Derby dell’autogestione al Milan, ma vincono tutti

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Derby dell’autogestione al Milan, ma vincono tutti

Ma anche e soprattutto chi in finale non c’è arrivato, come detto, merita più di un plauso. A cominciare dalla terza classificata, quel Sassuolo di mister Francesco Cattani, che senza perdere una gara, cede ai rigori in semifinale e dopo le lacrime di quasi tutto lo spogliatoio, il giorno seguente si rialza e batte la Lazio. Con una proposta choc che i ragazzi lanciano all’allenatore. “Ehi mister, ci siamo divertiti. Quando ci proviamo in campionato?”

Ma anche Roma e Juventus, al secondo anno di “laboratorio”. Che hanno perfettamente colto l’essenza del “lasciamoli giocare” e di cosa si capti come messaggio dalle tribune. Piero Panzanaro, allenatore dei bianconeri, vede nell’idea un entusiasmo contagioso e ancora inzuppato dall’acqua rilancia all’anno prossimo la sfida del suo gruppo. Ma anche Davide Brunello del Genoa e Marco Mandelli dell’Inter notano come il divertimento e la responsabilità di fare cose che i ragazzi di solito danno per scontate (trovarsi il riscaldamento impostato, la gara con movimenti già calendarizzati da adulti, pensare ed eseguire eventuali cambi) sia un perfetto mix di crescita. Nicola Saviolo del Veronainvece deve gestire il suo “primo allenatore” che ha troppa personalità e a tratti sceglie la via autoritaria. Mentre Andrea Camanzi della Spal, si trova catapultato nella scelta obbligata del suo gruppo su un unico elemento. Lui si diverte, i compagni lo riconoscono come “il più bravo ” e allora veramente un adulto che deve fare se non lasciare il calcio in mano ai protagonisti sul campo?

Fonte: SkySport

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