Milan, Donnarumma e un bacio per il futuro. Così la Juve si allontana

MILANO – Il Milan dopo l’Inter e il Napoli. Anche i rossoneri lasciano lo Stadium inferociti al termine di cinque settimane nelle quali gli arbitraggi delle partitissime giocate a Torino in casa bianconera hanno scatenato polemiche che non si vedevano da anni. Dopo la tensione evidente sul prato e al rientro negli spogliatoi al termine della sfida di ieri sera, i rossoneri tentano di ridurre il livello della tensione. Lo ha fatto Montella nelle interviste dopo il 90′: “Mi spiace e mi scuso a nome della squadra per la tensione e per il nervosismo”, ha ripetuto l’allenatore rossonero rivelando che negli spogliatoio alcuni giocatori del Milan erano in lacrime per il finale troppo amaro da digerire.

JUVENTUS-MILAN 2-1: GOL / PAGELLE
 
SQUALIFICHE DA EVITARE – Al momento non sono previsti ulteriori commenti da parte del club. Meglio raffreddare il clima per evitare squalifiche, come successo all’Inter dopo il derby d’Italia di inizio febbraio. A rischio sono soprattutto Bacca e Donnarumma, i più arrabbiati. Il colombiano non è nemmeno al meglio fisicamente a causa di un lieve affaticamento muscolare che ha suggerito la sostituzione del secondo tempo. La squadra rischia di affrontare decimata il prossimo impegno col Genoa, sabato sera a San Siro: non ci saranno sicuramente Sosa e Romagnoli, squalificati a causa di espulsione e ammonizione.
 
DE SCIGLIO DA UDINE A TORINO – Resta comunque la rabbia per l’epilogo della partita: il rigore di De Sciglio, oltre i 4′ di recupero a causa dell’estensione giustificata dal “rosso” a Sosa. La massima punizione viene considerata eccessivamente generosa perché De Sciglio era molto vicino alla partenza del pallone e il braccio non era così distante dal corpo. L’episodio si aggiunge a una serie di casi ritenuti sfavorevoli al Milan nelle ultime giornate. Curiosamente il simbolo è sempre De Sciglio, protagonista della situazione finora più evidente: l’entrataccia di De Paul a Udine, seguita pochi secondi dopo dal gol dello stesso argentino. Non convince nemmeno la dinamica sulla decisione: è stato l’arbitro Massa (addizionale protagonista del gol annullato a Pjianic alla Juventus all’andata a San Siro) oppure l’assistente di porta Doveri.

IL FUTURO DI DONNARUMMA – Nella bolgia finale il più scatenato è stato Donnarumma. Comprensibile il suo stato d’animo: a 18 anni aveva appena salvato il risultato con una parata determinante, vanificata pochi secondi dopo dal calcio di rigore di Dybala. Il giovane portiere ha reagito baciando lo stemma del Milan sulla maglietta e pronunciando un labiale captato dalle telecamere: “Sempre a loro”. Una frase che ha evocato l’episodio che aleggia nell’aria da ieri sera: il gol fantasma di Muntari nella partitissima scudetto di febbraio 2012. Questi comportamenti di Donnarumma sono stati letti come una chiusura insormontabile a un eventuale passaggio alla Juventus, il club che più di tutti lo corteggia per il dopo Buffon anche in virtù dei rapporti con il suo agente Raiola. Giungere a questa conclusione può essere frettoloso perché nel calcio professionistico tutto viene dimenticato molto in fretta quando si tratta di affari.
 
CHIAVE PER IL RINNOVO – Però queste dimostrazioni di attaccamento di Donnarumma nei confronti della sua attuale squadra potrebbero essere sfruttata nella trattattiva per la firma del suo primo contratto da professionista. Una corsia più agevole nel caso in cui resti Galliani, molto vicino a Raiola. Ma funzionale anche alla strategia di Fassone (se davvero andrà in porto la cessione societaria) che punta a parlare direttamente con Donnarumma proprio per fare leva sul suo affetto nei confronti del Milan. Un approccio ideale in questo momento dopo i comportamenti di ieri sera. Ma adesso dovrà depositarsi la furia di tutti i protagonisti in casa rossonera. E più in generale lascia il segno l’ennesima uscita di scena di una squadra inferocita dal prato dello Stadium.
milan ac

serie A
Protagonisti:
Gianluigi Donnarumma

Fonte: Repubblica

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