Italia, questo è il 1958. Un altro flop Mondiale

Come Honduras e Australia

In realtà i due percorsi italiani, sebbene distanziati da 60 anni ed ere calcistiche ineguagliabili, tracciano binari paralleli. Campioni del mondo in Germania nel 2006, gli Azzurri hanno pagato dazio nei due appuntamenti seguenti: disastroso il Lippi-bis in Sudafrica con l’ultimo posto nel girone alle spalle di Paraguay, Slovacchia e Nuova Zelanda, altrettanto deludente il flop in Brasile perdendo contro Costa Rica e Uruguay. Circoscritto alle edizioni del 2010 e del 2014, il bilancio dell’Italia recita l’eliminazione nella fase a gironi come Australia, Camerun, Costa d’Avorio e Honduras. Ben quattro di queste cinque squadre non presenzieranno in Russia, d’altronde il playoff intercontinentale tra Australia e Honduras concederà solo un posto per la fase finale. Evitiamo d’indugiare sul valore oggettivo della nostra Nazionale, iscritta a questo elenco ma indubbiamente superiore per mezzi e tradizione. Gli interrogativi vanno posti piuttosto su una crisi generazionale mai sanata, problematica accantonata complici i miraggi degli Europei: quarti di finale nel 2008 e nel 2016, piazzamenti intervallati dal 2° posto nel 2012. Risultati in controtendenza con un trend mondiale terribile, d’altro canto il solo Prandelli ha affrontato il doppio impegno nei grandi tornei a differenza di Donadoni e Conte esentati dalla ribalta extraeuropea. Rinviata colpevolmente la rivoluzione, l’Italia assisterà da casa a Russia 2018 senza le idee e gli uomini ideali per figurare tra le 32 migliori squadre del mondo. Il punto più basso del nostro movimento calcistico si riflette con il 1958, confronto che suggerisce un deciso rinnovamento ovvero la tappa obbligata per tornare ad alti livelli. Chi ci lascia dalla notte di San Siro è invece Gigi Buffon, leggenda che meritava un finale diverso.

Fonte: SkySport

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