Gli interventi di David Mounard e Riccardo Cucchi a “1 Football Club”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto David Mounard, ex calciatore della Salernitana ed attuale procuratore. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

Mercato Riccione? “L’perazione Mokulu è stata importante. Sono rimasto molto stupito per la mentalità del presidente Cassese, ha un’organizzazione pazzesca. Merita tanto, è una persona all’avanguardia, nella sua azienda e nel mondo del calcio”. Francia favorita al Mondiale? “Ho origini francesi, ma sono dimezzato, perché ho la madre portoghese. Sono stato felice della vittoria del Portogallo, ma non è la favorita, come la Francia. Per il momento non voglio pronunciarmi, se la giocheranno con Brasile ed Argentina”. Parere sulla situazione Ronaldo? È giusto optare per un rinnovamento? “Ci sarà una motivazione da parte del ct Santos di non far giocare Cristiano, il sostituto Ramos ha silgato una tripletta. Ronaldo non va criticato, ma arriva un momento nel quale bisogna capire se si può continuare a far bene o meno. Ad oggi, ripeto, nessuno va criticato, ha dimostrato comunque di aver ancora voglia di giocare, è un perfezionista”. E il suo futuro? “È possibile che il suo trasferimento al Al-Nassr possa concretizzarsi all’oscuro. Facciamo sempre tanto calcoli, ma non siamo al posto dei giocatori. La cifra proposta è folle, ma Cristiano merita questa somma”. Parere sul Belgio? Motivazioni del fallimento? “La nazionale belga poteva e doveva a vincere qualcosa quattro anni fa. Attualmente alcuni calciatori erano avanti con l’età, hanno sottovaluto questa competizione e queste nazionali, hanno giocato sottotono”. Com’è possibile che le ‘piccole’ nazionali hanno ridotto il gap con le grandi? L’organizzazione di gioco è l’evoluzione del calcio? “Il Marocco ha avuto le sue occasioni, è uscito vincente perché aveva un’organizzazione di gioco importante in fase difensiva. La nazionale marocchina aveva fame di vincere e rprpseguire. La Spagna, inoltre, ha avuto difficoltà a segnare per la.mancanza di un vero attaccante, neppure Morata è realmente un centravanti. La nazionale spagnola, tuttavia, era in ansia, c’era perplessità sul volto di alcuni calciatori prima di calciare i rigori. Il Marocco, invece, è stato più convinto e deciso, aveva fame e questo ha fatto la differenza”. Questa fame è presente anche nella Salernitana attuale? “Ho sempre avuto fame, avevo voglia di arrivare. Ad oggi questa squadra non ha la stessa fame dello scorso anno. C’è meno ‘cazzima’, ma non ha la medesima pressione della passata stagione, ma resta un’ottima squadra, mk auguro possa salvarsi”. Il Napoli è dotato da questa skills? “Sono dispiaciuto, perché è arrivato un Mondiale particolare nella fase mella quale la squadra stava volando. Ha impressionato questo club nell’avvio di stagione. Osimhen ha maggiormente stupito rispetto agli altri azzurri, è evidente la sua fame insaziabile”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Riccardo Cucchi, noto giornalista RAI. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

Come si vive il calcio distante dai microfoni? “Si comincia a sostenere un club sin da bambini, tutti hanno una squadra del cuore. Sono tornato dove tutto è cominciato, cioè in curva a vedere la Lazio”. Sorpresa e delusione del Mondiale? “La nazionale più deludente è stata la Germania, complice l’eliminazione anche di quattro anni fa. Viste le gare precedenti al torneo mondiale, pensavo che avesse trovato gli elementi per trovare la giusta quadra e disputare un grande Mondiale, ma è stata deludente. La vera sorpresa è il Marocco, con intelligenza tattica ed una fisicità adeguata attezzata ha battuto la Spagna ed è approdato ai quarti di finale. È l’unica squadra che può contrastare la forza delle sudamericane”. Pensieri sul tempo effettivo? “Non preferisco questo nuovo metodo. C’è un tentativo in atto di trasformare il calcio in perfezione, anche con l’uso spropositato della tecnologia. Il tempo effettivo non ci sarà mai nel calcio, è uno sport diverso dal basket. In futuro addirittura si sta ipotizzando di ridurre il tempo della frazioni di gioco a 30 minuti, ma sarebbe una svolta pazzesca. Inoltre non abbiamo a che fare con dei pupazzetti della Play Station, è assurdo che i calciatori giochino così tanto in così poco tempo. Il calcio è uno sport sorprendente, ma ha bisogno di spazio e di qualità, non dobbiamo trasformarlo in altro. È già uno ni soettacolo, ma ha dei legami ancorati alle origini sportive, non dobbiamo mutare questa disciplina”. Giudizio su Adani? Pro e contro del suo commento? “Ogni epoca ha i suoi narratori. Anche in passato il discorso è stato avviato da Carosio negli anni 30′, in Tv Mattellini e Pizzul. Poi i Longhi e i Piccinini. Se si analizzassereo i loro commenti, emergerebbero tante differenze. La domanda da porci è: il pubblico di oggi che genere di commento vuole? Si preferiscono rimi veloci? Forse il pubblico si annoierebbe con un commento meno enfatico? È cambiato il pubblico, come anche il calcio. Sono estremamente convinto che non sia necessario urlare, spesso si può far emozionare anche in altri modi. Ricordo le adorabili pause di Pizzul, ma mi rendo conto che appartengo ad altro periodo storico”. Giudizio sulla questione Juve? “Sono abituato ad un’epoca nella quale erano assenti i social e non c’era mai nessun processo mediatico. C’è un indagine della Procura di Torino in corso ed una richiesta di rinvio a giudizio che sarà poi valutata. Naturalmente in base al dibattimento capiremo cosa c’è di vero. Ma è fondamentale rispettare l’iter processuale. Alcuni colleghi si pronunciamo a favore o contro, ma è sbagliato perché bisogna accettare le sentenze e poi pronunciarsi. Ma il vero punto è che il nostro calcio, il quale sta vivendo sopra le sue possibilità, c’è un debito complessivo di 1 miliardo. Alcune squadre hanno speso molto di più rispetto a ciò che potevano investire. Anche i tifosi devono avere un ruolo, incavolarsi con il presidente in base agli acquisti, è culturalmente sbagliato. È il momento di promuovere lo scouting, ormai svanito. Vedi le cifre proposte a Ronaldo dall’Al-Nassr… se ogni tifoso volesse che un presidente investisse tali somme per un singolo fuoriclasse, potrebbe essere deleterio per il calcio. Altrimenti si tradisce così l’etica di uno sport fantastico. La vittoria è l’obiettivo di un percorso, ma è necessario diventare bravi per riuscire a trionfare. Ci si può divertire senza vincere, va modificata la cultura attraverso la nostra capacità di leggere lo sport e tornando ad alcuni principi passati sui quali si reggeva il calcio. In altri contesti europei c’è già questa esigenza differente, credo che sia importante giocare, divertirsi e squadre le quali scendono in campo con una certa etica”. Alla ripresa della Serie A, quale sarà l’andamento di Napoli e Lazio? “Sono tante le insidie dopo una pausa così lunga, sarà necessario capire come le squadre scenderanno in campo e in quale condizione si troveranno i calciatori. Credo che la squadra azzurra abbia disputato una prima parte di stagione incredibile, tornare in campo con la stessa condizione precedente non sarà semplice. Magari, invece, per la Lazio la pausa può aver inciso in modo positivo, ma naturalmente questa sosta avrà influenzato tutte le squadre in modo differente”.

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