Lega Serie A, ancora una fumata nera sulla governance

MILANO – Mentre è ancora in corso l’assemblea della Lega Serie A, iniziata con 4 ore di ritardo e con all’ordine del giorno l’assegnazione dei diritti tv e la scelta della Governance, c’è già un importante esito della giornata. Niente da fare: oggi a Milano ancora una fumata nera. Non sono stati eletti i nove organi dirigenziali, dal presidenti all’ad, sino ai consiglieri di Lega. I due gruppi rivali, i riformisti e i lotitiani, si sono incontrati a parte, non è possibile al momento raggiungere il quorum di 14 voti.

Lunedì scade il commissariamento di Tavecchio, Simonelli sarà il garante (lo ha già fatto, è molto stimato e alcuni club lo vorrebbero come presidente). Tempo un mese e scatta la mannaia di Malagò: se la Lega non risolve il problema della governance e dello statuto, il presidente del Coni commissaria la Figc, anche se lunedì a Fiumicino verrà eletto un presidente fra Sibilia, il favorito, Gravina e Tommasi. Ma la Lega entro dieci giorni potrebbe farcela. “Siamo avviati sulla buona strada “ ci diceva ieri Urbano Cairo, patron del Toro.

In mattinata, prima dell’assemblea, alcune società del fronte cosiddetto ‘riformista’ (Juventus, Inter, Roma, Torino, Fiorentina, Sampdoria, Cagliari, Sassuolo, Bologna e Spal) hanno incontrato due dei tre candidati alla presidenza della Federcalcio, il n.1 dell’Assocalciatori, Damiano Tommasi, e quello della Lega Pro, Gabriele Gravina. Secondo quanto filtra questi club, che rappresentano la metà della Lega Serie A e quindi il 6% dei voti nell’assemblea federale, avrebbero chiesto a uno fra Tommasi e Gravina di fare un passo indietro, pronti a convergere sull’altro.  Gli altri club sarebbero schierati con il terzo candidato, Cosimo Sibilia.

Intanto i presidenti sono ancora riuniti per definire la questione dei diritti tv che diventa sempre più complicata. Ieri è terminata la trattativa privata tra la delegazione della Lega e i dirigenti di Sky e Mediaset. Sembra che non siano stati fatti sostanziali passi avanti rispetto all’ultima offerta: Sky Italia avrebbe alzato la propria offerta sui pacchetti d1 e d2, che riguarda i diritti tv di 12 squadre della serie a per il triennio 2018-2021, ma solo leggermente e di circa 70 milioni, arrivando a 150 milioni. Tutto ciò a fronte tuttavia di una base d’asta fissata dalla lega calcio per questo pacchetto a quota 310 milioni più 10 milioni di oneri accessori. Con questo rilancio, arrivato dopo la trattativa privata degli ultimi giorni, il totale delle offerte arrivate in lega è pari a 830 milioni circa, ben sotto gli 1,05 miliardi che la lega stessa contava di incassare. A questo punto l’assemblea di lega farà il punto sulle offerte compresa quella di mediapro che ha messo sul piatto fino a 990 milioni per l’intero pacchetto.

Mediaset invece avrebbe confermato l’offerta presentata lunedì scorso (pari a 200 milioni di euro) per il pacchetto dei diritti riguardanti in match di otto big (esclusa la Roma) per il digitale terrestre. Sembra difficile, a questo punto, che l’assemblea dei presidenti della massima serie decida di assegnare i diritti, mentre si fa sempre più concreta l’ipotesi che si vada all’apertura dell’unica busta arrivata per il secondo bando (quello riservato agli intermediari), consegnata dagli spagnoli di Mediapro.

Fonte: Repubblica.it

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