Nuovi Buffon non crescono, in A è crisi dei portieri

MILANO – C’era una volta il campionato dei portieri migliori del mondo. La Serie A è stata storicamente il torneo di riferimento per questo ruolo. Grazie alla scuola italiana che ha sfornato campioni del calibro di Zoff, Zenga, Pagliuca, Peruzzi fino a Buffon per citare solo i nomi più famosi. Ma anche con il contributo dei portieri stranieri selezionati con cura in modo da portare davvero un valore aggiunto, in particolare i brasiliani: Taffarel, Dida, Julio Cesar fino al formidabile Alisson.
 
DUE PARTENZE DOLOROSE – Proprio la partenza di Buffon in direzione PSG e Alisson verso il Liverpool ha impoverito notevolmente il campionato in questo ruolo delicato. Due grandi d’Europa, alla ricerca del salto di qualità tra i pali per inseguire la Champions League, hanno fatto shopping in Italia. Le prime due giornate della Serie A 2018-19 hanno fotografato bene questo spaesamento generale senza Buffon e Alisson. D’altronde non è facile perdere in un colpo solo il portiere più forte del mondo degli ultimi 15 anni e il suo successore più credibile, probabilmente il migliore di tutti in questo momento. La Juventus ha preparato con cura la successione affidandosi a Szczesny. La Roma invece ha dovuto scommettere su Olsen che nelle prime giornate ha inevitabilmente fatto rimpiangere Alisson con qualche intervento non eccezionale.
 
ERRORI IN SERIE – Ma gli errori dei primi 180 minuti non si fermano allo svedese della Roma. Handanovic ha lasciato a bocca a aperta con la sua uscita svagatissima sull’inserimento di Belotti che ha rimesso in partita il Torino contro l’Inter a San Siro. Donnarumma non è stato un esempio di reattività al San Paolo contro il Napoli. Scuffet, grande promessa dei portieri italiani, ha sbagliato a Parma all’esordio, dimostrando segnali di ripresa contro la Sampdoria domenica scorsa. E Gollini – probabilmente uno degli italiani più promettenti per tecnica e reattività – non è stato impeccabile all’Olimpico contro la Roma.
 
PAPABILI AZZURRI IN SECONDA FILA – Il panorama dei papabili azzurri è completato dal momento non entusiasmante (per motivi diversi) di Perin e Meret. L’ex genoano non è il titolare della Juventus. Le gerarchie di Allegri premiano Szczesny che ha già alle spalle un anno di apprendistato da erede di Buffon. Perin al momento deve accomodarsi in panchina. Il 21enne friulano invece deve ancora smaltire l’infortunio accusato durante la preparazione estiva del Napoli. Rientrerà in gruppo dopo la sosta per le Nazionali. A quel punto si capirà quando potrà tornare in campo. Per ora Ancelotti ha scelto Ospina che deve raccogliere la difficile eredità di Reina. Non ha più velleità azzurre ma vorrà tornare a mettersi in mostra Marchetti, passato al Genoa dopo una stagione da spettatore alla Lazio. Volti nuovi e portieri esperti in cerca di riscatto: non è facile per nessuno voltare pagina dopo i saluti di Buffon e Alisson.
Fonte: Repubblica.it

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