La Repubblica – Una notte da incubo per il Napoli di Sarri: ko e brivido Insigne

È una sconfitta che brucia, soprattutto per le modalità con cui è maturata. Dopo avere rischiato una goleada nella prima mezz’ora, il Napoli si è finalmente scrollato di dosso le sue paure e è uscito a testa alta dall’Etihad Stadium di Manchester, arrendendosi con un più che onorevole 2-1 alla squadra di Guardiola. Ma la strada per la qualificazione agli ottavi di Champions si è fatta lo stesso in salita, complice la contemporanea vittoria dello Shakhtar contro il Feyenoord, in Olanda. E preoccupano, in chiave campionato, la mancanza di personalità dimostrata ieri dagli azzurri per metà partita e gli infortuni di Insigne e Hysaj, costretti a lasciare il campo. Sarri se l’è giocata quasi con i suoi titolarissimi, alla fine: facen do solamente un po’ di turn over in mezzo al campo con Zielinski e Diawara, schierati dal primo minuto al posto di Allan e Jorghino. Pochi calcoli in vista della sfida al vertice di sabato sera al San Paolo con l’Inter, insomma: come invece aveva suggerito alla vigilia Aurelio De Laurentiis, peraltro con garbo. Ma l’allenatore toscano non se l’è sentita di cambiare soprattutto l’assetto della difesa, temendo con le sue buone ragioni la forza d’urto del reparto offensivo del City, schierato nell’occasione da Guardiola a specchio (4-3-3) e con il tridente leggero formato da Sterling, Gabriel Jesus e Sané. A mettere subito in grande difficoltà gli azzurri, però, sono state le sovrapposizioni sulla fascia sinistra di David Silva, che hanno mandato in tilt Hysaj e permesso agli inglesi di sbloccare con irrisoria facilità il risultato. Lo spagnolo è potuto arrivare infatti senza trovare ostacoli fino alla linea di fondo (9’) e ha poi innescato la carambola finalizzata da Sterling con un facile tocco sotto misura. Inesistente l’opposizione di mediani e difensori davanti a Reina, abbandonato al suo destino anche nella azione del raddoppio (13’): favorito da due errori di seguito di Albiol e trasformato in tandem nel secondo gol della partita da De Bruyne e Gabriel Jesus, lasciato libero di realizzare in beata libertà da pochi passi.
Non pervenuto il Napoli: paralizzato dalla paura e incapace di arginare le folate del Manchester City, che ha approfittato de black-out psicologico dei rivali per infierire. Per poco non c’è scappata la goleada, evitata dalla squadra di Sarri con la buona sorte sulla traversa dello scatenato De Bruyne (25’) e poi grazie al salvataggio di Koulibaly (28’) sulla linea. Da incubo la prima mezzora per Hamsik e compagni: irriconoscibili rispetto alle ultime gare di campionato e troppo brutti per essere veri. L’unica cosa da salvare è stata la reazione di orgoglio nel finale del primo tempo, agevolata anche dal leggero pit stop dei giocatori inglesi. Ma gli azzurri sono stati traditi pure da Mertens (38’), che s’è fatto parare da Ederson il rigore (netta trattenuta di Walker su Albiol) e ha fatto disperare i 2700 tifosi al seguito: ovviamente parecchio delusi all’intervallo. La ripresa è stata tutta un’altra storia, con Allan in campo, un gol sfiorato da Hamsik e il secondo rigore segnato da Diawara (27’). Troppo tardi per riparare agli errori iniziali.

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