per il destro di Higuain, che da posizione molto defilata riesce a trovare lo spiraglio giusto per infilare lo spagnolo del Napoli. Sarri aveva appena messo Mertens per Milik, tornando all’attacco leggero, e subito dopo aver subito il 2-1 i partenopei si riversano in attacco. Passano solo 4 minuti, però, e la partita prende un’altra svolta, rimanendo inevitabilmente sotterrata da una valanga di polemiche. Albiol cade nell’area bianconera e chiede un rigore ma il Napoli non fa nemmeno in tempo a protestate che sulla ripartenza della Juve Cuadrado si trova da solo davanti a Reina: il portiere spagnolo prende nettamente il pallone sul tentativo di dribbling del colombiano, ma Valeri non se ne accorge e fischia il secondo rigore a favore dei padroni di casa. Stessa scena di inizio ripresa: sinistro dell’argentino e gol della Juve. Siamo 3-1 ora, proprio come a Madrid, quando il Napoli era riuscito a passare in vantaggio per poi subire nella ripresa il ritorno della squadra di Zidane.
La ripresa della Juve comincia con un Cuadrado in più e un Lichtsteiner in meno, e soprattutto una tremenda voglia di trovare subito il pareggio. Bastano pochi secondi, e l’obiettivo è centrato. Il Napoli perde palla da una rimessa laterale, Dybala si infila in area e dopo averlo saltato con un sombrero viene toccato sul piede sinistro da Koulibaly. Per Valeri, ma non solo, è rigore e lo stesso argentino è freddissimo a spiazzare Reina dal dischetto. Il 4-2-3-1 della Juve ora è quello vero, con le 5 stelle tutte in campo e la squadra, come si riconoscesse nel vestito più comodo, comincia a giocare come non aveva fatto nel primo tempo. Le sovrapposizioni e i cross dalle fasce arrivano con molta più frequenza, anche se Higuain non riesce a trovare l’impatto con la palla su un’ottima assistenza di Asamoah. La Juve però ora è tutta un’altra squadra mentre il Pipita sembra un serpente che fa finta di dormire ma aspetta il momento buono per colpire, quello che arriva puntuale al 64′. Sugli sviluppi di un angolo la Juve muove la difesa del Napoli giocando la palla che dalla sinistra arriva in area: Reina esce malamente, va a vuoto e lascia la porta sguarnita per il destro di Higuain, che da posizione molto defilata riesce a trovare lo spiraglio giusto per infilare lo spagnolo del Napoli. Sarri aveva appena messo Mertens per Milik, tornando all’attacco leggero, e subito dopo aver subito il 2-1 i partenopei si riversano in attacco. Passano solo 4 minuti, però, e la partita prende un’altra svolta, rimanendo inevitabilmente sotterrata da una valanga di polemiche. Albiol cade nell’area bianconera e chiede un rigore ma il Napoli non fa nemmeno in tempo a protestate che sulla ripartenza della Juve Cuadrado si trova da solo davanti a Reina: il portiere spagnolo prende nettamente il pallone sul tentativo di dribbling del colombiano, ma Valeri non se ne accorge e fischia il secondo rigore a favore dei padroni di casa. Stessa scena di inizio ripresa: sinistro dell’argentino e gol della Juve. Siamo 3-1 ora, proprio come a Madrid, quando il Napoli era riuscito a passare in vantaggio per poi subire nella ripresa il ritorno della squadra di Zidane.
La ripresa della Juve comincia con un Cuadrado in più e un Lichtsteiner in meno, e soprattutto una tremenda voglia di trovare subito il pareggio. Bastano pochi secondi, e l’obiettivo è centrato. Il Napoli perde palla da una rimessa laterale, Dybala si infila in area e dopo averlo saltato con un sombrero viene toccato sul piede sinistro da Koulibaly. Per Valeri, ma non solo, è rigore e lo stesso argentino è freddissimo a spiazzare Reina dal dischetto. Il 4-2-3-1 della Juve ora è quello vero, con le 5 stelle tutte in campo e la squadra, come si riconoscesse nel vestito più comodo, comincia a giocare come non aveva fatto nel primo tempo. Le sovrapposizioni e i cross dalle fasce arrivano con molta più frequenza, anche se Higuain non riesce a trovare l’impatto con la palla su un’ottima assistenza di Asamoah. La Juve però ora è tutta un’altra squadra mentre il Pipita sembra un serpente che fa finta di dormire ma aspetta il momento buono per colpire, quello che arriva puntuale al 64′. Sugli sviluppi di un angolo la Juve muove la difesa del Napoli giocando la palla che dalla sinistra arriva in area: Reina esce malamente, va a vuoto e lascia la porta sguarnita per il destro di Higuain, che da posizione molto defilata riesce a trovare lo spiraglio giusto per infilare lo spagnolo del Napoli. Sarri aveva appena messo Mertens per Milik, tornando all’attacco leggero, e subito dopo aver subito il 2-1 i partenopei si riversano in attacco. Passano solo 4 minuti, però, e la partita prende un’altra svolta, rimanendo inevitabilmente sotterrata da una valanga di polemiche. Albiol cade nell’area bianconera e chiede un rigore ma il Napoli non fa nemmeno in tempo a protestate che sulla ripartenza della Juve Cuadrado si trova da solo davanti a Reina: il portiere spagnolo prende nettamente il pallone sul tentativo di dribbling del colombiano, ma Valeri non se ne accorge e fischia il secondo rigore a favore dei padroni di casa. Stessa scena di inizio ripresa: sinistro dell’argentino e gol della Juve. Siamo 3-1 ora, proprio come a Madrid, quando il Napoli era riuscito a passare in vantaggio per poi subire nella ripresa il ritorno della squadra di Zidane.
La ripresa della Juve comincia con un Cuadrado in più e un Lichtsteiner in meno, e soprattutto una tremenda voglia di trovare subito il pareggio. Bastano pochi secondi, e l’obiettivo è centrato. Il Napoli perde palla da una rimessa laterale, Dybala si infila in area e dopo averlo saltato con un sombrero viene toccato sul piede sinistro da Koulibaly. Per Valeri, ma non solo, è rigore e lo stesso argentino è freddissimo a spiazzare Reina dal dischetto. Il 4-2-3-1 della Juve ora è quello vero, con le 5 stelle tutte in campo e la squadra, come si riconoscesse nel vestito più comodo, comincia a giocare come non aveva fatto nel primo tempo. Le sovrapposizioni e i cross dalle fasce arrivano con molta più frequenza, anche se Higuain non riesce a trovare l’impatto con la palla su un’ottima assistenza di Asamoah. La Juve però ora è tutta un’altra squadra mentre il Pipita sembra un serpente che fa finta di dormire ma aspetta il momento buono per colpire, quello che arriva puntuale al 64′. Sugli sviluppi di un angolo la Juve muove la difesa del Napoli giocando la palla che dalla sinistra arriva in area: Reina esce malamente, va a vuoto e lascia la porta sguarnita per il destro di Higuain, che da posizione molto defilata riesce a trovare lo spiraglio giusto per infilare lo spagnolo del Napoli. Sarri aveva appena messo Mertens per Milik, tornando all’attacco leggero, e subito dopo aver subito il 2-1 i partenopei si riversano in attacco. Passano solo 4 minuti, però, e la partita prende un’altra svolta, rimanendo inevitabilmente sotterrata da una valanga di polemiche. Albiol cade nell’area bianconera e chiede un rigore ma il Napoli non fa nemmeno in tempo a protestate che sulla ripartenza della Juve Cuadrado si trova da solo davanti a Reina: il portiere spagnolo prende nettamente il pallone sul tentativo di dribbling del colombiano, ma Valeri non se ne accorge e fischia il secondo rigore a favore dei padroni di casa. Stessa scena di inizio ripresa: sinistro dell’argentino e gol della Juve. Siamo 3-1 ora, proprio come a Madrid, quando il Napoli era riuscito a passare in vantaggio per poi subire nella ripresa il ritorno della squadra di Zidane.
La ripresa della Juve comincia con un Cuadrado in più e un Lichtsteiner in meno, e soprattutto una tremenda voglia di trovare subito il pareggio. Bastano pochi secondi, e l’obiettivo è centrato. Il Napoli perde palla da una rimessa laterale, Dybala si infila in area e dopo averlo saltato con un sombrero viene toccato sul piede sinistro da Koulibaly. Per Valeri, ma non solo, è rigore e lo stesso argentino è freddissimo a spiazzare Reina dal dischetto. Il 4-2-3-1 della Juve ora è quello vero, con le 5 stelle tutte in campo e la squadra, come si riconoscesse nel vestito più comodo, comincia a giocare come non aveva fatto nel primo tempo. Le sovrapposizioni e i cross dalle fasce arrivano con molta più frequenza, anche se Higuain non riesce a trovare l’impatto con la palla su un’ottima assistenza di Asamoah. La Juve però ora è tutta un’altra squadra mentre il Pipita sembra un serpente che fa finta di dormire ma aspetta il momento buono per colpire, quello che arriva puntuale al 64′. Sugli sviluppi di un angolo la Juve muove la difesa del Napoli giocando la palla che dalla sinistra arriva in area: Reina esce malamente, va a vuoto e lascia la porta sguarnita per il destro di Higuain, che da posizione molto defilata riesce a trovare lo spiraglio giusto per infilare lo spagnolo del Napoli. Sarri aveva appena messo Mertens per Milik, tornando all’attacco leggero, e subito dopo aver subito il 2-1 i partenopei si riversano in attacco. Passano solo 4 minuti, però, e la partita prende un’altra svolta, rimanendo inevitabilmente sotterrata da una valanga di polemiche. Albiol cade nell’area bianconera e chiede un rigore ma il Napoli non fa nemmeno in tempo a protestate che sulla ripartenza della Juve Cuadrado si trova da solo davanti a Reina: il portiere spagnolo prende nettamente il pallone sul tentativo di dribbling del colombiano, ma Valeri non se ne accorge e fischia il secondo rigore a favore dei padroni di casa. Stessa scena di inizio ripresa: sinistro dell’argentino e gol della Juve. Siamo 3-1 ora, proprio come a Madrid, quando il Napoli era riuscito a passare in vantaggio per poi subire nella ripresa il ritorno della squadra di Zidane.
Fonte: SkySport
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