Cairo: “Non mi pento di aver tenuto Belotti”

Europa in stand-by

La classifica per i posti validi per l’Europa League è molto corta, ma Cairo preferisce non sbilanciarsi adesso: “L’obiettivo che avevamo nel biennio era arrivare in Europa, adesso penso che sia importante fare punti e in base ai risultati poi vedremo dove arriveremo. Non ci ha portato molto bene parlarne chiaramente di Europa, Mazzari poi è una persona molto ambiziosa: tutti abbiamo in testa quell’obiettivo ma diciamolo meno e pensiamo a fare punti perché i nostri tifosi meritano grandi soddisfazioni”. Il presidente ha anche affrontato la crisi di Belotti, dicendosi convinto della scelta di non venderlo in estate: “Sono contento di averlo tenuto, era una specie di patto fatto anche con i tifosi, se abbiamo detto che lo avremmo tenuto per offerte inferiori alla clausola si doveva rispettare la parola data. Poi penso che Andrea possa tornare sicuramente a fare le cose belle dello scorso anno, con Mazzarri poi sono sicuro che possa ritrovarsi come tanti attaccanti hanno fatto con lui: penso a Cavani e Bianchi ad esempio. Penso che questa unione gli porterà soltanto bene. Niang sono sicuro che potrà rilanciarsi, Okaka non è una trattativa avviata perché noi abbiamo Belotti nel ruolo e l’alternativa può farla Niang che può giocare anche esterno. Poi voglio parlarne bene anche con Petrachi e Mazzarri quando avrà anche lui un’idea più chiara”.

Capitolo VAR

In ultimo, Cairo ha ribadito il suo pensiero favorevole agli arbitri assistenti in video. “Sono assolutamente favorevole al VAR, non lo discuto. Gli errori possono esserci e so che si è già al lavoro per capire dove si possa migliorare. Non mi interessa se sono stato penalizzato, penso che lo strumento sia importante e utilissimo, bisogna solo utilizzarlo meglio: se si passa dal calesse all’automobile ci sono stati incidenti e non vuol dire che non sia stata una buona introduzione. Io ho sostenuto che era meglio giocare a Natale, ma non ho voluto una sosta così lunga. Dare la sosta ai giocatori in un periodo in cui eravamo abituati a giocare però non mi pare una cosa logica. Poi i giorni di riposo si davano anche prima. La gente comunque ha risposto bene, c’è stato un incremento del 10% nelle presenze allo stadio” ha concluso il presidente del Toro.

Fonte: SkySport

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