Come si affronta il Liverpool

Nella gara di ottobre, terminata 0-0, Mourinho ha limitato i centrocampisti del Liverpool, sovrapponendo il triangolo del suo 4-2-3-1 su quello del 4-3-3 di Klopp, in modo da creare una serie di duelli individuali.

Il Liverpool ha massacrato il City sulle seconde palle. La Roma come potrà gestire questa situazione? C’è davvero una distanza incolmabile tra le due squadre a livello di intensità?

Sul piano dell’intensità globale, la Roma potrebbe pagare qualcosa, anche perché, a parità di condizione fisica, oltre alla capacità di resistere allo sforzo, gli uomini di Klopp sono probabilmente più veloci di diversi titolari giallorossi (da Fazio a Strootman, passando per Kolarov e De Rossi). Ma l’esercizio dell’intensità va di pari passo con la restrizione dei confini spaziali del campo: difendendo come un’unica unità e rimanendo compatti, i giallorossi potranno ridurre il gap con i velocisti del Liverpool.

Sarà poi importante affidarsi a quei giocatori che per le loro eccezionali doti fisiche possono rimediare ad eventuali scompensi strutturali. Manolas, che con la sua accelerazione può competere anche con Salah, Firmino e Mané; Nainggolan, che grazie alla sua resistenza e fisicità può essere l’uomo-ovunque del centrocampo; Dzeko, che può sfruttare il fisico e la sua capacità di calamitare i palloni aerei per fungere da valvola di sfogo quando i difensori saranno messi in difficoltà dal pressing avversario.

Quali potrebbero essere le situazioni di vantaggio per la Roma?

Il centrocampo del Liverpool è probabilmente il reparto con la qualità globale inferiore, anche se in questa stagione, la tattica di squadra e il ritmo di gioco sono riusciti a mascherare le lacune tecnico-tattiche dei centrocampisti di Klopp. Se per il numero di gol realizzati, l’attacco del Liverpool può dirsi superiore a quello della Roma, il centrocampo dei giallorossi può vantare più esperienza e più completezza di quello del Liverpool, soprattutto dopo l’infortunio alla schiena di Emre Can, e l’ennesima ricaduta di Lallana (partito per curarsi in Sud Africa), che salvo miracoli non saranno a disposizione se non per l’eventuale finale.

C’è poi la possibilità di affidarsi ad un attaccante praticamente unico nel suo genere come Edin Dzeko, soprattutto nella sua versione onnipotente manifestatasi nel 3-0 al Barcellona. Se il pressing di entrambe le squadre rendesse ai difensori impossibile giocare il pallone a terra, quelli giallorossi avrebbero la possibilità di affidarsi al loro “target-man”, un po’ come accade proprio nel calcio inglese. Quale migliore strumento del corpo dell’attaccante bosniaco per contendere le seconde palle e rivolgere verso il Liverpool le sue stesse armi? Occhio poi ai calci piazzati che i “Reds” hanno sempre avuto qualche difficoltà a difendere e dove la Roma può sfruttare le sue torri.

Fonte: SkySport

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