Gabriele Gravina (Pres. Lega Pro): “Allan in Nazionale? Non so se sia d’accordo, ma non c’è da sentirsi indignati se è disposto a migliorare l’immagine dell’Italia”

published at 16:45 in NEWS
Gabriele Gravina (Pres. Lega Pro): “Allan in Nazionale? Non so se sia d’accordo, ma non c’è da sentirsi indignati se è disposto a migliorare l’immagine dell’Italia”

A Radio Marte nella trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Gabriele Gravina, presidente della Lega Pro e candidato unico alla presidenza della FIGC

“Lo slogan “Fede e azione” è un gioco di parole, nasce dalla parola Federazione e per molti è una semplice parola, per me invece è molto importante. Fede significa fiducia mentre azione operatività. E’ un momento in cui non ci si può più presentare come un mondo, quello del calcio, disunito. Dobbiamo dare l’idea e con la mia candidatura lo abbiamo già fatto, che vogliamo rilanciarci. Conosco bene la responsabilità che mi è stata assegnata e lo dico con grande orgoglio.

La mancanza di certezza nell’applicazione di alcune norme è la prima cosa su cui metterò mano. Abbiamo delle norme, ma devono essere rese molto più chiare, dobbiamo eliminare le zone grigie ed evitare tutti quei contenzioni che abbiamo vissuto quest’estate. La giustizia sportiva ha sempre avuto una prerogativa: la velocità dei tempi e la certezza delle sanzioni. Oggi invece, abbiamo perso molto e mi dispiace che sia stato dichiarato il nostro fallimento da un provvedimento del Governo.

I cori negli stadi? E’ un problema di educazione. Possiamo mettere tutte le norme che volete, ma ci sarà sempre un gruppetto di maleducati pronto ad offendere una squadra, una città, una Nazione. Dobbiamo incidere quindi molto sull’aspetto educativo e dobbiamo iniziare dai pulcini, dagli esordienti e anche dai genitori che spesso vanno a vedere i figli giocare ed aggrediscono gli arbitri .

Allan? Dobbiamo velocizzare l’intuizione culturale e non c’è motivo per sentirsi indignati se un ragazzo ha voglia di dare un contributo per migliorare l’immagine di un Paese che, tra l’altro, non nega il suo approdo. Se continuiamo a perdere le nostre dimensioni valoriali legate a situazioni di questo tipo appariremo piuttosto superficiali. Non so se Allan sia d’accordo, è una scelta del calciatore. Al momento sono concentrato sul 22 ottobre e poi analizzerò ogni tema con puntualità”.

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