Brasile, vecchi e nuovi amuleti: Clovis e Torskiy

Il calcio è anche superstizione. Non basta sempre avere il talento maggiore per emergere e trionfare, a volte serve anche una buona dose di fortuna e di … portafortuna. Nelle ultime 7 edizioni dei Mondiali, non contando quella attualmente in corso, il Brasile ha infatti potuto contare su un 12° uomo pronto a sostenere la Seleçao in ogni stadio e in ogni angolo del mondo. Si tratta di Clovis Fernandes, meglio conosciuto come Gaucho de Copa, una figura leggendaria sulle tribune che ha fatto sempre la sua comparsa a partire dal 1990. Dal torneo disputato in Italia, il tifoso verdeoro ha seguito la Nazionale in ogni occasione possibile, diventando con i suoi baffoni il soggetto preferito dai fotografi e accompagnato sempre dalla fedele riproduzione della Coppa del Mondo tra le mani. Un’icona divenuta celebre non soltanto tra i sostenitori brasiliani, ma in tutto il pianeta, e che ha vissuto da vicino il trionfo della Seleçao a USA 94 e nella finale di Yokohama di 8 anni dopo, decisa dalla doppietta di Ronaldo. La sua ultima immagine è quella che lo ritrae in lacrime, abbracciato alla sua Coppa, dopo il Mineirazo subito contro la Germania. Un tassello quasi imprenscindibile per la Nazionale guidata oggi da Tite e che, purtroppo, ha dovuto dare forfait in occasione del torneo in Russia. Tre anni fa infatti, dopo una battaglia durata quasi un decennio, un cancro se l’è portato via, lasciando un vuoto incolmabile. O quasi. Perché a proseguire la tradizione ci hanno pensato i suoi figli, Frank e Gustavo, che si sono recati nell’est Europa “armati” di baffoni come il padre e dotati dell’immancabile Coppa per dare supporto a Neymar e compagni. Un lungo viaggio che ha permesso alla formazione verdeoro di raddoppiare i portafortuna a disposizione e che sarà ora spinta a dare il massimo per regalare al suo più grande tifoso, volato in cielo, il terzo “personale” trionfo da seguace della Seleçao.

Fonte: SkySport

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