Il derby della vendetta e dei rimpianti

Ancora se il Manchester City di Guardiola era ancora ferito da quanto successo a Liverpool in settimana, il derby con lo United sembrava l’occasione giusta per fare festa: non solo avrebbero potuto alzare finalmente il trofeo di campioni della Premier League, ma lo avrebbero potuto fare nello stadio dei propri rivali storici – il Teatro dei Sogni, appunto. Poi, avrebbero potuto andarsi a giocare le loro possibilità di rimonta sul Liverpool, con la consapevolezza di aver già scritto una delle più belle pagine della storia del club (e della Premier League).

Il City ha persino chiuso il primo tempo in vantaggio per 2-0, restituendo una sensazione di dominio assoluta. A quel punto, però, la squadra di Mourinho si è ribellata all’idea di vedere i cugini festeggiare in casa propria e, con un plot twist degno del campionato più spettacolare al mondo, ha ribaltato completamento il risultato dell’incontro. Fino a pochi giorni fa sarebbe stato assurdo parlare di un’ipotetica fragilità per il City di Guardiola, oggi invece non è così azzardato pensare che il Liverpool possa aver aperto una ferita insanabile, di cui l’avvoltoio Mourinho ha subito approfittato.

Non sapremo mai con esattezza cosa sia successo nei due spogliatoi all’intervallo, se in quello del City stava già festeggiando il titolo mentre Mourinho chiedeva ai suoi di non continuare a fare i “clown” alla festa scudetto dei cugini, ma se lo United del primo tempo era una squadra svuotata – che ha creato esattamente zero xG, tirando in porta zero volte, contro le nove di un City pimpante e ansioso di prendersi la Premier League –  nel secondo la squadra di Mourinho aveva tutta un’altra vitalità.

Va detto che anche a fronte di una pericolosità aumentata, il Manchester United nel secondo tempo è stato soprattutto bravo a massimizzare i profitti delle occasioni create. Se questa rimonta ha una faccia è senz’altro quella di Paul Pogba, che ha dominato in tutte le fasi di gioco, aumentando i rimpianti per questa stagione storta, passata in gran parte lontano dai riflettori e dal campo da gioco.

Fonte: Sky

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