Inter-Juventus, le chiavi tattiche della sfida

All’andata fu una partita molto bloccata, ma stavolta sia l’Inter che la Juve hanno bisogno dei 3 punti. Dobbiamo aspettarci una partita più aperta?

L’auspicio di tutti è che si possa assistere a una partita finalmente giocata a viso aperto. La storia della Serie A ci ha però insegnato che quando c’è un’alta posta in palio, e in questo caso sia l’Inter che la Juventus si giocano una stagione, l’atteggiamento delle squadre diventa conservativo. Allegri, nella sua conferenza stampa, ha indirettamente confermato una certa prudenza, quanto meno nella prima fase del match, ribadendo un concetto ricorrente nella sua dialettica per cui le partite come questa «si giocano in quattordici». Nell’idea di calcio di Allegri, la scelta degli uomini e della strategia iniziale dev’essere improntata all’equilibrio e all’annullamento dei punti di forza avversari. Poi, in corso d’opera, confrontando le risposte del campo con le necessità del risultato, si può pensare di intervenire sull’assetto iniziale, muovendo gli undici in campo o utilizzando i tre cambi dalla panchina.

Da parte sua Spalletti ha avuto un atteggiamento che potremmo definire ondivago, per non dire contraddittorio. Da un lato ha cercato di alzare le energie emotive dei suoi calciatori: «Se la Juve è arrabbiata, noi siamo ferocissimi». Dall’altro lato, però, ha riconosciuto che non sarà possibile per l’Inter fare una partita aggressiva, in pressione sull’avversario, accampati nell’altra metà campo, per le qualità offensive della Juventus. Quindi anche dai nerazzurri è probabile attendersi una partita accorta e in controllo degli spazi. Una volta riconquistata la palla, presumibilmente dalle parti di Handanovic dato l’atteggiamento appena descritto, l’Inter potrebbe pensare di risalire il campo più con i lanci che attraverso il palleggio. Nello scenario appena descritto, per le speranze di successo interiste diventerebbe fondamentale la vena di Ivan Perisic.

Allegri ha continuato a variare modulo, quale è più probabile che utilizzi contro l’Inter?

Allegri dovrebbe confermare il 4-3-3, che è il modulo che quest’anno ha dato maggiori certezze all’allenatore toscano, anche se non è quello più impiegato in campionato. La sua Juventus è scesa in campo con il 4-2-3-1 in 16 incontri di Serie A, ottenendo 11 vittorie, 4 pareggi e 1 sconfitta, con una media di 2,31 punti a partita. Con il 4-3-3 la Juventus in Serie A ha conseguito 9 vittorie e 1 sconfitta, per una media di 2,8 punti a partita. Con quest’ultima configurazione Allegri riesce ad ottenere il meglio soprattutto dagli uomini impegnati nel triangolo di centrocampo. Matuidi, quando è stato al massimo della condizione fisica, permetteva a tutta la squadra di alzarsi in pressione nella metà campo avversaria, oltre a essere una minaccia aggiuntiva con i suoi inserimenti in area di rigore. Khedira, da mezzala nel 4-3-3, può meglio assecondare il suo istinto ad aggredire in avanti, forte della maggiore copertura alle sue spalle, rispetto a quando è impiegato da mediano nel 4-2-3-1. Infine Pjanic può ottenere di più dalle sue doti di regia, grazie al maggior numero di linee di passaggio che si generano naturalmente nel 4-3-3. Il tema della risalita palleggiata del campo è cruciale nella stagione della Juventus (col Napoli le è praticamente costata la partita), perché rispetto allo scorso anno i bianconeri hanno perso molta qualità nell’impostazione dal basso quando sono pressati.

C’è spazio per Dybala nel 4-3-3?

Non esiste un vero problema tra Dybala e il 4-3-3. Esiste un problema di aggiustamenti, intorno alle caratteristiche tecniche che Dybala porta in campo, difficili da implementare in un 4-3-3. Nel 4-2-3-1, Dybala parte da una posizione centrale, sotto punta, affiancato da un’ala pura come Cuadrado, che crea ampiezza e costringe gli avversari ad allargare le proprie maglie. Così Dybala trova più spazi per le ricezioni tra le linee. Khedira si integra meglio con Dybala perché nel 4-2-3-1 deve limitare le sue sortite offensive, scegliendo solo determinate opportunità e andando ad attaccare gli spazi liberati dai movimenti di Dybala.

Fonte: SkySport

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