Come Messi ha dominato il Tottenham. VIDEO

Più che una partita giocata bene, quella di Messi contro il Tottenham, a Londra, è stata una dichiarazione d’intenti tanto chiara quanto quella fatta al microfono il giorno della presentazione della rosa 2018/19: quest’anno il Barça vuole vincere la Champions League e Messi farà di tutto per riuscirci. Il cambio di passo è prima di tutto mentale, la differenza tra le ultime partite giocate in Liga e la sfida di Wembley è talmente evidente da sembrare quasi opera di un interruttore premuto nella testa dei giocatori: per questo in Spagna, in casi del genere, si usa l’espressione “cambio di chip”. Tra tutti i giocatori, quello che più di tutti sembra aver cambiato il proprio processore interno è stato Leo Messi.

La stampa inglese oggi è in estasi per la sua prestazione: dal Guardian, all’Independent, al Times, al Telegraph, praticamente tutti maggiori giornali hanno dedicato un editoriale per scrivere di come il numero 10, ieri, ha ricordato al mondo intero che è ancora il più forte di tutti. D’altra parte con la doppietta al Tottenham sono 22 i gol segnati da Messi contro le squadre inglesi (9 all’Arsenal, 6 al City, 3 al Chelsea, 2 allo United, 2 agli Spurs). Nessuno come gli inglesi, quindi, si è visto sbattere in faccia tutta la sua grandezza. La sotto-trama, in prestazioni come quella di ieri, è sempre la stessa: la capacità di Messi di cambiare la grandezza del campo di gioco non ha uguali e, ad esempio, secondo Jack-Pitt Brook dell’Independent “cosa realmente spicca di Messi, anche più delle sue corse agili e la finalizzazione perfetta, sono i momenti in cui fa qualcosa che sfida la comprensione della fisica. Perché sembra, in quel momento particolare, che Messi abbia una visione del campo che nessun altro, tra quelli al suo interno in quello stesso momento, o tra quelli presenti allo stadio, abbia”.

Il dominio di Messi è apparso in tutta la sua pienezza sullo sfondo di ogni momento della partita con il Tottenham, neanche una volta si è astenuto dall’andare in pressione per recuperare un pallone o dal venire incontro a prendere palla, anche se lui stesso era sotto pressione. Messi ha guidato la sua squadra con due principi di gioco: il controllo del campo da gioco con la palla e l’aggressività senza palla.

Come Messi cambia le misure al campo

Il Tottenham si è reso conto subito che chi gioca contro Messi ha la coperta necessariamente corta: bisogna per forza raddoppiarlo quando riceve, accorciando la squadra, e allo stesso tempo bisogna difendere il suo cambio di gioco in fascia. I giocatori del Barça sanno di potergli dare sempre la palla per far muovere la manovra e quelli del Tottenham sanno di dovergli impedire di girarsi fronte alla porta, indipendentemente da quanto sia lontana. Così il campo cambia continuamente di dimensione e si allarga improvvisamente quando Messi riceve palla, perché può sia superare l’avversario diretto che trovare un compagno a 40 metri di distanza.

Fonte: Sky

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