Totti: “Con Spalletti non ci sarà mai confronto”

Dall’amore per la Roma all’unico rammarico che Totti ha per la sua carriera, il Pallone d’Oro: “E’ una delle cose che mi è mancata personalmente. Però sapevo pure che quel buco poteva rimanere vuoto. Perché giocando con la Roma avevo meno possibilità rispetto ad altri giocatori che giocavano con il Real Madrid, Juventus, Milan… avevano più visibilità in campo internazionale, anche perché il Pallone d’Oro si vince vincendo la Champions o il Mondiale, oppure qualche altro trofeo importante. E io avendo vinto col club uno Scudetto, due Supercoppa italiana e due Coppa Italia, non ero in grado di poter combattere con loro”

Quello di oggi, in ogni caso, è un calcio decisamente diverso rispetto a quello dei primi anni di carriera di Totti, soprattutto per quanto riguarda l’attaccamento alla maglia. Sono sempre meno i giocatori che proprio come l’ex numero 10 della Roma rimangono per tutta la carriera in una sola squadra e Totti non crede possa nascere a breve un giocatore in grado di percorrere le sue stesse orme: “Non penso che esista un altro Totti e che nel caso possa rimanere a lungo nella Roma. Conta il business. Man mano che si va avanti le condizioni economiche aumentano, per tutti i giocatori. Un giovane che gioca alla Roma, difficile che crescendo rimanga e possa fare le stesse cose che abbiamo fatto io o Daniele De Rossi: è difficile perché pensano di andarli a comprare all’estero. Perciò la vedo diversa e impossibile da quello che è successo con noi. Prima si pensava più al giovane promettente che andando a scoprire un giovane brasiliano, argentino, sudamericano, qualsiasi altro paese nel mondo, la vivevi diversamente. C’erano meno stranieri, era più raccolto, era più bello come calcio”

Infine il suo nuovo ruolo, quello di dirigente, nel quale Totti sarà costretto a prendere decisioni di altro tipo rispetto a quelle che eseguiva in campo, a partite dalle scelte di mercato: “Ma se dipendesse da me spenderei qualsiasi cifra al mondo per comprare i giocatori più forti, anche perché per vincere servono giocatori forti. Questo l’ho sempre detto e lo dirò sempre. Però poi non sono io a cacciare i soldi, è il presidente, è il presidente che decide, il presidente metterà un budget e in base a quel budget dovrà essere bravo a costruire una squadra. In questo mercato pazzo? Io costerei 200 milioni“.

Fonte: SkySport

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