Italia, 80 anni fa la storica doppietta Mondiale

L’Italia si era affacciata in quel torneo due settimane prima, con la gara inaugurale di Marsiglia contro la Norvegia. Una partita dura, sofferta, vinta dagli azzurri solo ai supplementari grazie al 2-1 decisivo di Piola. In difesa, come terzino destro, aveva agito Monzeglio al posto di Foni, scelta dettata non da Pozzo, che preferiva il secondo, bensì da Mussolini in persona, che attraverso il presidente della Federcalcio di allora, Giorgio Vaccaro, aveva imposto l’utilizzo del suo insegnante di tennis a Villa Torlonia. Monzeglio, per l’appunto. I giocatori azzurri, su tutti Piola, avevano dato la colpa della brutta prestazione iniziale al lungo ritiro imposto da Pozzo: quasi un mese tra l’inizio del raduno in Piemonte e la prima gara di Marsiglia, così come piaceva all’allenatore-alpino. L’altro aspetto fu proprio quello politico. La squadra italiana fece il saluto fascista al termine dell’inno nazionale, nella fattispecie la marcia reale, così come era stato imposto in tutto il Paese con un foglio d’ordine governativo datato 1933. Al pubblico presente sugli spalti, quelle braccia tese apparvero come una provocazione, specie al migliaio di esuli antifascisti che nei mesi e negli anni precedenti avevano riparato a Marsiglia, la città in cui maggiore era la presenza di fuoriusciti. Dirà Pozzo nei suoi ricordi: “Un boato ci sommerse”.

Fu solo l’antipasto di quanto avvenne sette giorni dopo a Parigi, stavolta contro i padroni di casa della Francia. Si giocò allo stadio olimpico de Colombes, davanti a 60mila spettatori, tutti – tra francesi e antifascisti italiani – schierati contro la squadra di Pozzo. Per rispondere alle polemiche, che si manifestavano ogni giorno persino al di fuori dagli alberghi degli azzurri, la squadra fu schierata in maglia nera. Era la quarta volta che capitava nella storia della Nazionale, da una prima avvenuta nella primavera 1935. Quel giorno a imporla fu direttamente Mussolini, questo si pensa, irritato per le contestazioni della “nemica” Francia, nostra avversaria nello scacchiere della Società delle Nazioni, l’Onu di allora. A ogni modo, tra bordate di fischi e di insulti, gli italiani si imposero sulla Francia, guidata simbolicamente dal presidente della Fifa, Julies Rimet, al quale sarebbe piaciuto ripetere quanto accaduto con l’Uruguay nel 1930 e con l’Italia nel 1934: una vittoria dei padroni di casa.

Fonte: Sky

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