Gli interventi di Nicola Amoruso, Marco Ballotta e Ciro Troise a “Il Sogno Nel Cuore”

Nicola Amoruso a “Il Sogno Nel Cuore” su Radio 1 Station: “Questo non è calcio. Giocare al Maradona con i tifosi ti fa partire 1-0. Merito di Gattuso le prestazioni di Insigne e Lozano”

“Il Napoli, quest’anno, come tantissime altre squadre, sta avendo un rendimento altalenante, semplicemente perché si sta giocando ogni 3 giorni. Non ci si riesce ad allenare bene, e non si riesce a trovare i giusti stimoli, sia mentali che fisici – queste le parole di Nicola Amoruso, ex calciatore, fra le tante, di Napoli e Parma, ai microfoni de “Il Sogno Nel Cuore”, trasmissione condotta da Luca Cerchione e Raffaella Iuliano in onda dal lunedì al venerdì dalle 12:00 alle 13:00 su 1 Station Radio -. Questo è un calcio figlio del Covid. È vero, però, che 6 sconfitte in campionato sono tante. Se poi si aggiunge la sconfitta nel girone di Europa League e la sconfitta in Supercoppa Italiana, sicuramente i risultati non sono al top. Questa squadra deve ritrovare assolutamente i suoi due uomini migliori: Mertens ed Osimhen. Due giocatori così importanti, in una rosa come quella degli azzurri, sono giocatori che fanno la differenza. Senza di loro è un Napoli spuntato, per me. Sono convinto che con la squadra al completo i ragazzi di Gattuso torneranno a fare grandi cose. Demme è un motorino del centrocampo, le sue giocate sono essenziali, semplici, ma che fanno molto bene alla manovra. Fa da filtro a centrocampo e velocizza la manovra, giocando sempre e solo a due tocchi. Non ci aspettiamo grandi giocate da lui, ma fa molto bene e con costanza il suo dovere. È un lottare, uno che non smette mai di essere nel vivo della partita. Poi ha origini napoletane, ed il desiderio di giocare nel Napoli era molto forte: credo che questo lo porterà a rendere ancora di più. Fabian Ruiz? È palesemente involuto, e, secondo me, il motivo è che in cuor suo voleva cambiare squadra. Non credo che abbia gli stessi stimoli dell’anno scorso. È un calciatore molto forte, ma le sue prestazioni quest’anno sono al di sotto delle sue potenzialità. Lo vedo un po’ spento, e mi sembra strano che un allenatore come Gattuso non sia riuscito a tirar fuori il meglio da lui. Non mi sembra un problema di posizione in campo, perché lo spagnolo, per me, può ricoprire più ruoli a centrocampo. Mi sembra piuttosto che a lui manchi la voglia di fare bene, in questo momento. Dovrebbe concentrarsi sul presente, perché per arrivare in alto dove vuole e potrebbe, bisogna dimostrare ora il suo valore. Napoli? Credo che abbia un problema sia fisico che mentale: giocare ogni tre giorni sicuramente logora l’aspetto fisico, ma sono carenti anche a livello mentale, perché manca cinismo. Inoltre, nei momenti di sofferenza dovrebbe essere più concreto. È difficile essere costanti in questo campionato in cui gli infortuni sono aumentati del 30%. L’allenatore non ha la possibilità di allenare bene la sua squadra, non si riesce a lavorare durante la settimana, sia fisicamente ma soprattutto tatticamente, per cui diventa difficile preparare la gara successiva. Per me questo non è calcio. Confronto con gli ultras? È importante sentire dalla propria parte i tifosi anche nei momenti di difficoltà, con questa fiducia si riesce a lavorare meglio. Il tifo sta mancando tantissimo a tutte le squadre. La spinta dei tifosi del Napoli ti fa partire già 1-0, ed io lo so molto bene, avendoci giocato. I supporters azzurri pretendono molto, è vero, ma sono unici nella carica che riescono a trasmettere. Gattuso? Abbiamo giocato contro tante volte e posso dire che in panchina non è cambiato di una virgola. Il suo modo di comunicare schietto e sincero, la sua empatia è rimasta invariata. È una persona che ha sempre dato l’anima al calcio e lo sta facendo anche ora in veste di allenatore. Insigne e Lozano sono stati rivalutati da Rino. Il capitano è stato responsabilizzato e sta dimostrando di sentire molto il ruolo di capitano e leader. Sul messicano, invece, l’allenatore ha fatto un grandissimo lavoro: sembra un calciatore diverso da quello della passata stagione. Le dichiarazioni di Gattuso post gara sono figlie del fatto che sente la squadra dalla sua parte, nonostante le pressioni della stampa ed il malcontento di De Laurentiis. Il Napoli ora deve guardare meno alla prestazione e più al risultato. Le vittorie instaurano dei meccanismi che ti spingono poi a fare sempre meglio. Raramente ho visto il Napoli giocare male, anche quando ha perso l’ho visto giocare un ottimo calcio. Credo che al momento sia più opportuno essere concreti e cinici, quello che conta è solo il risultato finale”.

Marco Ballotta a “Il Sogno Nel Cuore” su Radio 1 Station: “Non capisco da dove nascano tutte queste critiche a Gattuso, che in passato ha anche dimostrato di sapersi dimettere al momento opportuno”

“La gara di ieri era l’occasione migliore per far recuperare un po’ di condizione a giocatori come Mertens ed Osimhen, perché ora si entrerà nel vivo del campionato ed è importante avere tutta la rosa a disposizione – queste le parole di Marco Ballotta, allenatore ed ex calciatore, fra le tante, di Lazio e Parma, ai microfoni de “Il Sogno Nel Cuore”, trasmissione condotta da Luca Cerchione e Raffaella Iuliano in onda dal lunedì al venerdì dalle 12:00 alle 13:00 su 1 Station Radio -. Chi scelgo tra Ospina e Meret? Sono nazionalista e preferisco Meret, ma credo sia anche un grande portiere. È vero, però, che Gattuso preferisce far partire l’azione da dietro e, quindi, Ospina offre più garanzie con i piedi. È un campionato molto equilibrato e credo che se le due milanesi sono lì in testa non è per caso. Sicuramente quelle dietro non sono andate a mille all’ora. Sono convinto che la Juventus risalirà la classifica, ma potrebbe farlo anche il Napoli. Per lo Scudetto sono avvantaggiate le squadre che daranno continuità ai risultati. Il Napoli, però, al momento lo vedo dietro ad Inter e Juve. Ovviamente l’obiettivo degli azzurri è un piazzamento in Champions, non lo Scudetto. Osimhen? Ha dimostrato, nelle poche partite che ha giocato, che ha tanto talento. Se si sono spesi tutti questi soldi per acquistarlo, sicuramente sarà un giocatore importante ed il suo ritorno in campo potrà far solo bene alla squadra. Operato di Gattuso? Questa è un’annata particolare per tutti, non sempre hai tutti i giocatori disponibili, non solo per gli infortuni ma anche per le positività al Covid. Rino sta operando bene, ha fatto tanto da quando è a Napoli, ma è ovvio che si cerchi sempre qualcosa in più in termini di prestazioni e di risultati. Non capisco perché venga così criticato, a meno che non ci sia qualcos’altro dietro. Giustamente Rino non capisce perché dovrebbe dimettersi, come suggerito da qualche giornalista, visto che la squadra è con lui. Il calabrese è uno che se vede le cose andar male, è il primo a lasciare le chiavi senza problemi, come ha già fatto al Milan. Se rimane lì, vuol dire che è ancora in grado di fare qualcosa di importante. Sul 4 a 0 ci può stare un calo di concentrazione, non credo che sia un problema di cambio di modulo. Se ha valutato di giocare con il 4231 è convinto che questa sia la soluzione migliore per la sua squadra. Lo Spezia è venuto a giocare la partita a viso aperto, cosa che non succederà contro il Parma, visto che i gialloblù sono con l’acqua alla gola e credo che si chiuderanno in difesa provando a ripartire in contropiede. Scudetto? Tutti, quest’anno, possono giocarsi le loro carte, è un campionato molto equilibrato. Manca la squadra ammazza campionato come negli ultimi 9 anni. Ci sono almeno 4-5 squadre che possono lottare per lo Scudetto. Anche la stessa Lazio che sembrava tagliata fuori dai giochi sta recuperando punti in classifica. Ovviamente gli impegni in Europa ruberanno molte energie e chi avrà una buona continuità di risultati avrà la meglio”.

Ciro Troise a “Il Sogno Nel Cuore” su Radio 1 Station: “Adl ha fatto i fatti, dando fiducia a Gattuso e pagando in regola gli stipendi. Ha sbagliato solo a non rinnovare il contratto del mister prima di questa crisi. Giuntoli? Ha operato bene anche a gennaio”

“Ieri ho visto un Napoli che ne primo tempo ha fatto la partita che doveva fare, ha creato tanto e ha sfruttato tutte le occasioni, ed è qualcosa di diverso rispetto a partite come contro l’Inter e Spezia in campionato – queste le parole di Ciro Troise, giornalista, ai microfoni de “Il Sogno Nel Cuore”, trasmissione condotta da Luca Cerchione e Raffaella Iuliano in onda dal lunedì al venerdì dalle 12:00 alle 13:00 su 1 Station Radio -. Nel secondo tempo gli azzurri sono calati molto e lo Spezia ha fatto due gol. Il mister ha corretto un po’ la formazione in campo ed il Napoli è tornato a giocare bene, prendendo anche un palo. I cali di tensione sono limiti di questa rosa, si vedevano anche nel periodo di Ancelotti. Ovviamente, col 433 gli azzurri sono in una sorta di comfort-zone. Questa negatività generale non aiuta la squadra a superare i momenti difficili. De Laurentiis, da quando è a Napoli, ha chiamato tantissimi allenatori, non solo Benitez in questo momento particolare. Bisogna capire solo quanto si voglia far pesare questi gesti. Dal canto suo ha fatto i fatti: ha pagato gli stipendi e ha fatto un tweet dove dava fiducia al mister. Credo che sia giusto che lui voglia cautelarsi preventivamente sondando il terreno con altri allenatori. Con la vittoria di ieri, il Napoli si è qualificato per la semifinale di Coppa Italia. Qui si dà per scontata ogni vittoria, ed ogni sconfitta diventa un dramma. L’unica cosa che posso criticare a De Laurentiis è che prima di questo momento difficile avrebbe dovuto rinnovare il contratto a Gattuso. Problemi sul rinnovo? Inizialmente Rino non voleva che fossero inserite alcune penali. C’è stato un lungo processo di mediazione iniziato a fine ottobre. Ora i risultati altalenanti hanno raffreddato la trattativa. Sinceramente, questo atteggiamento non è stato il massimo nei confronti dell’allenatore. Dal canto suo, però, è ovvio che il presidente debba cautelarsi, nel caso in cui dovessero arrivare risultati negativi, visto che Gattuso si è giocato tutte le chance. Il Napoli deve assolutamente centrare la qualificazione in Champions, ma sono sicuro che Aurelio De Laurentiis non abbia alcuna intenzione di esonerare Gattuso. Giuntoli? C’è una frizione molto importante tra il diesse ed il presidente, cosa mai accaduta fra i due. Va sottolineato che il direttore ha un contratto fino al 2024, guadagna circa 1,2 milioni di euro a stagione, quindi non credo proprio che il presidente possa licenziarlo. Tra l’altro a gennaio, Giuntoli ha fatto quello che gli è stato chiesto: ha Venduto Milik, Llorente e Malcuit. Se ci sono alcuni calciatori in scadenza il problema non è lui, bensì il presidente. Il problema del Napoli è che nel 2018 era finito un ciclo e bisognava rifondare, cosa che non è mai stata fatta. Per fortuna l’anno scorso è arrivata la vittoria della Coppa Italia che ha salvato un’annata disastrosa. Il Napoli al momento è in corsa su tutti i fronti nonostante i problemi di gioco e risultati altalenanti. Sfido chiunque a giocare tante partite senza calciatori importanti come Osimhen e Mertens. Togliamo Lukaku e Lautaro all’Inter, Ibrahimovic e Calhanoglu al Milan, Immobile e Caicedo alla Lazio e vediamo che succede. Nonostante tutto, il Napoli lotta per i primi 4-7 posti in classifica. Però sono convinto che nelle coppe questa squadra possa dare grandi soddisfazioni. Sul lungo periodo come un campionato di Serie A possono venir fuori più limiti rispetto alle partite secche”.

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