Milan-Inter, le chiavi tattiche della sfida

Un mese fa il Milan si affacciava al derby avendo messo in fila 13 risultati utili consecutivi, con una difesa che aveva subito un solo gol in 8 partite. Nelle ultime due partite che precedevano il derby aveva battuto la Roma in trasferta e pochi giorni dopo aveva conquistato la finale di Coppa Italia superando ai rigori la Lazio. Era, insomma, una squadra nel periodo migliore della sua stagione. L’Inter, al contrario, aveva vinto appena due volte nelle undici partite prima del derby, contro il Bologna e il Benevento: concedeva gol con una regolarità che tradiva le sicurezze difensive costruite nella prima parte del campionato, i suoi giocatori migliori erano alle prese con un infortunio (Icardi) o stavano attraversando un periodo di preoccupante involuzione (Perisic) e rimanevano irrisolti i quesiti tattici (la ricerca ossessiva del cross, innanzitutto, e la difficoltà a trovare un trequartista affidabile) che ne inaridivano la manovra. La squadra di Luciano Spalletti era nel peggior momento della stagione e, dopo essere scivolata al quarto posto, con una sconfitta avrebbe dato ulteriore credibilità alle speranze di rimonta del Milan, che avrebbe accorciato il distacco a 4 punti.

Quel derby non si è giocato come segno di rispetto e dolore per la perdita di Davide Astori, e oggi gli stati di forma di Milan e Inter sembrano essersi ribaltati. Il calendario ha imposto ai rossoneri di alzare il livello, ma le risposte arrivate dalle sfide contro l’Arsenal e la Juventus sono state ambigue. Nonostante alcuni segnali incoraggianti nelle prestazioni, il conto alle fine è stato di tre sconfitte. Di più: nelle ultime cinque partite il Milan ha vinto solo due volte, all’ultimo secondo contro il Genoa e in rimonta contro il Chievo. La solidità difensiva raggiunta con Gattuso non ha retto contro gli avversari di livello superiore: a parte la gara col Genoa, la difesa ha sempre subito gol.

L’Inter, da parte sua, non subisce gol da quattro partite, e alla ritrovata solidità ha aggiunto la freschezza offensiva che nelle ultime due giornate le ha permesso di segnare cinque gol alla Sampdoria e tre al Verona. Icardi e Perisic, che si sono divisi gli ultimi otto gol nerazzurri (6 l’argentino, 2 il croato), vivono un momento di forma eccezionale e Spalletti sembra aver trovato la quadratura abbassando Brozovic a centrocampo e inserendo Rafinha sulla trequarti (da tre partite la formazione iniziale non cambia).

Milan e Inter si sono sfidate già due volte in questa stagione: all’andata in campionato i rossoneri giocavano con la difesa a 3 e Suso da seconda punta dietro André Silva, un esperimento che non era servito né a difendere meglio l’area di rigore né a rendere più fluida la manovra. L’Inter aveva vinto la partita seguendo il classico copione: passando dalle fasce con Perisic e Candreva e contando sull’infallibilità di Icardi in area di rigore. I cambi offensivi di Montella nel secondo tempo, con Suso arretrato a mezzala, avevano permesso al Milan di rendersi più pericoloso, ma allo stesso tempo avevano creato il contesto ideale per l’Inter, che poteva attaccare in campo aperto esaltando i suoi portatori di palla.

Dopo aver esonerato Montella e promosso Gattuso, il Milan ha affrontato di nuovo l’Inter nei quarti di Coppa Italia. Gattuso si è preoccupato innanzitutto di non concedere spazi in cui far correre i giocatori più pericolosi dell’Inter, con una gara di attesa nella propria metà campo che sacrificava la brillantezza della manovra per non aprire spazi nello schieramento e allungare il campo da difendere in transizione. L’Inter aveva mostrato grandi difficoltà ad attaccare a difesa schierata ed era stata punita da un gol di Cutrone nei tempi supplementari.

Fonte: SkySport

Segui il canale PianetAzzurro.it su WhatsApp, clicca qui