
Anche papà Enrico impiegò un po’ di tempo prima di riuscire a segnare alla Juventus; poi però, quando si sbloccò, ci prese gusto. È il pensiero che rassicura Federico a poche ore dal suo quarto confronto con i bianconeri, ai quali sogna di fare gol dal giorno dell’esordio in A. 20 agosto 2016, prima di campionato, Paulo Sousa lo schiera con coraggio, titolare per i primi 45’. Si gioca allo Stadium e il piccolo Chiesa, 19 anni da compiere, non lo conosce quasi nessuno. Di certo non lo riconosce uno degli steward dello stadio, che lo blocca quando lui, dopo la doccia all’intervallo, chiede di poter tornare a bordocampo.
“Lei non sa chi sono io!”, avrebbe tuonato un altro. Non Chiesa jr, figlio d’arte che pian piano si sta scrollando di dosso anche quella pesante etichetta: la Fiorentina l’ha eletto uomo-immagine, per i tifosi è già un simbolo. Dei due Federico cresciuti insieme nel settore giovanile lui è quello che ha scelto di rimanere, per l’altro, probabilmente, saranno solo fischi.
Fonte: SkySport


