Gli interventi di Mario Beretta e Renzo Ulivieri a “1 Football Club”

FigcMario Beretta a “1 Football Club” su 1 Station Radio: “Razzismo? Le società sono ostaggio di questi personaggi a causa della responsabilità oggettiva. Spalletti uomo in continua evoluzione

“Allenatori integralisti? Quelli della scuola italiana sono i migliori a livello mondiale, che siano integralisti o modernisti. I nostri sono andati nel mondo ad insegnare calcio, sono sempre aggiornati e fanno scuola – queste le parole di Mario Beretta, ex allenatore e consigliere Figc, ai microfoni di “1 Football Club”, trasmissione prodotta dalla testata “IlSognoNelCuore” e condotta da Luca Cerchione e Mattia Fele, in onda dal lunedì al venerdì dalle 12:00 alle 13:00 su 1 Station Radio -. Italiano? Grandissimo allenatore, senza andare troppo lontano, lo scorso anno a La Spezia ha contribuito pesantemente alla salvezza. La Fiorentina gioca molto bene, diventerà una squadra di spessore. Ma non possiamo dire che Allegri giochi un calcio “vecchio”, così come Mazzarri col Cagliari. I tecnici cercano di raggiungere il risultato con qualunque mezzo. Con Juric, il Torino sembra aver trovato la propria quadra. La piazza granata è molto esigente e merita tanto. Spalletti, invece, è sempre stato un innovatore, era già avanti anni fa. Con lui, il Napoli competerà fino alla fine per lo Scudetto. Mi sembra che abbia studiato e si sia aggiornato molto nei due anni di pausa, soprattutto nella comunicazione. L’impatto che ha avuto sulla panchina azzurra è assolutamente positivo, ed è un uomo in continua evoluzione. Evoluzione delle regole? Questo incide sulle strategie degli allenatori. Riguardo il tempo effettivo, lo dico da quando ero giovanissimo, essendo un appassionato di basket. Lo vedrei un cambiamento estremamente positivo. Le cinque sostituzioni ti cambiano il 50% della squadra, e chi ne sa approfittare può vincere la partita, come dimostrato da Simone Inzaghi con a sua Inter contro il Sassuolo. Razzismo? Si diceva che con la pandemia saremmo diventati tutti più buoni, ma l’ignoranza è difficile da debellare. Manca cultura a queste persone, bisogna combattere fortemente contro questi individui. Come? È un lavoro lungo e certosino, che coinvolge anche la politica che, in televisione, inasprisce questi aspetti. Le squadre sono vittime di queste persone a causa della responsabilità oggettiva, bisognerebbe andare a colpire individualmente gli esseri che si macchiano di questo reato ed impedirgli di partecipare alle manifestazioni sportive”.

Assoallenatoriil presidente Renzo Ulivieri a “1 Football Club” su 1 Station Radio: “Napoli ha gioco, non dipende da Osimhen. Capienza stadi? Ci affidiamo alla scienza, la salute viene prima dello sport

“Scuola fiorentina degli allenatori? Si tratta di carattere: noi toscani ci adattiamo a determinati contesti. La città di Napoli è difficile perché lo spirito dei napoletani è particolare, ma i toscani hanno feeling con questo tipo di carattere – queste le parole di Renzo Ulivieri, ex allenatore e presidente AIAC, ai microfoni di “1 Football Club”, trasmissione prodotta dalla testata “IlSognoNelCuore” e condotta da Luca Cerchione e Mattia Fele,in onda dal lunedì al venerdì dalle 12:00 alle 13:00 su 1 Station Radio -. Il Napoli, anche grazie a Spalletti, è competitivo per lo Scudetto, probabilmente invece la Juve non riuscirà a concorrere. Ci sono Inter, Milan, Lazio e Roma che se la giocheranno con i partenopei. Napoli Osimhen-dipendente? No, è una squadra che ha una idea di gioco, nonostante il ragazzo sia fortissimo. Vincenzo Italiano? Un allenatore davvero bravo, ha fatto subito benissimo. Così anche Dionisi e De Zerbi, ma non solo: è l’ultima generazione che è arrivata e tutti stanno facendo bene, al di là di ogni periodo storto che può capitare. Saranno davvero bravi quando riusciranno a gestire anche i periodi negativi di una stagione. Fiorentina? Non credo che i Viola debbano fare programmi, ma giocare partita dopo partita. Bisogna pensare al gioco, e magari bisognerebbe che avesse qualche sostituzione in più per mantenere certi ritmi. Io sono tifoso della Fiorentina, spero che quest’anno la salvezza venga raggiunta un po’ prima rispetto alle ultime due stagioni. Empoli? Ha fatto bene, è andato via un allenatore importante ma sta riuscendo a gioca a pallone, quindi quando trova una squadra che si apre le fa male. La Sampdoria? Anche D’Aversa è molto bravo, ha uno staff molto competente, tra cui un mio ex giocatore (Parozzi, ndr). È molto pacato, sono convinto che farà bene nonostante non è un’annata facile per i blucerchiati a livello societario. Sarri? C’è bisogno di modificare un po’ di cose: oggi l’allenatore non può solo avere il proprio credo. Bisogna trovare il miglior gioco da poter praticare con i giocatori a disposizione, e questo gli allenatori lo sanno molto bene. Comunque credo che Maurizio sia molto flessibile da questo punto di vista. Si pensi ai tanti moduli differenti che ha adottato nella sua carriera. Torino? Nella svolta positiva di questa stagione, pesa la mano di Juric ma anche il mercato. Questa è una squadra che qualcosina ha cambiato, altrimenti non sarebbe potuta andare avanti. I granata puntano ad una salvezza con meno patemi, hanno anche fatto soffrire la Juventus fino agli ultimi minuti. Cagliari? Mazzari è l’uomo giusto, dovrà sistemare tante cose ma è all’altezza della situazione. Dispiace per Semplici, è stata una ingiustizia: non si può mandare via un allenatore dopo sole tre partite. Capienza stadi? Non ci sono alcune novità in Figc, devono arrivare dal Governo e dal Comitato Tecnico Scientifico. Noi, come Associazione Allenatori, stiamo dalla parte degli scienziati: loro ci diranno come comportarci, non scenderemo mai in piazza e condanniamo chi lo fa. La salute viene prima dello sport”.

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