Gli interventi di Damiano Tommasi, Gianluigi Longari e Simone Tiribocchi a “Il Sogno Nel Cuore”

Damiano Tommasi a “Il Sogno Nel Cuore” su Radio 1 Station: “Gattuso mi ha detto più volte di essere soddisfatto della rosa e di come i ragazzi lo seguano, dargli un voto sarebbe riduttivo. Vi spiego il calcio al tempo del Covid”

“Caos Roma? È un segnale che i vari cambi, tra quello societario e quelli dirigenziali, stanno generando un momento di grande confusione – queste le parole di Damiano Tommasi, ex calciatore, tra le tante del Verona e della Roma, ed ex presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, ai microfoni de “Il Sogno Nel Cuore”, trasmissione condotta da Luca Cerchione e Raffaella Iuliano in onda dal lunedì al venerdì dalle 12:00 alle 13:00 su Radio 1 Station -. La cosa negativa è che purtroppo anche il campo ha decretato una sconfitta per i giallorossi, contro lo Spezia. Verona-Napoli? Approcciare i gialloblù è sempre difficile. Per gli azzurri anche l’anno scorso è stato difficile. A sorpresa, anche quest’anno i ragazzi di Juric stanno avendo un’ottima continuità nelle prestazioni e nei risultati. Il Verona ha un ritmo molto importante che può mettere in difficoltà qualsiasi squadra di Serie A. Demme? Gattuso sa bene cosa può chiedere al tedesco, visto che gioca nel suo stesso ruolo. Per questo il 4 sta facendo prestazioni egregie. Se Rino gli dà fiducia vuol dire che risponde a pieno alle caratteristiche che lui vuole in quella zona di campo, sia a livello tecnico che a livello caratteriale. Ho parlato diverse volte con Rino: lui è molto soddisfatto della rosa che ha a disposizione a Napoli, e, soprattutto, di come i ragazzi lo seguano. Ogni volta si meraviglia per quello che fanno i suoi. Caso Milik? Sono scelte che il giocatore ed il club fanno in base a diversi elementi e risvolti importanti. Il giocatore sta lavorando per la sua professione, così come il club ha lavorato per far quadrare i conti ed il bilancio. Il calciatore ha trovato un’ottima soluzione per poter giocare con continuità, il Napoli ha monetizzato, dunque credo sia stata la scelta migliore per tutti. Quando un calciatore non gioca, perde lui, la squadra e la società. Quanto è complesso essere calciatore al tempo del Covid? L’intensità e la frequenza delle partite sono la cosa più difficile da affrontare. Già prima della pandemia gli impegni erano tanti e molto ravvicinati, rendendo difficile allenarsi bene. Considerando che si giocano 70/75 partite in 9 mesi, è facile incappare in cali di rendimento ed infortuni. Il Lavoro dell’atleta è quello di dover fare i conti con il proprio corpo e con la propria mente. Basta un sassolino nell’ingranaggio della macchina e si rompe tutto. Il fattore della frequenza degli impegni aumenta i rischi, di conseguenza devono aumentare le responsabilità dei calciatori. Oggi c’è una buona notizia: Osimhen riprende ad allenarsi, seppur da solo. La voglia di ritornare in campo subito lo aiuterà a recuperare velocemente. Protocolli? Ci sono delle norme che ti permettono di fare determinate attività in questo periodo di pandemia, e devo dire che le squadre di Serie A sono tutte ligie ai protocolli. Un voto a Gattuso per il suo primo anno a Napoli? Credo che lui sia stato molto efficace fin da subito. I ragazzi lo seguono molto e, nonostante le difficoltà di questo campionato così assurdo, sta facendo un ottimo lavoro, riuscendo anche ad entrare nella testa dei calciatori. I calciatori sposano a pieno il credo del mister, ma non mi meraviglia: Rino è un grande uomo di campo che sa interagire in maniera perfetta con i suoi ragazzi. Dargli un voto sarebbe riduttivo”.

Gianluigi Longari a “Il Sogno Nel Cuore” su Radio 1 Station: “Juve in pressing su Milik fino alla fine, ma il trasferimento al Marsiglia è stato un affare per entrambi. Il Napoli non prenderà nessuno a gennaio. Sui rinnovi…”

“Milik ha voltato pagina, finalmente si è conclusa questa telenovela – queste le parole di Gianluigi Longari, giornalista di Sportitalia ed esperto di calciomercato, ai microfoni de “Il Sogno Nel Cuore”, trasmissione condotta da Luca Cerchione e Raffaella Iuliano in onda dal lunedì al venerdì dalle 12:00 alle 13:00 su Radio 1 Station -. anche se la Juventus sperava di prenderlo a parametro zero a giugno, e ha fatto un forte pressing sul ragazzo fino all’ultimo. È un calciatore estremamente stimato da Paratici. Fortunatamente il polacco ha scelto di andare a giocare subito al Marsiglia, anche grazie ad un progetto interessante di Villas Boas. È stata una telenovela dovuta anche al fatto che per poter andare in Francia il giocatore ha dovuto rinnovare prima con il Napoli, e ha preteso di avere la rescissione dal Napoli, qualora l’OM non dovesse riscattarlo. Il ragazzo, a Napoli, era partito molto bene. Poi ha avuto due infortuni gravi e nel contempo è esploso Mertens, quindi per lui c’è stato sempre meno spazio. Arek sarebbe assolutamente servito nella finale di Supercoppa contro la Juve, ma, in generale, sarebbe servito in tante partite, vista l’emergenza in attacco subita dagli azzurri. Cifre del trasferimento? 8 milioni di euro come parte fissa ai quali si aggiungono 4 milioni di euro di bonus, legati al rendimento del giocatore, per un totale di 12 milioni di euro. L’obbligo di riscatto si concretizzerà al primo punto conquistato dai francesi nella prossima Ligue 1. La svolta della trattativa è stata l’aggiunta di una percentuale di guadagno a favore del Napoli del 30% quando il Marsiglia rivenderà il Polacco. È un’ottima operazione, considerando che il Napoli l’avrebbe perso a parametro zero tra pochi giorni. Con l’ammortamento del prezzo del cartellino, nel bilancio del Napoli questa operazione è sicuramente un’ottima plusvalenza. Chi ci ha guadagnato di più? Sicuramente per il Napoli è stato un affare. Gli azzurri avrebbero dovuto occuparsi di questa vicenda l’estate scorsa, quando probabilmente avrebbe guadagnato qualcosa in più. Credo, altresì, che anche per l’attaccante sia stata una grande occasione. Così facendo, potrà giocarsi anche l’Europeo 2021 con la sua nazionale. Malcuit? Diverse squadre si sono interessate a lui: in primis il Parma, che poi ha virato su Conti del Milan. Adesso, l’unica alternativa valida in Italia è la Fiorentina. È un calciatore sicuramente fuori dal progetto Napoli di Rino Gattuso. Con Ancelotti era un titolare inamovibile, ma il calabrese ha fatto una scelta diversa, con Di Lorenzo che offre maggiori garanzie su quella fascia. Kevin, all’estero, non ha molte richieste in questo momento. Acquisti? Il Napoli non ha intenzione di fare operazioni in entrata. Potrebbe, però, uscire anche Llorente, su cui c’è un interesse forte dell’Udinese. Anche qui, però, la trattativa è complicata, perché l’attaccante è stato acquistato da De Laurentiis sfruttando gli sgravi fiscali del Decreto Crescita, pertanto, qualora dovesse cederlo, la società dovrebbe ripagare il fisco delle quote IRPEF non versate in questo anno e mezzo. Lo spagnolo non può uscire nemmeno in prestito, perché a giugno gli scadrà il contratto. Ad ogni modo, prima di pensare alla cessione dell’attaccante, bisogna capire la situazione Osimhen, ovvero quando tornerà a disposizione di Gattuso. Rionnovi? Su Hysaj nutro più speranze, mentre credo che Maksimovic andrà via. Su di lui ci sono tante squadre pronte ad accontentarlo anche a livello economico, tra cui il Tottenham. Il Napoli ha un ottimo rapporto con il procuratore di Hysaj, Mario Giuffredi, pertanto sono molto ottimista riguardo al rinnovo del terzino albanese”.

Simone Tiribocchi a “Il Sogno Nel Cuore” su Radio 1 Station: “Cessione Milik affare per entrambe le parti in causa. Al Napoli manca un terzino sinistro, ma può vincere lo Scudetto. Supercoppa? Partita brutta, all’italiana”

“Quanto ha perso il Napoli non facendo giocare Milik? Ha perso tanto perché gioca bene, attacca più di tutte le squadre in Serie A, ma ha concretizzato pochissimo, soprattutto dopo gli infortuni di Mertens ed Osimhen – queste le parole di Simone Tiribocchi, ex calciatore ed opinionista Dazn, ai microfoni de “Il Sogno Nel Cuore”, trasmissione condotta da Luca Cerchione e Raffaella Iuliano in onda dal lunedì al venerdì dalle 12:00 alle 13:00 su Radio 1 Station -. Per fortuna Petagna ha fatto il suo dovere, rispondendo sempre presente quando è stato chiamato in causa. Credo comunque che Milik sia uno dei 5 migliori attaccanti d’Europa. Non so se farà subito bene al Marsiglia, bisognerà vedere come sta con la testa e come si è allenato. Ad ogni modo, lui è sempre stato uno abituato a fare bene fin da subito, visto che in passato, dopo i suoi lunghi infortuni, è rientrato subito alla grande con ottime medie realizzative. Osimhen? È un calciatore che è costato molto ed è chiaro che uno si aspetti tanto da lui. Ha impressionato tutti subito, grazie alla sua fisicità devastante, la sua progressione e la velocità. È uno dei migliori ad attaccare la profondità. Oltre a segnare, fa segnare molto anche i suoi compagni di squadra. Sicuramente Gattuso ha cambiato modulo per far giocare Osimhen e Mertens insieme. Contro il Napoli, molte squadre si chiudono e non gli danno la possibilità di cercare la profondità. Va comunque fatto un plauso alla società che ha messo a disposizione del mister tre punte con caratteristiche diverse. Tre tipologie di attaccanti importanti, ma molto diversi fra loro. Poi c’è il quarto, Llorente, che è molto importante per qualità ed esperienza. È un peccato avere tanti giocatori così forti e non poterli usare. Ruoli carenti? Viste le condizioni di Ghoulam, credo che manchi un terzino sinistro. Per il resto sono convinto che sia una grande rosa e sicuramente può lottare per i primi tre posti. Io stravedo per Demme: è un giocatore straordinario nel suo ruolo. Fabian è un accentratore, ha tanta qualità, ma vuole toccare molto la palla e non sempre gioca semplice. In quella porzione di campo non puoi portare palla, anche se lo spagnolo aggiunge sicuramente imprevedibilità e qualità alla manovra. Il problema è che parte troppo lontano dalla porta e in questo momento rallenta la manovra. Non mi sento di dire che quest’anno stia facendo bene. Non dimentichiamo che il Napoli ha Zielinski che è un giocatore straordinario, detta perfettamente l’ultimo passaggio ed è anche un gran finalizzatore. Per il resto, la rosa a disposizione di Gattuso mi sembra completa, sia sulla corsia destra che al centro della difesa. Di Lorenzo? Sta dimostrando di essere un grande giocatore, assolutamente da Napoli. Ha dimostrato da subito, arrivato dall’Empoli, di essere un professionista esemplare, con grandi doti fisiche. Ritornando al Napoli, quest’anno può lottare per lo Scudetto: ha una partita da recuperare e, se dovesse vincerla, si riaprirebbe tutto. Gli azzurri devono solo credere un po’ di più in loro stessi. Sulla finale di Supercoppa credo che sia stata la classica finale all’Italiana: si sono impegnati più a non subire gol che a farli”.

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