Gli interventi di Dino Zoff, Massimo Taibi e Francesco Flachi a “Il Sogno Nel Cuore”

Italia, Zoff a “Il Sogno Nel Cuore” su 1 Station Radio: “Inutile fare nomi, il valore aggiunto è il gruppo. Le storie di Gattuso e Commisso facevano presagire una fine anticipata. Su Donnarumma…

“La Nazionale Italiana fa davvero bene già da un paio d’anni, quindi non mi stupisce il cammino che sta facendo in questo Europeo – queste le parole di Dino Zoff, ex allenatore della Nazionale e bandiera di Napoli e Juventus, ai microfoni de “Il Sogno Nel Cuore”, trasmissione condotta da Luca Cerchione in onda dal lunedì al venerdì dalle 12:00 alle 13:00 su 1 Station Radio -. Sicuramente può arrivare tra le prime 4. La forza di questa squadra è il gruppo, è ben messa in tutti i reparti. Il fatto di fare tanti gol e di non subirne lascia capire quanto sia solida. Il merito di Mancini è stato quello di amalgamare questo gruppo, lo si nota anche durante le sostituzioni, dove i compagni sono felici di far posto a gli altri. Non è indispensabile avere un gruppo coeso di amici, io personalmente ho vinto anche con squadre dove non c’era un bel rapporto tra compagni. Inutile fare nomi: il quid in più di questa Nazionale è il gruppo. Chi mi ha impressionato? Al momento nessuna, ma è ancora molto presto. L’Italia se la può giocare con tutte. La Francia? Non mi ha convinto del tutto, contro la Germania ha sofferto tanto ed è riuscita a portare a casa i 3 punti grazie ad un’autorete. Donnarumma? Ognuno fa i propri affari, si vede che per lui era arrivato il momento di lasciare il Milan per andare al PSG, dove sicuramente guadagnerà di più. Comunque giocava già in un grande club che, quest’anno,giocherà anche la Champions. La differenza l’ha fatta sicuramente lo stipendio, ma è sbagliato dire che il calcio moderno sia comandato dal danaro: è sempre stato così. Comisso-Gattuso? Non conosco come sono andate le cose, ma sembra strano che quest’avventura sia finita così velocemente. Sicuramente era un matrimonio difficile già in partenza, visto che Rino si è quasi sempre dimesso dai suoi club, e Commisso ha fatto tre esoneri in un anno. Due caratteri particolari, era prevedibile che non sarebbe durata tanto. Spalletti? È un uomo di esperienza che ha allenato già in piazze particolarmente calde e difficili come  Napoli: pertanto penso possa fare davvero bene all’ombra del Vesuvio”

Massimo Taibi a “Il Sogno Nel Cuore” su 1 Station Radio: “Spalletti meticoloso, allenatore top player. Ottima la scelta del Napoli di puntare su Meret. Donnarumma? Se fosse rimasto al Milan non sarebbe morto di fame

“Ho avuto Spalletti per due mesi, al Venezia, prima di andare al Manchester United. Quando mi ha rivisto, mi ha maledetto perché gli feci gol contro. Posso dire che è un allenatore meticoloso, che cura i dettagli al massimo – queste le parole di Massimo Taibi, ex portiere, fra le tante, di Venezia e Machester United, ai microfoni de “Il Sogno Nel Cuore”, trasmissione condotta da Luca Cerchione in onda dal lunedì al venerdì dalle 12:00 alle 13:00 su 1 Station Radio -. È un top player come allenatore ed il Napoli ha fatto davvero un acquisto importante. Esperienza allo United? In Inghilterra sono stato benissimo, gli inglesi sono avanti anni luce rispetto a gli italiani per il modo di vivere il calcio. Ferguson è un grande uomo, l’unico allenatore italiano che gli si può avvicinare è Fabio Capello. Fiorentina-Gattuso? Bisogna capire cosa sia successo, chiudere un rapporto dopo 22 giorni non è una cosa usuale. Ci saranno retroscena che non conosciamo e che hannoportato a Rino a prendere questa decisione. Sappiamo che Gattuso è un uomo vero e quando certe cose non gli piacciono lui si comporta così. Donnarumma? Sono scelte soggettive, io al suo posto non avrei lasciato il Milan. Non credo sia solo una scelta economica, magari lo ha fatto anche per accrescere la sua esperienza andando a giocare all’estero. Se avesse accettato la proposta del Milan non sarebbe morto di fame, quindi non credo che sia stata una scelta dettata da un fattore economico. Ambientamento all’estero? Sono stato il primo portiere italiano ad andare all’estero. Erano altri tempi, io mi ero ambientato molto bene, sono dovuto andare via solo per problemi familiari, altrimenti starei ancora lì. Gigio farà meno fatica di me ad ambientarsi. Chi mi assomiglia? In Serie A, al momento, non vedo nessun portiere simile a me, anche se mi considero un portiere mediocre. Il ruolo del portiere è cambiato tantissimo in questi ultimi anni, si calcia di meno in porta e si vedono meno parate spettacolari come quelle che facevo io. Perché giocavo sempre con il pantalone lungo? Da piccolo ho avuto un’allergia. Quando ho iniziato a giocare avevo questo problema e di conseguenza giocavo con il pantalone lungo. Poi, quando sono guarito, ho continuato a giocare così perché mi ero abituato. Meret? Il Napoli fa bene a dare fiducia e far crescere questo giovane, anche perché dopo Donnarumma, c’è lui. Nazionale? Bisogna fare i complimenti a Mancini: ha creato un gran gruppo, che gioca molto bene, a tal punto che sembra una squadra di club più che una nazionale. L’Italia ci farà divertire”.

Gattuso, Flachi a “Il Sogno Nel Cuore” su 1 Station Radio: “Dispiace se la rottura sia nata perché voleva imporre giocatori, da lui non mi aspetto un comportamento del genere. Se mi chiamasse la Sampdoria…

“Quando ho iniziato a sentire voci sulla rottura tra Commisso e Gattuso, credevo fossero fake news, non gli ho dato troppa importanza ma, poi, è successo davvero – queste le parole di Francesco Flachi, ex calciatore, fra le tante, di Fiorentina e Sampdoria, ai microfoni de “Il Sogno Nel Cuore”, trasmissione condotta da Luca Cerchione in onda dal lunedì al venerdì dalle 12:00 alle 13:00 su 1 Station Radio -. Ho saputo che Mendes, il procuratore di Rino, ha dato delle indicazioni su alcuni calciatori che la Fiorentina avrebbe dovuto comprare. Dispiace perché stava iniziando un progetto importante. Sinceramente ci sono rimasto un po’ male, imporre calciatori di un procuratore non è giusto e mi meraviglierebbe se Gattuso si sia prestato ad un ricatto del genere. Spero che il problema sia nato tra il presidente e Mendes, e che magari l’allenatore si sia risentito perché ci credeva veramente in quei nomi. Se i procuratori vogliono approfittarsene troppo, ha fatto bene Comisso a non farsi mettere i piedi in testa ed a chiudere i rapporti. Sampdoria? Il tribunale fallimentare ha obbligato Ferrero a vendere la società. Questa situazione era nell’aria da un po’, quindi mi aspettavo che qualcosa, prima o poi,sarebbe venuta fuori. Non posso parlare male di Ferrero, mi ha aiutato tanto a livello umano, ed a livello sportivo ha sempre fatto un buon lavoro. Se poi ci sono delle forti antipatie tra la tifoseria ed il presidente a me dispiace tanto. L’unico che può aiutare Ferrero e la Samp è l’ex presidente Massimo Garrone. Se mi chiamassero per la panchina blucerchiata? Devo prendere ancora il patentino, preferisco prima fare un po’ di gavetta. Voglio partire facendo le cose piano piano. Ho ancora tempo, visto che la squalifica mi scadrà a gennaio, e la pazienza per imparare non mi manca”.

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