Stadi: no secco del Cts all’incremento del numero degli spettatori

Mentre la Lega Calcio, la Figc ed i governatori delle regioni proponevano di portare il numero degli spettatori al 25% della capienza di ogni impianto, ecco giungere la replica del Comitato tecnico Scientifico il quale, senza indugio alcuno, ha bocciato sul nascere questo progetto. Un no secco all’aumento visto l’andamento non certo positivo dei contagi in Italia. Il numero dei contagiati dal virus, infatti, non accenna a diminuire, anzi, sembra quasi tornati al mese di maggio scorso. Circa 2000 casi al giorno, con  una ventina di vittime, fanno riflettere ed inducono alla cautela. Già chiuse le discoteche, incrementare il pubblico negli impianti sportivi italiani, oggi come è oggi, non sarebbe stato opportuno. Questa la motivazione del Cts alla bocciatura. Dunque resta a 1000 il limite massimo degli appassionati sulle gradinate degli stadi, almeno per un’altra quindicina di giorni, quindi, visto pure l’andamento della ripresa scolastica, ci potranno essere delle novità, sia in senso positivo che negativo. Data la presa di posizione del Cts, il governo si muove secondo il percorso di prevenzione e la politica dei piccoli passi, proprio in virtù dell’incremento dei contagi da Covid-19. Aumentare gli spettatori avrebbe potuto portare  al rischio di assembramenti, dall’uso dei mezzi pubblici al passaggio dei sostenitori ai tornelli. Tuttavia  accrescere il numero dei  tifosi negli stadi resta e resterà un argomento molto caldo. L’assenza di spettatori, come rimarcato da tanti presidenti e addetti ai lavori, ha inciso non poco sulle casse delle società di A e B per non parlare dei pochi investimenti fatti ultimamente dagli sponsor per i  club italiani.

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