Calcio, pronta la riforma fiscale: plusvalenze tassate e “sconto” sui contratti lunghi

Calcio, pronta la riforma fiscale: plusvalenze tassate e "sconto" sui contratti lunghi(agf) ROMA – Una riforma fiscale del calcio italiano, per razionalizzare norme evolute col tempo e correggere qualche pasticcio. Il deputato Maurizio Bernardo (Ap-Ncd-CpE), presidente della commissione Finanza alla Camera, ha presentato oggi una proposta di legge che potrebbe cambiare le norme in materia fiscale e tributaria del nostro calciomercato. 

“SCONTO” DEL 4% SU CONTRATTI LUNGHI – Tre i punti chiave della proposta: deducibilità dei compensi delle società ai procuratori, deducibilità del costo del lavoro degli atleti professionisti e trattamento delle plusvalenze. Tre temi su cui era necessario correggere sovrapposizioni normative per eliminare le decine di contenziosi che nascevano ogni anno e costavano tempo e risorse allo Stato. Il punto più semplice e forse il più essenziale è il secondo. Appoggiandosi a quanto applicato per i lavoratori stagionali, la proposta firmata da Bernardo assimila i contratti di 4 o 5 anni (il massimo previsto) dei calciatori a quelli a tempo indeterminato del lavoro tradizionale. Il motivo? Intanto la durata della carriera di un calciatore è stimata intorno ai 12 anni, molto più breve rispetto a quella di altri lavoratori. E poi anche volesse una società non può per legge sottoscrivere contratti a tempo indeterminato. L’assimilazione, allora, rende applicabile, solo per quei contratti lunghi, la deducibilità Irap (imposta regionale su attività produttive). Che consente ai club di risparmiare il 4%, deducendolo. Un aiuto soprattutto alle piccole società professionistiche, che spesso vivono sul filo. E ai loro atleti, perché la nuova norma potrebbe favorire contratti più duraturi. 

TASSE SU PROCURATORI E PLUSVALENZE – Gli altri due punti sono decisamente più tecnici: il primo punta a risolvere il vecchio tema dei compensi ai procuratori, dopo le inchieste. In passato gli agenti potevano rappresentare solo una parte in una trattativa di mercato: o il club o (più spesso) l’atleta. Eppure erano spesso le società a pagare anche per il calciatore. Una pratica condannata perché ritenuta compenso mascherato su cui non venivano pagate tasse e contributi. Poi la norma si è evoluta, ora lo stesso agente può rappresentare entrambe le parti. ma la normativa fiscale non è mai stata adeguata.

La proposta Bernardo regolarizza la posizione dell’agente: il club può pagarlo e dedurre i costi sostenuti, purché a monte fosse scritto nel contratto di acquisto che il procuratore rappresentava il club. Altro tema fortemente dibattuto è la tassazione delle plusvalenze: negli ultimi anni era sorta una certa incertezza, qualcuno in serie A aveva anche smesso di pagarle forte di una sentenza favorevole. La proposta di legge prevede invece, in analogia con quanto previsto ai fini Ires (imposta sul reddito delle società), che la plusvalenza su un tesserato da almeno un anno va tassata, ma la tassazione può essere spalmata su 5 periodi di imposta. Una boccata d’ossigeno per chi ci pagava le tasse, l’obbligo a metter mano al portafoglio per tutti gli altri.

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Protagonisti:
Maurizio Bernardo

Fonte: Repubblica

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