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Icardi vs Higuain, la sfida nella sfida: i numeri

Meglio Icardi o Higuain? Questa domanda se la sono fatta in tanti, e spesso, ma nessuno è mai riuscito a esprimere un giudizio che mettesse d’accordo tutti. Probabilmente, per più ragioni, neanche in futuro – escludendo la conta dei trofei – sarà possibile stabilirlo. Il centravanti dell’Inter in area di rigore non perdona, se gli arriva una palla solitamente lui la butta dentro, mentre il Pipita è più completo perché partecipa più attivamente alla costruzione della manovra offensiva. È vero, però, anche che il capitano nerazzurro quando torna dietro e distribuisce palloni spalle alla porta offre a Spalletti un’alternativa importante per trovare la via del gol con gli esterni o l’inserimento del centrocampista, quest’anno identificato quasi sempre con Nainggolan. Non si può allo stesso tempo negare la freddezza con la quale il centravanti di Gattuso non resta mai a bocca asciutta davanti al portiere. Si parla, dunque, di due attaccanti fortissimi e ugualmente decisivi per le proprie squadre, a cui nessuno dei due allenatori vorrebbe rinunciare. “Io mi tengo il mio” hanno, infatti, dichiarato sia Spalletti che Gattuso, alimentando una rivalità che si trasmuta anche in Nazionale. Domenica, nel derby della Madonnina, solo uno dei due potrà rendere felici al 100% i propri tifosi. Ma chi ci arriva meglio?

Icardi: tutti per uno

Icardi è reduce dalla doppietta che ha messo al tappeto la SPAL e regalato ai suoi la sesta vittoria consecutiva, dopo una gara molto sofferta. Vista la grande pressione messa dai ferraresi, l’argentino ha dovuto sacrificarsi e indietreggiare spesso per andarsi a prendere la sfera. In area di rigore, infatti, ha toccato solo un terzo dei palloni giocati (22 quelli totali), riuscendo comunque a costruirsi tre occasioni da gol e dimostrandosi letale realizzandone due di queste. Troppo lontano dalla porta, invece, l’attaccante nerazzurro non riesce ad essere decisivo, come già ampiamente dimostrato nel match d’esordio in stagione in casa del Sassuolo, dove Maurito ha toccato appena due palloni negli ultimi 16 metri, rendendosi pericoloso una sola volta in tutto il match. Diverso è stato il suo rendimento contro il Torino. Pur toccando solo 4 volte la sfera in area e quindi presenziando più la zona della trequarti, è stato decisivo nei primi 60 minuti di gioco – prima del crollo generale della squadra nell’ultima mezz’ora -, offrendo il suo contributo alla manovra e mandando al tiro in più riprese gli esterni, bravissimi a loro volta a inserirsi. Ciò è stato permesso dalla miglior disposizione della formazione di Spalletti: rispetto alla gara del Mapei, infatti, i nerazzurri sono stati “padroni” della partita e, dunque, col baricentro più alto. L’unica sfida in cui l’argentino non ha reso secondo le aspettative a differenza dei compagni è stata la trasferta di Genova contro la Samp, in cui la difesa a zona di Giampaolo lo ha costretto a duelli individuali, il 60% dei quali persi.

Fonte: SkySport

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