Allegri: “Il nostro segreto? Il DNA vincente”

Una vittoria sofferta e arrivata soltanto nel secondo tempo grazie a un guizzo di Federico Bernardeschi. Una grande prestazione del Cagliari non basta, la Juventus ottiene tre punti fondamentali e resta a -1 dal Napoli. Tra i bianconeri c’è anche apprensione per le condizioni di Dybala, uscito ad inizio ripresa per un problema muscolare. Douglas Costa, entrato al suo posto, ha fornito l’assist a Bernardeschi. Massimiliano Allegri ha commentato ai microfoni di Sky Calcio Club la gara, a partire dagli episodi arbitrali: “Non li commento mai, ma a Bergamo feci una dichiarazione sul Var, tutti mi attaccarono. Aspettavo tutti al varco, ora tutti si lamentano. Il Var va usato per gli episodi oggettivi e macroscopici. Detto questo, la Juve stasera si è adattata alla partita, giocare qui a Cagliari non è semplice. Il campo è più piccolo e c’è ampiezza da ricercare. Siamo stati poco reattivi sulla seconda palla. Abbiamo rischiato però più nel primo tempo, poi ho detto ai ragazzi che bisognava sfruttare gli episodi giusti”.

“Il Var doveva togliere la polemica, invece l’ha aumentata”

Questa vittoria era importante, era per noi la dodicesima partita e ne abbiamo vinte 11, con un pareggio. Siamo agli ottavi di Champions League, in semifinale di Coppa Italia e in scia al Napoli grazie a questi tre punti: vincere era l’obiettivo di stasera, sapendo anche che poteva venir fuori una brutta partita. Il cambio Dybala-Dougla Costa? Cercavo uno che allungasse la squadra, mettendo Bernardeschi in posizione ibrida per liberare Douglas per fargli giocare l’1vs1 e Higuain contro Ceppitelli”. Sugli infortunati Dybala e Khedira, Allegri dice: “Khedira ha preso una botta in testa, per Dybala la sensazione è che si sia fatto un po’ male, per fortuna c’è la sosta e avrà più tempo per recuperare”. Poi l’allenatore bianconero torna sul Var: “Doveva togliere la polemica e invece l’ha aumentata. Però ci sono situazioni che vanno chiarite. Strumento importante, ma sull’applicazione c’è da lavorare. Cosa spinge la Juve a non mollare nemmeno dopo 6 scudetti di fila? E’ il DNA della società che va avanti. La voglia di vincere e mettere da parte le vittorie passate e andare avanti, non bisogna porsi limiti”.

Fonte: SkySport

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