La caduta del Messi(a): partita da incubo per Leo

La sua storia Mondiale

Allora si può parlare di maledizione… Mondiale. Sì, perché Leo è alla quarta chiamata, la terza da leader assoluto. Lui, che a questa Coppa del Mondo l’Argentina l’ha trascinata, con una tripletta nell’ultima partita per strappare un pass per la Russia contro l’Ecuador. Lontani da casa, a Quito, praticamente in montagna e trascinando. Sì, prendendo per mano la squadra. Perché quando contava lui c’era. In una nazionale che non vince il Mondiale da trentadue anni e la Copa America da venticinque. Già, in ballo per Messi c’è anche l’eterna sfida contro Cristiano Ronaldo, uno che ha fatto vincere l’Europeo, si dice, “addirittura” al Portogallo. Ma si è così sicuri che questa Argentina sia realmente tra le più forti? La carta dice sì, la storia tutt’altro. E allora anche Messi è un po’ “solo”. In una squadra dei sogni che poi così tanto “dei sogni” non lo è. In passato come in Russia, con la maledizione che continua. Nel 2014 la finale persa e zero gol per Leo dagli ottavi in poi. Nel 2010 (con già una Champions e un Pallone d’Oro in bacheca) cinque partite giocate tutte da titolare, e anche lì zero gol. Il tutto dopo averci messo appena 14 minuti dall’esordio a segnare la sua prima rete, ad appena diciotto anni, in una coppa del Mondo. Era il giugno del 2006. Un predestinato. L’erede di Maradona. Poi la caduta. Allora Messi come Cruijff, Platini, Van Basten, Zico, George Best, Maldini, Raul o Roberto Baggio? I fenomeni senza il Mondiale, perché l’eliminazione, ora, è uno spettro, tremendamente reale, e nel 2022 in Qatar, nel Mondiale d’inverno, Messi di anni ne avrà 35, e mezzo. Impossibile esserci? Non è detto. Come non è certo impossibile, per quanto dura, la risalita dell’Argentina. Con una sola condizione. Messi dovrà risorgere. E con lui la nazione. Altrimenti avrà fallito per sempre la sua grande missione nei Mondiali di calcio. Il palcoscenico dove si fa la storia. 

Fonte: SkySport

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