Pastore e non solo, quando il tacco diventa oro

Tra i nerazzurri invece l’ultima prodezza di tacco è quella che registrò Icardi nella passata stagione, un colpo da fermo e a occhi chiusi per annientare la sua ex squadra, la Sampdoria. Istinto da puro bomber, differente rispetto alle lunghe leve che mostrò Ibrahimovic quando col gambone anticipò il colpo di testa del difensore del Bologna per regalare il vantaggio ai suoi. Restò sicuramente molto di più nel cuore dei tifosi nerazzurri il tacco di Palacio, tanto semplice sulla carta quanto importante per assicurarsi il derby contro il Milan nelle battute finali. Un colpo da inserire nella categoria classico, come quello che eseguì – anzi replicò dopo i primi grandi esperimenti in Champions – Del Piero contro il Siena, ed emulò in molti aspetti Babacar con la maglia della Fiorentina, mentre molto più complessi furono quelli messi a segno dai milanisti Menez e Lapadula. Il francese concluse in modo pazzo un’azione già di per sé assurda contro il Parma, mentre l’ex Pescara corresse in rete con una deviazione di tacco la prima conclusione di Suso. La speranza in attacco del Milan attualmente si chiama invece Gonzalo Higuain, uno che la sua firma di tacco l’ha già lasciata, ma in Coppa Italia, quando vestiva la maglia del Napoli. Un gesto tecnico simile a quello compiuto da Lapadula e che servì per battere la Lazio e accedere alle semifinali, mentre tra i tifosi azzurri c’è ancora chi è pronto a scommettere sulla rete che completò la tripletta di Cavani contro la Juve: testa o scorpione? Ancora oggi i dubbi rimangono.

Fonte: SkySport

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