Mancini: “Italia mi manchi. Io Ct? Straordinario”

Hai usato il termine “fantastico”. Nella tua carriera da allenatore ci sono due imprese fantastiche: tu hai riportato a vincere l’Inter dopo tanto tempo, poi ancora di più un Manchester City che ha avuto buoni giocatori, ma in un ambiente che non aveva mentalità vincente. Qual è l’impresa a te più cara?
Devo dire che sono legato a tutte le mie squadre, perché la mia prima vittoria di allenatore è stata con la Fiorentina in finale di coppa contro il Parma che era nettamente più forte di noi. Sono legato a tutte le vittorie. L’Inter era una squadra che stava costruendo da anni, non era riuscita a vincere neanche con Ronaldo che è stato forse il miglior giocatore del mondo, il migliore che sia passato all’Inter probabilmente. Però era una squadra che stava costruendo, e credo che lì, in parte, anzi molto, il merito vada a Moratti. E’ lui che ha costruito questa squadra, è riuscito a prendere giocatori importanti. Noi abbiamo lavorato bene e ci siamo riusciti, quindi sicuramente ho un bellissimo ricordo. Col City è un po’ diverso perché era una squadra che praticamente non aveva mai vinto; non sono stati facili i primi mesi, però anche lì poi siamo riusciti a prendere dei giocatori per me fortissimi, che nessuno prendeva: perché David Silva in quel momento lì non lo prendeva nessuno, eppure era stato un giocatore che nel Valencia aveva fatto cose straordinarie. Nel Real Madrid, nel Barcellona…Yayà Tourè, lasciato andare dal Barcellona, Aguero: giocatori che ancora oggi fanno la differenza, dopo 7-8 anni. Al City è stato bello perché abbiamo costruito dal niente e in un anno e mezzo siamo riusciti ad essere una delle migliori squadre della Premier League. Sicuramente un bellissimo ricordo.
Torneresti in Premier League?
Mah, mi piacerebbe fare esperienze in altri campionati, però è chiaro che la Premier League è forse il campionato più bello. Ci tornerei, ma andrei in una squadra che non vince da tempo, perché andare in quelle che vincono sempre, insomma!
Perché la Premier è un punto di riferimento?
Perché è un bel campionato, perché i giocatori danno tutto sia in partita che in allenamento, gli stadi son sempre pieni, ogni partita che fai c’è un grande pubblico e tanto entusiasmo. Ogni competizione, in ogni stadio; giochi una partita di Carling Cup e lo stadio è pieno. E’ tutto quello che gira intorno alla Premier League. La vera bellezza penso sia la globalità della Premier League.
 

Fonte: SkySport

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