Inzaghi: “Allenare meglio che segnare”

Inzaghi sulla copertina di Rivista Undici

Una primo tentativo andato male. Poi la seconda occasione a Venezia. Filippo Inzaghi ha sposato il progetto americano di rilanciare la storica squadra lagunare, centrando la promozione alla prima occasione. Ma il legame con il Milan ed il presidente Berlusconi rimane forte. Di seguito i passaggi salienti in un’intervista al magazine “Rivista 11”.

L’avventura al Venezia

Il Venezia ha messo insieme una rosa ambiziosa, ma proprio per questo è stato complicato gestire la pressione. “A inizio anno era molto complicato. Alla fine abbiamo fatto un’impresa incredibile: non solo abbiamo vinto, ma abbiamo stradominato. Abbiamo reso semplice una cosa molto difficile”.

Fare l’allenatore è più gratificante

Un cambio di prospettiva totale per l’ex centravanti, abituato a fare la differenza in campo. Ma Super Pippo si trova completamente a suo agio nella nuova veste“Fare il giocatore era sicuramente più facile, perché dipendevo solo da me. Però, da allenatore, quando si raggiungono gli obiettivi è molto gratificante, forse anche di più rispetto a quando sei un calciatore”.

L’esperienza al Milan

La prima esperienza da allenatore a 40 anni in uno dei club più importanti del mondo, con il quale ha vinto tutto. Non c’è stato il lieto fine, ma il periodo sulla panchina rossonera è stato formativo per Inzaghi: “Il Milan mi ha dato una grande possibilità, quella di allenare a 40 anni la squadra dove ho vinto tutto. Non è andata bene, ma di questi tempi al Milan non è andata bene a nessuno. Quella stagione non ha intaccato le mie convinzioni, anzi, devo dire che le ha rafforzate”.

Simone, uno dei migliori di Italia

Simone, fratello e collega. Secondo l’ex centravanti l’attuale allenatore della Lazio è pronto alla definitiva consacrazione: “Il compito di Simone era sicuramente più difficile del mio, perché aveva ereditato una situazione molto più problematica. Penso che quest’anno abbia raggiunto la sua consacrazione e sia diventato uno dei migliori allenatori d’Italia”.

Il Milan cinese

Il Milan rimane al centro dei pensieri del numero 9, che dice la sua sul cambio di proprietà: “Quello che hanno fatto Berlusconi e Galliani per il Milan rimarrà nella storia. Per il bene che voglio al Milan e ai suoi tifosi mi auguro che questa proprietà riporti la squadra ai fasti di un tempo. Il tifoso del Milan è un tifoso passionale, ha bisogno di primeggiare”.

La telefonata di Berlusconi

Il rapporto con Berlusconi è sempre stato bellissimo. Filippo racconta un simpatico aneddoto sulla finale di Champions del 2007: “Prima della finale di Champions di Atene, contro il Liverpool. Stavamo mangiando a Milanello e mi vennero a chiamare, perché il presidente era al telefono. Mi disse che avrei fatto gol. Quella telefonata fu di buon auspicio”.

La mentalità da allenatore

Inzaghi chiude raccontando la propria attitudine in panchina. “Bisogna fare il proprio lavoro sempre nel migliore dei modi, credendoci, non lasciando niente di intentato. Io ero così: arrivavo alla partita senza rimpianti, sapendo di averla preparata al meglio. Alla lunga i risultati ti premiano”.

Fonte: SkySport

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