
La squadra rossoblù non aveva saputo più fare a meno di lui. Velocità, dribbling e sacrificio sulla fascia, oltre a una personalità difficile da rintracciare nei suoi coetanei. Caratteristiche che avevano permesso al Caen alla fine di conquistare la salvezza, con Karamoh parte attiva in 9 dei 36 gol messi a segno dall’intera squadra, vale a dire il 25%, frutto di 5 reti e 4 assist. Un rendimento fuori dall’ordinario per un ragazzo di soli 18 anni, chiamato nonostante la giovane età a caricarsi sulle spalle la squadra. Alla 16^ giornata contro il Dijon aveva fatto l’en plein, siglando un gol e fornendo un assist vincente. Il più piccolo, negli ultimi 10 anni del campionato francese, a riuscire a compiere questa piccola impresa. Non contento, si era ripetuto allo stesso modo la settimana dopo contro il Metz, contribuendo alla vittoria per 3-0. Aveva chiuso la stagione con 35 presenze, divenendo l’under 20 più utilizzato nei maggiori campionati europei. 2185 minuti che hanno colpito l’occhio di Walter Sabatini, un direttore sportivo che ai giovani ha sempre dato grande attenzione, con risultati non sempre perfetti. Il ds si è convinto a portarlo in nerazzurro, sperando in risultati migliori rispetto a quelli che aveva dato ai cugini del Milan, un altro ‘enfant prodige’ acquistato dal Caen, M’baye Niang. Adesso, a quasi cinque mesi e mezzo di distanza dal suo arrivo, il classe ’98 francese ha potuto dare lampi del suo talento anche in un campionato certamente più complicato della Ligue 1. A Milano Karamoh ha avuto bisogno di tempo per ambientarsi, ma si è subito adattato alla cucina italiana: gli piace infatti tantissimo la pasta, oltre ad uscire pazzo per l’avocado. È fidanzato, vive con la famiglia e come molti altri ragazzi della sua età passa il tempo libero a giocare alla playstation e a seguire in tv l’altra sua grande passione, l’NBA. L’Inter gongola perché Spalletti potrebbe aver trovato una piccola soluzione ai problemi che hanno contraddistinto gli ultimi due mesi nerazzurri. Nel frattempo ha regalato tre punti e di questi tempi non c’è medicina migliore.
Fonte: SkySport


