
Crotone, Cagliari e ora… Lazio. Il Milan cerca il tris di vittorie consecutive, vuole continuare il periodo positivo e di crescita e non frenare il suo inseguimento alla sesta piazza, al momento occupata dalla Sampdoria. Oltre ai risultati, nelle ultime settimane si è notato un miglioramento dal punto di vista del gioco e dei singoli, Kessié su tutti, oltre a una difesa più organizzata e concentrata, in grado di non correre grandi pericoli in un campo ostico come Firenze e non subire quasi nulla contro Crotone e Cagliari, fatta eccezione per la rete di Barella causata da un non perfetto intervento di Donnarumma. Ecco perché la sfida ai biancocelesti diventa una prova di maturità su più fronti. La difesa, che sarà orfana di Ricardo Rodriguez dopo l’espulsione e conseguente squalifica rimediata al Sant’Elia, dovrà mostrare i suoi progressi contro l’attacco più prolifico del campionato e il quarto migliore d’Europa, con 53 gol all’attivo, il doppio di quelli messi a segno dal Milan. Proprio nel match d’andata iniziarono a suonare i primi campanelli d’allarme in casa rossonera, con la squadra allora guidata da Vincenzo Montella surclassata da quattro reti e incapace di rispondere ai colpi subiti. Questa volta però potrebbe non esserci Ciro Immobile a creare il panico nella retroguardia milanista, il che sarebbe una manna dal cielo per i rossoneri e forse un piccolo segnale che la ruota comincia a girare. È nel reparto offensivo che il Milan continua a non convincere. I gol arrivano col contagocce e soprattutto dai piedi o dalla testa di centrocampisti e difensori. Gli attaccanti? Non pervenuti. Cutrone è l’unico che regala belle speranze, Andrè Silva è ancora a secco e Kalinic non segna dalla trasferta di Benevento del 3 dicembre.
Fonte: SkySport



